ABSTRACT OBIETTIVI DELLO STUDIO: Questo studio in vitro si propone di misurare la capacità di adesione di fibroblasti dermici (HDF-Ad) e la formazione di colonie di Candida albicans, microrganismi naturalmente presenti nel cavo orale, su superfici di campioni in ossido di zirconio creati con le tecnologie di fresatura e di stampa 3D. MATERIALI E METODI: Per questo studio sono stati preparati 10 campioni di ossido di zirconio in forma di dischi del diametro di 1 cm (Lithoz GmbH, Austria), che sono stati divisi in due gruppi (n = 5): 5 campioni prodotti con tecnologia sottrattiva hanno costituito il gruppo controllo, mentre 5 campioni prodotti con tecnologia di stampa 3D hanno costituito il gruppo test. I campioni sono stati dapprima messi a contatto diretto con le cellule HDF-Ad; successivamente, dopo sterilizzazione in autoclave, si è studiato il comportamento della Candida sulle stesse superfici. Tramite analisi di microscopia a fluorescenza confocale sono state valutate l’adesione e la morfologia cellulare. Le colonie di Candida (CFU, Colony Forming Units) sono state quantificate utilizzando la formula generale CFU/ml. I risultati di entrambi i materiali sono stati confrontati tra loro. RISULTATI: Nessun campione ha mostrato citotossicità nei confronti delle cellule HDF-Ad. Per quanto concerne l’adesione e la proliferazione cellulare dei fibroblasti a tempi precoci, le due superfici non alterano queste proprietà. In particolare, soltanto dopo 48 ore di coltura si osserva un aumento statisticamente significativo della proliferazione nei fibroblasti coltivati sulla superficie 3D-printed (***p<0.001 vs ctrl). Per quanto riguarda l’intensità di deposizione di biofilm fungino, è stato rinvenuto un maggiore numero di colonie sui campioni di zirconio fresato (in particolare con una percentuale di deposizione di circa 2 volte superiore rispetto al gruppo controllo) con differenze statisticamente significative. CONCLUSIONI: L’ossido di zirconio 3D-printed ha mostrato maggiore compatibilità per le cellule fibroblastiche HDF-Ad dopo 48 ore di contatto diretto. L'intensità di accumulo di biofilm sull’ossido di zirconio prodotto con tecnologia additiva è risultata inferiore rispetto a quella misurata sull'ossido di zirconio fresato. Nel presente studio in vitro, la ceramica stampata ha dimostrato la sua capacità di competere con l'ossido di zirconio prodotto con tecniche di fresatura, sia in termini di biocompatibilità che microbiologici.
RESISTENZA ALLA FORMAZIONE DI BIOFILM E BIOCOMPATIBILITA’ CELLULARE DI SUPERFICI IN ZIRCONIA FRESATA E 3D-PRINTED: ANALISI COMPARATIVA IN VITRO.
CAVALLARI, SARA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT OBIETTIVI DELLO STUDIO: Questo studio in vitro si propone di misurare la capacità di adesione di fibroblasti dermici (HDF-Ad) e la formazione di colonie di Candida albicans, microrganismi naturalmente presenti nel cavo orale, su superfici di campioni in ossido di zirconio creati con le tecnologie di fresatura e di stampa 3D. MATERIALI E METODI: Per questo studio sono stati preparati 10 campioni di ossido di zirconio in forma di dischi del diametro di 1 cm (Lithoz GmbH, Austria), che sono stati divisi in due gruppi (n = 5): 5 campioni prodotti con tecnologia sottrattiva hanno costituito il gruppo controllo, mentre 5 campioni prodotti con tecnologia di stampa 3D hanno costituito il gruppo test. I campioni sono stati dapprima messi a contatto diretto con le cellule HDF-Ad; successivamente, dopo sterilizzazione in autoclave, si è studiato il comportamento della Candida sulle stesse superfici. Tramite analisi di microscopia a fluorescenza confocale sono state valutate l’adesione e la morfologia cellulare. Le colonie di Candida (CFU, Colony Forming Units) sono state quantificate utilizzando la formula generale CFU/ml. I risultati di entrambi i materiali sono stati confrontati tra loro. RISULTATI: Nessun campione ha mostrato citotossicità nei confronti delle cellule HDF-Ad. Per quanto concerne l’adesione e la proliferazione cellulare dei fibroblasti a tempi precoci, le due superfici non alterano queste proprietà. In particolare, soltanto dopo 48 ore di coltura si osserva un aumento statisticamente significativo della proliferazione nei fibroblasti coltivati sulla superficie 3D-printed (***p<0.001 vs ctrl). Per quanto riguarda l’intensità di deposizione di biofilm fungino, è stato rinvenuto un maggiore numero di colonie sui campioni di zirconio fresato (in particolare con una percentuale di deposizione di circa 2 volte superiore rispetto al gruppo controllo) con differenze statisticamente significative. CONCLUSIONI: L’ossido di zirconio 3D-printed ha mostrato maggiore compatibilità per le cellule fibroblastiche HDF-Ad dopo 48 ore di contatto diretto. L'intensità di accumulo di biofilm sull’ossido di zirconio prodotto con tecnologia additiva è risultata inferiore rispetto a quella misurata sull'ossido di zirconio fresato. Nel presente studio in vitro, la ceramica stampata ha dimostrato la sua capacità di competere con l'ossido di zirconio prodotto con tecniche di fresatura, sia in termini di biocompatibilità che microbiologici.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Cavallari.Sara.pdf
accesso aperto
Dimensione
2.23 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.23 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/3561