Gli obiettivi principali dell’odontoiatria pediatrica sono: preservare la vitalità pulpare, prevenire la progressione della carie, ristabilire la funzione e la morfologia dentale e garantire il mantenimento degli spazi interdentali fino al momento della permuta fisiologica. Isolamento, compliance del paziente e tempo richiesto per le procedure adesive sono le sfide che il clinico deve affrontare quotidianamente in ambito pediatrico. I materiali più utilizzati per i restauri diretti in pedodonzia al momento sono: resine composite, compomeri, cementi vetroionomerici con o senza aggiunta di monomeri resinosi e materiali bioattivi. Nonostante questi materiali abbiamo ottime performance meccaniche, estetiche e fisiche, il numero di passaggi ed il tempo necessario alle procedure restaurative diventano una vera e propria complicazione alla buona riuscita del restauro. Lo scopo della tesi è andare a valutare, in termini di infiltrazione marginale, le prestazioni di un cemento composito autoadesivo (OverCEM SA) che non necessita componenti aggiuntive condizionanti il substrato (mordenzante, primer o bonding). Sono stati valutati 3 gruppi di elementi estratti per motivi parodontali su cui è stato eseguito un restauro di V classe di dimensioni standard (2x2mm mesio-distalmente, 2mm di profondità). La cavità è stata restaurata secondo il protocollo Overcem SA, ovvero posizionando il materiale, attendendo 60 secondi in modo che la reazione di auto-polimerizzazione non avesse interferenze ed infine procedendo a foto-polimerizzare il materiale per 60 secondi. I 3 gruppi sono stati tenuti rispettivamente: 40gg in soluzione fisiologica, 80gg in soluzione fisiologica ed 80gg in ambiente umido. Successivamente i campioni sono stati preparati ed immersi per 24h in una soluzione di blu di metilene; una volta puliti dal colorante sono stati sezionati in senso vestibolo linguale ed è stata osservata l'infiltrazione in senso vestibolo-linguale tra l'interfaccia dente-restauro.
Valutazione in vitro delle potenzialità di un cemento composito adesivo nel trattamento delle lesioni cariose dei decidui
PERRUCCI, MATTEO
2024/2025
Abstract
Gli obiettivi principali dell’odontoiatria pediatrica sono: preservare la vitalità pulpare, prevenire la progressione della carie, ristabilire la funzione e la morfologia dentale e garantire il mantenimento degli spazi interdentali fino al momento della permuta fisiologica. Isolamento, compliance del paziente e tempo richiesto per le procedure adesive sono le sfide che il clinico deve affrontare quotidianamente in ambito pediatrico. I materiali più utilizzati per i restauri diretti in pedodonzia al momento sono: resine composite, compomeri, cementi vetroionomerici con o senza aggiunta di monomeri resinosi e materiali bioattivi. Nonostante questi materiali abbiamo ottime performance meccaniche, estetiche e fisiche, il numero di passaggi ed il tempo necessario alle procedure restaurative diventano una vera e propria complicazione alla buona riuscita del restauro. Lo scopo della tesi è andare a valutare, in termini di infiltrazione marginale, le prestazioni di un cemento composito autoadesivo (OverCEM SA) che non necessita componenti aggiuntive condizionanti il substrato (mordenzante, primer o bonding). Sono stati valutati 3 gruppi di elementi estratti per motivi parodontali su cui è stato eseguito un restauro di V classe di dimensioni standard (2x2mm mesio-distalmente, 2mm di profondità). La cavità è stata restaurata secondo il protocollo Overcem SA, ovvero posizionando il materiale, attendendo 60 secondi in modo che la reazione di auto-polimerizzazione non avesse interferenze ed infine procedendo a foto-polimerizzare il materiale per 60 secondi. I 3 gruppi sono stati tenuti rispettivamente: 40gg in soluzione fisiologica, 80gg in soluzione fisiologica ed 80gg in ambiente umido. Successivamente i campioni sono stati preparati ed immersi per 24h in una soluzione di blu di metilene; una volta puliti dal colorante sono stati sezionati in senso vestibolo linguale ed è stata osservata l'infiltrazione in senso vestibolo-linguale tra l'interfaccia dente-restauro.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3565