Lo studio ha valutato la stabilità temporale dei risultati ottenuti in una precedente ricerca condotta presso il medesimo dipartimento, conclusasi a febbraio 2025, sull’efficacia del robot umanoide NAO nel ridurre lo stress e l’agitazione psicomotoria nei bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD) durante le visite odontoiatriche. L’obiettivo principale è stato quello di verificare se l’effetto positivo osservato nei primi interventi fosse mantenuto nel tempo, contribuendo a una maggiore compliance dei piccoli pazienti alle cure odontoiatriche. Il contesto clinico di riferimento è quello della gestione comportamentale in odontoiatria pediatrica, dove l’approccio tradizionale può risultare limitato in presenza di disturbi del neurosviluppo, come nel caso dell’ASD. A tale scopo, è stato riesaminato un campione di 20 pazienti già coinvolti nello studio precedente per valutare la persistenza degli effetti benefici a distanza di tempo. Il protocollo sperimentale si articola in tre fasi: una valutazione iniziale (T1) attraverso l’applicazione di due scale comportamentali (Frankl modificata e Venham) e del questionario CFSS-DS (Children’s Fear Survey Schedule - Dental Subscale); una seconda fase (T2), in cui il paziente partecipa a una seduta con il robot NAO, che interagisce in maniera empatica e strutturata, illustrando le procedure odontoiatriche e gli strumenti utilizzati in studio; e infine una terza fase (T3), in cui le stesse scale e il questionario vengono riapplicati per confrontare i dati e valutare la stabilità nel tempo degli effetti riscontrati. I risultati del primo studio, conclusosi a febbraio 2025, hanno evidenziato esiti molto positivi: al termine dell’intervento il 70% dei bambini ha mostrato una collaborazione sufficiente o buona secondo la scala di Venham, con un miglioramento significativo rispetto alla fase iniziale (T1). La scala di Frankl ha rilevato un incremento marcato dei comportamenti “positivi” (dal 10% al 60%), mentre il questionario CFSS-DS ha mostrato una riduzione percepita dello stress in situazioni potenzialmente critiche, come il rumore degli strumenti o il contatto fisico con il personale clinico. L’efficacia dell’intervento è risultata particolarmente evidente nei bambini più piccoli (fascia 4–8 anni), evidenziando una maggiore responsività all’approccio robotico. Questi risultati molto positivi del precedente studio hanno contribuito alla volontà di sviluppare una nuova ricerca per andare a valutare se i risultati ottenuti in T2 fossero mantenuti nel tempo oppure no.
Stabilità temporale dell’efficacia del robot NAO nei bambini con spettro autistico in ambito odontoiatrico
TAROCCHI, DARIO
2024/2025
Abstract
Lo studio ha valutato la stabilità temporale dei risultati ottenuti in una precedente ricerca condotta presso il medesimo dipartimento, conclusasi a febbraio 2025, sull’efficacia del robot umanoide NAO nel ridurre lo stress e l’agitazione psicomotoria nei bambini con disturbo dello spettro autistico (ASD) durante le visite odontoiatriche. L’obiettivo principale è stato quello di verificare se l’effetto positivo osservato nei primi interventi fosse mantenuto nel tempo, contribuendo a una maggiore compliance dei piccoli pazienti alle cure odontoiatriche. Il contesto clinico di riferimento è quello della gestione comportamentale in odontoiatria pediatrica, dove l’approccio tradizionale può risultare limitato in presenza di disturbi del neurosviluppo, come nel caso dell’ASD. A tale scopo, è stato riesaminato un campione di 20 pazienti già coinvolti nello studio precedente per valutare la persistenza degli effetti benefici a distanza di tempo. Il protocollo sperimentale si articola in tre fasi: una valutazione iniziale (T1) attraverso l’applicazione di due scale comportamentali (Frankl modificata e Venham) e del questionario CFSS-DS (Children’s Fear Survey Schedule - Dental Subscale); una seconda fase (T2), in cui il paziente partecipa a una seduta con il robot NAO, che interagisce in maniera empatica e strutturata, illustrando le procedure odontoiatriche e gli strumenti utilizzati in studio; e infine una terza fase (T3), in cui le stesse scale e il questionario vengono riapplicati per confrontare i dati e valutare la stabilità nel tempo degli effetti riscontrati. I risultati del primo studio, conclusosi a febbraio 2025, hanno evidenziato esiti molto positivi: al termine dell’intervento il 70% dei bambini ha mostrato una collaborazione sufficiente o buona secondo la scala di Venham, con un miglioramento significativo rispetto alla fase iniziale (T1). La scala di Frankl ha rilevato un incremento marcato dei comportamenti “positivi” (dal 10% al 60%), mentre il questionario CFSS-DS ha mostrato una riduzione percepita dello stress in situazioni potenzialmente critiche, come il rumore degli strumenti o il contatto fisico con il personale clinico. L’efficacia dell’intervento è risultata particolarmente evidente nei bambini più piccoli (fascia 4–8 anni), evidenziando una maggiore responsività all’approccio robotico. Questi risultati molto positivi del precedente studio hanno contribuito alla volontà di sviluppare una nuova ricerca per andare a valutare se i risultati ottenuti in T2 fossero mantenuti nel tempo oppure no.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3573