La tesi affronta il tema del trasferimento dell’azienda nella composizione negoziata della crisi, quale uno degli strumenti più innovativi introdotti recentemente dal legislatore per aiutare le imprese che si trovano in una situazione di crisi incipiente, ovvero di “pre-crisi”. Si tratta di una possibilità prevista all’interno di un percorso volontario e stragiudiziale, pensato per favorire l’emersione precoce della crisi e la salvaguardia della continuità aziendale. Questa tesi si propone di analizzare i principali aspetti dell’istituto, a partire dagli obiettivi e le finalità che esso persegue, per poi giungere ad un esame del trasferimento d'azienda autorizzato dal tribunale, operazione prevista dall'art. 22, comma 1, lettera d, CCII, argomentando in modo approfondito il significato del concetto di “continuità aziendale”, in modo particolare quella “indiretta”, e la ratio dell’autorizzazione giudiziale al trasferimento d’azienda. In seguito si prosegue con un’analisi dei presupposti e del procedimento di autorizzazione del tribunale, approfondendone i diversi aspetti, spesso anche problematici e di difficile interpretazione, tra cui il tema del ruolo dell’Esperto, i criteri d’individuazione della funzionalità del trasferimento alla continuità aziendale ed al miglior soddisfacimento dei creditori, la corretta qualificazione del principio di competitività, l’interpretazione in merito alle “misure ritenute opportune”, e l’attuazione del trasferimento dopo la chiusura della composizione negoziata, come previsto dal comma 1-bis dell'art. 22 CCII. Infine, viene elaborata una analisi degli effetti che scaturiscono da tale autorizzazione, tra i quali assume un ruolo centrale la deroga all’art. 2560 c.c., comma 2, che determina la liberazione del cessionario dai debiti pregressi risultanti dalle scritture contabili, procedendo con un approfondimento sulla mancata deroga all’art. 2112 c.c., a tutela dei lavoratori, sulla natura dell’operazione di trasferimento, oltre che ad una ricerca in merito all’interpretazione del trasferimento in “qualunque forma”, ed infine giungendo al tema della conservazione degli effetti, come dettato dall’art. 24 CCII. L’obiettivo è comprendere come la soluzione del trasferimento d’azienda, se ben utilizzata, possa rappresentare una concreta occasione di rilancio per l’impresa, preservandone la continuità aziendale, e tutelando al tempo stesso i lavoratori e i creditori. In un contesto economico sempre più instabile, tutt’oggi colpito dalla volatilità dei mercati a causa delle guerre geopolitiche, in cui le imprese devono affrontare difficoltà improvvise e complesse, lo strumento della composizione negoziata assume sicuramente un ruolo centrale, e a sua volta, anche il trasferimento dell’azienda all’interno di questo percorso, può rappresentare non una fine, ma un nuovo inizio, in cui il valore dell’impresa viene salvato e rilanciato.
Il trasferimento d'azienda nella composizione negoziata della crisi
DI MEZZO, MARIANNA
2024/2025
Abstract
La tesi affronta il tema del trasferimento dell’azienda nella composizione negoziata della crisi, quale uno degli strumenti più innovativi introdotti recentemente dal legislatore per aiutare le imprese che si trovano in una situazione di crisi incipiente, ovvero di “pre-crisi”. Si tratta di una possibilità prevista all’interno di un percorso volontario e stragiudiziale, pensato per favorire l’emersione precoce della crisi e la salvaguardia della continuità aziendale. Questa tesi si propone di analizzare i principali aspetti dell’istituto, a partire dagli obiettivi e le finalità che esso persegue, per poi giungere ad un esame del trasferimento d'azienda autorizzato dal tribunale, operazione prevista dall'art. 22, comma 1, lettera d, CCII, argomentando in modo approfondito il significato del concetto di “continuità aziendale”, in modo particolare quella “indiretta”, e la ratio dell’autorizzazione giudiziale al trasferimento d’azienda. In seguito si prosegue con un’analisi dei presupposti e del procedimento di autorizzazione del tribunale, approfondendone i diversi aspetti, spesso anche problematici e di difficile interpretazione, tra cui il tema del ruolo dell’Esperto, i criteri d’individuazione della funzionalità del trasferimento alla continuità aziendale ed al miglior soddisfacimento dei creditori, la corretta qualificazione del principio di competitività, l’interpretazione in merito alle “misure ritenute opportune”, e l’attuazione del trasferimento dopo la chiusura della composizione negoziata, come previsto dal comma 1-bis dell'art. 22 CCII. Infine, viene elaborata una analisi degli effetti che scaturiscono da tale autorizzazione, tra i quali assume un ruolo centrale la deroga all’art. 2560 c.c., comma 2, che determina la liberazione del cessionario dai debiti pregressi risultanti dalle scritture contabili, procedendo con un approfondimento sulla mancata deroga all’art. 2112 c.c., a tutela dei lavoratori, sulla natura dell’operazione di trasferimento, oltre che ad una ricerca in merito all’interpretazione del trasferimento in “qualunque forma”, ed infine giungendo al tema della conservazione degli effetti, come dettato dall’art. 24 CCII. L’obiettivo è comprendere come la soluzione del trasferimento d’azienda, se ben utilizzata, possa rappresentare una concreta occasione di rilancio per l’impresa, preservandone la continuità aziendale, e tutelando al tempo stesso i lavoratori e i creditori. In un contesto economico sempre più instabile, tutt’oggi colpito dalla volatilità dei mercati a causa delle guerre geopolitiche, in cui le imprese devono affrontare difficoltà improvvise e complesse, lo strumento della composizione negoziata assume sicuramente un ruolo centrale, e a sua volta, anche il trasferimento dell’azienda all’interno di questo percorso, può rappresentare non una fine, ma un nuovo inizio, in cui il valore dell’impresa viene salvato e rilanciato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3582