INTRODUZIONE: Lo stato epilettico (SE) può essere concepito come una condizione dinamica e multifattoriale caratterizzata dal susseguirsi di crisi epilettiche continue o ripetute, che possono condurre a severe conseguenze, tra cui la morte delle cellule nervose e l’alterazione delle reti neuronali. Lo SE rappresenta una delle principali emergenze neurologiche, essendo caratterizzato da un’importante mortalità e morbidità a breve termine. In seguito alla risoluzione dell’evento acuto, inoltre, i pazienti sono esposti a possibili complicanze a lungo termine tra cui presentare una recidiva di SE oppure sviluppare un’epilessia post-SE (PSEE). Ad oggi, non sono stati ancora identificati trattamenti protettivi per ridurre il rischio di insorgenza di tali complicanze. In tale scenario, una crescente ricerca scientifica sostiene il possibile ruolo delle statine, farmaci ipolipemizzanti con effetti pleiotropici neuro-modulatori, come potenziali agenti anti-epilettogeni in seguito ad eventi neurologici acuti. SCOPO DELLO STUDIO: L’obiettivo principale dello studio è stato quello di indagare l’associazione tra l’assunzione di statine e il rischio di presentare crisi epilettiche remote seguito ad un primo episodio di stato epilettico. MATERIALE E METODI: Studio osservazionale, retrospettivo e monocentrico, sui pazienti in età adulta ricoverati presso l’Ospedale Civile di Baggiovara per un primo episodio di SE tra settembre 2013 e dicembre 2023. Una precedente diagnosi di epilessia, l’aver presentato un pregresso SE oppure uno SE dovuto ad un danno ipossico/anossico cerebrale sono stati considerati come criteri di esclusione dallo studio. Per ogni paziente sono stati raccolti dati in relazione all’eventuale assunzione di una terapia con statine (principio attivo e posologia assunta). Il principale outcome a lungo termine indagato è stato rappresentato dal rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote in funzione dell’assunzione o meno di statine, che è stato valutato mediante l’esecuzione di uno studio di sopravvivenza (analisi di Kaplan-Meier e regressione di Cox). RISULTATI: Sono stati identificati 456 pazienti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione/esclusione. La mortalità a breve termine (a 30 giorni dallo SE) è risultata essere pari al 31% (141/456). Tra i pazienti con follow-up superiore a 30 giorni (n = 314), 81 hanno assunto una terapia con statine in seguito allo SE. Complessivamente, sono stati identificati 66 pazienti (21%) con crisi epilettiche remote. La probabilità cumulativa di libertà da crisi nel corso del follow-up (media 61.3 mesi) è risultata essere pari a 84% e 70% a 12 e 60 mesi dallo SE, rispettivamente. Il rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote è risultato essere significativamente più elevato nei pazienti non in terapia con statine (HR=2,02; IC95% 1,06–3,86; p=0.03). CONCLUSIONI: Nella coorte di pazienti oggetto di studio, il rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote in seguito ad un primo episodio di stato epilettico è risultato essere moderato e complessivamente minore nei pazienti in trattamento con statine in seguito all’evento. Tale risultato supporta un possibile ruolo protettivo delle statine nell’insorgenza di crisi epilettiche remote in seguito ad eventi neurologici acuti ed è meritevole, in prospettiva futura, di ulteriori studi con differente disegno (prospettico e multicentrico) per confermare e per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio da tale trattamento.

La terapia con le statine e il rischio di epilessia dopo un primo episodio di stato epilettico: dati della esperienza modenese

NGNINTEDEM DONTSOP, JEFE LAUREINE
2024/2025

Abstract

INTRODUZIONE: Lo stato epilettico (SE) può essere concepito come una condizione dinamica e multifattoriale caratterizzata dal susseguirsi di crisi epilettiche continue o ripetute, che possono condurre a severe conseguenze, tra cui la morte delle cellule nervose e l’alterazione delle reti neuronali. Lo SE rappresenta una delle principali emergenze neurologiche, essendo caratterizzato da un’importante mortalità e morbidità a breve termine. In seguito alla risoluzione dell’evento acuto, inoltre, i pazienti sono esposti a possibili complicanze a lungo termine tra cui presentare una recidiva di SE oppure sviluppare un’epilessia post-SE (PSEE). Ad oggi, non sono stati ancora identificati trattamenti protettivi per ridurre il rischio di insorgenza di tali complicanze. In tale scenario, una crescente ricerca scientifica sostiene il possibile ruolo delle statine, farmaci ipolipemizzanti con effetti pleiotropici neuro-modulatori, come potenziali agenti anti-epilettogeni in seguito ad eventi neurologici acuti. SCOPO DELLO STUDIO: L’obiettivo principale dello studio è stato quello di indagare l’associazione tra l’assunzione di statine e il rischio di presentare crisi epilettiche remote seguito ad un primo episodio di stato epilettico. MATERIALE E METODI: Studio osservazionale, retrospettivo e monocentrico, sui pazienti in età adulta ricoverati presso l’Ospedale Civile di Baggiovara per un primo episodio di SE tra settembre 2013 e dicembre 2023. Una precedente diagnosi di epilessia, l’aver presentato un pregresso SE oppure uno SE dovuto ad un danno ipossico/anossico cerebrale sono stati considerati come criteri di esclusione dallo studio. Per ogni paziente sono stati raccolti dati in relazione all’eventuale assunzione di una terapia con statine (principio attivo e posologia assunta). Il principale outcome a lungo termine indagato è stato rappresentato dal rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote in funzione dell’assunzione o meno di statine, che è stato valutato mediante l’esecuzione di uno studio di sopravvivenza (analisi di Kaplan-Meier e regressione di Cox). RISULTATI: Sono stati identificati 456 pazienti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione/esclusione. La mortalità a breve termine (a 30 giorni dallo SE) è risultata essere pari al 31% (141/456). Tra i pazienti con follow-up superiore a 30 giorni (n = 314), 81 hanno assunto una terapia con statine in seguito allo SE. Complessivamente, sono stati identificati 66 pazienti (21%) con crisi epilettiche remote. La probabilità cumulativa di libertà da crisi nel corso del follow-up (media 61.3 mesi) è risultata essere pari a 84% e 70% a 12 e 60 mesi dallo SE, rispettivamente. Il rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote è risultato essere significativamente più elevato nei pazienti non in terapia con statine (HR=2,02; IC95% 1,06–3,86; p=0.03). CONCLUSIONI: Nella coorte di pazienti oggetto di studio, il rischio di insorgenza di crisi epilettiche remote in seguito ad un primo episodio di stato epilettico è risultato essere moderato e complessivamente minore nei pazienti in trattamento con statine in seguito all’evento. Tale risultato supporta un possibile ruolo protettivo delle statine nell’insorgenza di crisi epilettiche remote in seguito ad eventi neurologici acuti ed è meritevole, in prospettiva futura, di ulteriori studi con differente disegno (prospettico e multicentrico) per confermare e per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio da tale trattamento.
2024
Statin Therapy and the Risk of Epilepsy After a First Episode of Status Epilepticus: Evidence from the Modena Experience
stato epilettico
epilessia
crisi remote
statine
epilettogenesi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3593