All’interno dei servizi per l’infanzia, la comunicazione tra educatori e famiglie assume un ruolo centrale. Essa non solo permette una continuità educativa tra casa e nido, ma rappresenta un canale privilegiato per la costruzione di alleanze educative, fondamentali soprattutto in contesti inclusivi. Inoltre, oltre a costituire un mezzo per trasmettere informazioni o aggiornamenti relativi alla vita quotidiana del bambino/a al nido si configura anche come strumento educativo in sé, capace di incidere sulla qualità delle relazioni e sul benessere complessivo del bambino/a, soprattutto nei contesti in cui emergono situazione delicate con la presenza, o il sospetto, di un disturbo del neurosviluppo. Stabilire un dialogo efficace tra le diverse figure coinvolte è essenziale non solo per garantire coerenza negli interventi educativi, ma anche per creare un ambiente di supporto che favorisca lo sviluppo armonico del bambino/a e promuova un clima di fiducia e collaborazione. In questo lavoro di tesi si intende esplorare il tema della comunicazione nei contesti educativi per l’infanzia, con particolare attenzione ai casi in cui vi sia una diagnosi di disturbo del neurosviluppo. Il primo capitolo è dedicato all’analisi della comunicazione in senso generale tra educatori e insegnanti, con successivo approfondimento sulle modalità comunicative che si attivano quando è presente una sospetta o effettiva diagnosi di disturbi del neurosviluppo. in questa sezione si rifletterà anche sull’importanza delle alleanze educative tra genitori e educatori, fondamentali per la co costruzione di percorsi di supporto e accompagnamento efficaci. Il secondo capitolo si concentra sulla revisione, tramite il metodo PRISMA, di letteratura scientifica riguardante la comunicazione nei casi di autismo all’interno dei servizi per l’infanzia. L’obiettivo è quello di evidenziare buone pratiche, criticità e prospettive di miglioramento emerse negli studi più recenti dal 2020 ad oggi, mettendo in luce il ruolo della comunicazione come strumento di inclusione e sostegno, analizzando sia il punto di vista dei genitori, sia il punto di vista di insegnanti educatrici e educatori. Infine, il terzo capitolo presenta un’analisi qualitativa di dieci interviste somministrate ad educatrici che operano nei nidi situati nella provincia di Modena, le quali hanno avuto esperienza diretta con bambini/e con diagnosi di autismo, o che hanno dovuto comunicare una sospetta diagnosi alle famiglie. L’intento è quello di indagare non solo gli aspetti professionali della loro esperienza, ma anche le percezioni, le emozioni e le riflessioni personali che ne sono scaturite, offrendo così uno sguardo più ampio e umano su un tema di grande rilevanza educativa e sociale. Attraverso questo percorso, la tesi si propone di contribuire alla riflessione sul valore della comunicazione nei contesti educativi e sulla necessità di costruire reti collaborative solide e sensibili, in grado di rispondere con competenza e umanità ai bisogni dei bambini e bambine e delle loro famiglie, osservando quanto il metodo comunicativo che ambe le parti decidono di utilizzare abbia un impatto significativo, anche a livello emozionale, e che le due parti, spesso, si ritrovano a condividere lo stesso percorso, seppur con ruoli differenti.
La comunicazione nei servizi per l'infanzia quando si parla di autismo: pratiche, narrazioni e significati nella costruzione della relazione educativa tra nido e famiglia.
MARTINELLI, AURORA
2024/2025
Abstract
All’interno dei servizi per l’infanzia, la comunicazione tra educatori e famiglie assume un ruolo centrale. Essa non solo permette una continuità educativa tra casa e nido, ma rappresenta un canale privilegiato per la costruzione di alleanze educative, fondamentali soprattutto in contesti inclusivi. Inoltre, oltre a costituire un mezzo per trasmettere informazioni o aggiornamenti relativi alla vita quotidiana del bambino/a al nido si configura anche come strumento educativo in sé, capace di incidere sulla qualità delle relazioni e sul benessere complessivo del bambino/a, soprattutto nei contesti in cui emergono situazione delicate con la presenza, o il sospetto, di un disturbo del neurosviluppo. Stabilire un dialogo efficace tra le diverse figure coinvolte è essenziale non solo per garantire coerenza negli interventi educativi, ma anche per creare un ambiente di supporto che favorisca lo sviluppo armonico del bambino/a e promuova un clima di fiducia e collaborazione. In questo lavoro di tesi si intende esplorare il tema della comunicazione nei contesti educativi per l’infanzia, con particolare attenzione ai casi in cui vi sia una diagnosi di disturbo del neurosviluppo. Il primo capitolo è dedicato all’analisi della comunicazione in senso generale tra educatori e insegnanti, con successivo approfondimento sulle modalità comunicative che si attivano quando è presente una sospetta o effettiva diagnosi di disturbi del neurosviluppo. in questa sezione si rifletterà anche sull’importanza delle alleanze educative tra genitori e educatori, fondamentali per la co costruzione di percorsi di supporto e accompagnamento efficaci. Il secondo capitolo si concentra sulla revisione, tramite il metodo PRISMA, di letteratura scientifica riguardante la comunicazione nei casi di autismo all’interno dei servizi per l’infanzia. L’obiettivo è quello di evidenziare buone pratiche, criticità e prospettive di miglioramento emerse negli studi più recenti dal 2020 ad oggi, mettendo in luce il ruolo della comunicazione come strumento di inclusione e sostegno, analizzando sia il punto di vista dei genitori, sia il punto di vista di insegnanti educatrici e educatori. Infine, il terzo capitolo presenta un’analisi qualitativa di dieci interviste somministrate ad educatrici che operano nei nidi situati nella provincia di Modena, le quali hanno avuto esperienza diretta con bambini/e con diagnosi di autismo, o che hanno dovuto comunicare una sospetta diagnosi alle famiglie. L’intento è quello di indagare non solo gli aspetti professionali della loro esperienza, ma anche le percezioni, le emozioni e le riflessioni personali che ne sono scaturite, offrendo così uno sguardo più ampio e umano su un tema di grande rilevanza educativa e sociale. Attraverso questo percorso, la tesi si propone di contribuire alla riflessione sul valore della comunicazione nei contesti educativi e sulla necessità di costruire reti collaborative solide e sensibili, in grado di rispondere con competenza e umanità ai bisogni dei bambini e bambine e delle loro famiglie, osservando quanto il metodo comunicativo che ambe le parti decidono di utilizzare abbia un impatto significativo, anche a livello emozionale, e che le due parti, spesso, si ritrovano a condividere lo stesso percorso, seppur con ruoli differenti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3613