Negli ultimi anni la tecnologia è divenuta l’ambiente stesso dell’esperienza quotidiana più che un semplice insieme di strumenti. Su questo sfondo, la tesi indaga il rapporto tra intelligenza artificiale (IA), creatività e arti visive, dalla genealogia storica alla pratica contemporanea. In questo percorso l’autorialità migra dall’esecuzione alla formulazione di regole, sollevando la domanda: chi è l’autore quando un’opera è prodotta da procedure e codici? Per rispondere, il progetto intreccia i criteri di artistici di Nelson Goodman e la teoria della creatività di Margaret Boden con un’analisi delle pratiche visive guidate da modelli generativi contemporanei, con riferimenti alle opere di Sofia Crespo. La tesi mostra come l’IA non sostituisca l’autore ma redistribuisca l’agency creativa tra artista, dati, modello e pubblico: il prompt e la definizione dei vincoli operano come gesto progettuale, mentre lo “spazio latente” funge da territorio estetico di esplorazione. Ne deriva una proposta di lettura dell’arte generativa come co-creazione uomo-macchina, capace di rinnovare categorie come originalità, processo e valore espositivo, e di ridefinire i criteri con cui pensiamo, facciamo e giudichiamo l’arte oggi.
Arte e Intelligenza artificiale. Da AARON a Sofia Crespo: creatività, rappresentazione e processi nell’arte generativa
PAGNOTTA, ROBERTA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi anni la tecnologia è divenuta l’ambiente stesso dell’esperienza quotidiana più che un semplice insieme di strumenti. Su questo sfondo, la tesi indaga il rapporto tra intelligenza artificiale (IA), creatività e arti visive, dalla genealogia storica alla pratica contemporanea. In questo percorso l’autorialità migra dall’esecuzione alla formulazione di regole, sollevando la domanda: chi è l’autore quando un’opera è prodotta da procedure e codici? Per rispondere, il progetto intreccia i criteri di artistici di Nelson Goodman e la teoria della creatività di Margaret Boden con un’analisi delle pratiche visive guidate da modelli generativi contemporanei, con riferimenti alle opere di Sofia Crespo. La tesi mostra come l’IA non sostituisca l’autore ma redistribuisca l’agency creativa tra artista, dati, modello e pubblico: il prompt e la definizione dei vincoli operano come gesto progettuale, mentre lo “spazio latente” funge da territorio estetico di esplorazione. Ne deriva una proposta di lettura dell’arte generativa come co-creazione uomo-macchina, capace di rinnovare categorie come originalità, processo e valore espositivo, e di ridefinire i criteri con cui pensiamo, facciamo e giudichiamo l’arte oggi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3626