Negli ultimi decenni è aumentata sempre di più la preoccupazione sulla crescente crisi ambientale. L’educazione è uno dei principali fattori sui quali intervenire, poiché è portatrice di una maggiore consapevolezza del degrado dell’ecosistema che cresce sotto gli occhi di tutti gli esseri umani. La pedagogia ecologica non desidera portare solamente un contributo rispetto ai tradizionali saperi, ma vuole essere un nuovo paradigma, una nuova visione educativa che riporta alla centralità i veri valori della vita: la cura di tutti gli esseri viventi, le relazioni sociali e la relazione tra uomo e natura. Partendo dal presupposto che noi esseri umani facciamo parte della natura, in questo periodo di urgenza ambientale, anche l’essere umano presenta maggiori difficoltà e stress nella propria quotidianità rispetto al passato. È necessario ripensare al benessere olistico dell’uomo, poiché essendo lui stesso la causa del disastro ambientale, se potesse riscoprire la vera felicità attraverso una maggior cura di sé e degli altri, si potrebbe sperare di giungere a un riequilibrio generale uomo-ambiente. Mostrando quanto la natura sia un fattore essenziale per la vita dell’uomo, viene svolta una lettura in chiave più profonda, dove la natura stessa non è solo uno spazio che dona materiali ed esperienze emozionanti ma è anche una maestra che ci insegna ad ascoltare e conoscere realmente noi stessi. Partendo da un punto di vista scientifico si fa un riferimento particolare all’ecologia; viene inoltre analizzato e contestualizzato il tema del cambiamento climatico portando le evidenze catastrofiche che ne derivano, come la recente alluvione nella regione Emilia Romagna. Successivamente sono messe in evidenza le interconnessioni che si creano tra questi fenomeni e l’azione dell’uomo, portando a ridefinire il ruolo della pedagogia per riportare questi aspetti ad un equilibrio. Si conclude questa prima parte con una analisi sulla cura e la responsabilità che l’uomo deve avere di sé e di ciò che gli circonda. Nello studio sull’Outdoor Education si affrontano differenti aspetti essenziali come l’analisi storiografica, le differenti possibilità educative che offre e il contributo ancora attuale dello scoutismo e dell’Asilo nel Bosco di Ostia. Successivamente vengono considerate le tecnologie moderne ed il loro ruolo, attraverso il parere della illustre Professoressa Luigina Mortari che considera essenziale diffondere una pedagogia ecologica che permetta di ripensare e riflettere per “decostruire” tutte quelle convinzioni e stigmatizzazioni che caratterizzano la nostra società e poter così “costruire” nuove strade per un benessere futuro. In conclusione viene presentato un particolare riferimento al modello Reggio Emilia Approach, il quale offre ogni anno punti di riflessione, metodologie e strumenti che hanno a cuore il benessere dei bambini. Nelle realtà educative di Reggio Emilia sono presenti i laboratori interattivi dove i bambini a contatto con la natura conciliano l’esplorazione con l’utilizzo di strumenti tecnologici. Un ulteriore aspetto per il quale la natura ci sostiene, è l’alimentazione salutare. Nell’Emilia Romagna i bambini in sovrappeso sono in aumento ed in questo studio si sono analizzate le possibilità per portare a un miglioramento sulla salute fisica ma anche psicologica. I suoni della natura riescono a portarci in una realtà tutta da scoprire, per questo è si è voluto approfondire quanto la musica sia un fattore essenziale nell’apprendimento. Lo studio si è portato avanti grazie al progetto “fili di musica”, una meravigliosa realtà che mostra quanto la musica non sia solo un sottofondo, ma è la protagonista nell’educazione soprattutto nel mondo dell’infanzia. Nelle conclusioni verranno riportati una sintesi dello studio effettuato e una riflessione sui possibili aspetti da migliorare per un futuro migliore.
Pedagogia Ecologica: Affrontare la crisi ecologica partendo dall'educazione.
FARINI, ALLEGRA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi decenni è aumentata sempre di più la preoccupazione sulla crescente crisi ambientale. L’educazione è uno dei principali fattori sui quali intervenire, poiché è portatrice di una maggiore consapevolezza del degrado dell’ecosistema che cresce sotto gli occhi di tutti gli esseri umani. La pedagogia ecologica non desidera portare solamente un contributo rispetto ai tradizionali saperi, ma vuole essere un nuovo paradigma, una nuova visione educativa che riporta alla centralità i veri valori della vita: la cura di tutti gli esseri viventi, le relazioni sociali e la relazione tra uomo e natura. Partendo dal presupposto che noi esseri umani facciamo parte della natura, in questo periodo di urgenza ambientale, anche l’essere umano presenta maggiori difficoltà e stress nella propria quotidianità rispetto al passato. È necessario ripensare al benessere olistico dell’uomo, poiché essendo lui stesso la causa del disastro ambientale, se potesse riscoprire la vera felicità attraverso una maggior cura di sé e degli altri, si potrebbe sperare di giungere a un riequilibrio generale uomo-ambiente. Mostrando quanto la natura sia un fattore essenziale per la vita dell’uomo, viene svolta una lettura in chiave più profonda, dove la natura stessa non è solo uno spazio che dona materiali ed esperienze emozionanti ma è anche una maestra che ci insegna ad ascoltare e conoscere realmente noi stessi. Partendo da un punto di vista scientifico si fa un riferimento particolare all’ecologia; viene inoltre analizzato e contestualizzato il tema del cambiamento climatico portando le evidenze catastrofiche che ne derivano, come la recente alluvione nella regione Emilia Romagna. Successivamente sono messe in evidenza le interconnessioni che si creano tra questi fenomeni e l’azione dell’uomo, portando a ridefinire il ruolo della pedagogia per riportare questi aspetti ad un equilibrio. Si conclude questa prima parte con una analisi sulla cura e la responsabilità che l’uomo deve avere di sé e di ciò che gli circonda. Nello studio sull’Outdoor Education si affrontano differenti aspetti essenziali come l’analisi storiografica, le differenti possibilità educative che offre e il contributo ancora attuale dello scoutismo e dell’Asilo nel Bosco di Ostia. Successivamente vengono considerate le tecnologie moderne ed il loro ruolo, attraverso il parere della illustre Professoressa Luigina Mortari che considera essenziale diffondere una pedagogia ecologica che permetta di ripensare e riflettere per “decostruire” tutte quelle convinzioni e stigmatizzazioni che caratterizzano la nostra società e poter così “costruire” nuove strade per un benessere futuro. In conclusione viene presentato un particolare riferimento al modello Reggio Emilia Approach, il quale offre ogni anno punti di riflessione, metodologie e strumenti che hanno a cuore il benessere dei bambini. Nelle realtà educative di Reggio Emilia sono presenti i laboratori interattivi dove i bambini a contatto con la natura conciliano l’esplorazione con l’utilizzo di strumenti tecnologici. Un ulteriore aspetto per il quale la natura ci sostiene, è l’alimentazione salutare. Nell’Emilia Romagna i bambini in sovrappeso sono in aumento ed in questo studio si sono analizzate le possibilità per portare a un miglioramento sulla salute fisica ma anche psicologica. I suoni della natura riescono a portarci in una realtà tutta da scoprire, per questo è si è voluto approfondire quanto la musica sia un fattore essenziale nell’apprendimento. Lo studio si è portato avanti grazie al progetto “fili di musica”, una meravigliosa realtà che mostra quanto la musica non sia solo un sottofondo, ma è la protagonista nell’educazione soprattutto nel mondo dell’infanzia. Nelle conclusioni verranno riportati una sintesi dello studio effettuato e una riflessione sui possibili aspetti da migliorare per un futuro migliore.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3636