In questo lavoro si analizza il mercato dei capitali di debito per le società non quotate con sede in Emilia-Romagna, con particolare attenzione all'emissione di strumenti di debito come obbligazioni o titoli similari, destinati ad essere acquisiti da investitori professionali (conosciuti come minibond). In primo luogo, la ricerca empirica punta a stimare il bacino di potenziali emittenti nella regione, attraverso un'approccio innovativo che prende in esame sette caratteristiche aziendali, individuate dalla letteratura come capaci di spiegare la probabilità di emettere titoli di debito. Tali caratteristiche sono approssimate da specifici indicatori di bilancio tipici della gestione economica e finanziaria aziendale: totale attivo, crescita dei ricavi, rendimento delle attività (ROA), fixed ratio, rapporto di indebitamento, indice di liquidità (quick ratio) ed età dell'azienda. Successivamente, sono state individuate le imprese emittenti, attraverso una meticolosa analisi dei singoli bilanci, e il campione di imprese non emittenti, ma aventi caratteristiche tali da consentire l'emissione. Per tutte le imprese sono stati estratti gli indicatori di bilancio attraverso la banca dati AIDA, ed importati su r per effettuare le elaborazioni statistiche. Per prima cosa, è stato utilizzato un algoritmo di propensity score matching per identificare un campione di comparabili sulla base di specifiche caratteristiche, successivamente si è effettuata una regressione logistica con l'obiettivo di valutare la significatività delle variabili nello spiegare la probabilità di emissione. Il modello di regressione stimato è stato poi applicato ad ogni singola impresa non emittente per identificare, sulla base delle singole caratteristiche, la probabilità di emettere minibond. Questo ha consentito di identificare le imprese che hanno caratteristiche tali da poter emettere, ma decidono di non farlo. Infine, è stato predisposto un questionario che è stato sottoposto con il supporto di ANDAF (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari) alle funzioni finanza di imprese dell'Emilia Romagna.. L'obiettivo prefissato è stato quello di comprendere diversi aspetti: - il livello di conoscenza e diffusione dell’utilizzo di questo tipo di strumenti finanziari; - identificare le motivazioni che portano le imprese a scegliere di non emettere; Questo approfondimento è stato utile per cercare di comprendere meglio come mai l'imponente lavoro del legislatore a partire dal 2012 ha trovato un riscontro ad oggi ancora molto contenuto nel ricorso alla finanza di mercato.

Accesso al mercato dei capitali di debito: evidenze e potenzialità per le imprese in Emilia-Romagna

POLICICCHIO, CRISTIAN
2024/2025

Abstract

In questo lavoro si analizza il mercato dei capitali di debito per le società non quotate con sede in Emilia-Romagna, con particolare attenzione all'emissione di strumenti di debito come obbligazioni o titoli similari, destinati ad essere acquisiti da investitori professionali (conosciuti come minibond). In primo luogo, la ricerca empirica punta a stimare il bacino di potenziali emittenti nella regione, attraverso un'approccio innovativo che prende in esame sette caratteristiche aziendali, individuate dalla letteratura come capaci di spiegare la probabilità di emettere titoli di debito. Tali caratteristiche sono approssimate da specifici indicatori di bilancio tipici della gestione economica e finanziaria aziendale: totale attivo, crescita dei ricavi, rendimento delle attività (ROA), fixed ratio, rapporto di indebitamento, indice di liquidità (quick ratio) ed età dell'azienda. Successivamente, sono state individuate le imprese emittenti, attraverso una meticolosa analisi dei singoli bilanci, e il campione di imprese non emittenti, ma aventi caratteristiche tali da consentire l'emissione. Per tutte le imprese sono stati estratti gli indicatori di bilancio attraverso la banca dati AIDA, ed importati su r per effettuare le elaborazioni statistiche. Per prima cosa, è stato utilizzato un algoritmo di propensity score matching per identificare un campione di comparabili sulla base di specifiche caratteristiche, successivamente si è effettuata una regressione logistica con l'obiettivo di valutare la significatività delle variabili nello spiegare la probabilità di emissione. Il modello di regressione stimato è stato poi applicato ad ogni singola impresa non emittente per identificare, sulla base delle singole caratteristiche, la probabilità di emettere minibond. Questo ha consentito di identificare le imprese che hanno caratteristiche tali da poter emettere, ma decidono di non farlo. Infine, è stato predisposto un questionario che è stato sottoposto con il supporto di ANDAF (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari) alle funzioni finanza di imprese dell'Emilia Romagna.. L'obiettivo prefissato è stato quello di comprendere diversi aspetti: - il livello di conoscenza e diffusione dell’utilizzo di questo tipo di strumenti finanziari; - identificare le motivazioni che portano le imprese a scegliere di non emettere; Questo approfondimento è stato utile per cercare di comprendere meglio come mai l'imponente lavoro del legislatore a partire dal 2012 ha trovato un riscontro ad oggi ancora molto contenuto nel ricorso alla finanza di mercato.
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