Introduzione: L’artrite psoriasica è una forma di artropatia infiammatoria cronica immunomediata, appartenente alla famiglia delle spondiloartriti. Presenta manifestazioni cliniche eterogenee come artrite periferica, assiale, entesite, dattilite, psoriasi cutanea e ungueale. Le opzioni terapeutiche per la sua gestione includono: farmaci antinfiammatori non steroidei, corticosteroidi, disease-modifying antirheumatic drugs sinetici convenzionali (csDMARDs), diversi farmaci biologici (bDMARDs) e, tra quelli di più recente utilizzo, i tsDMARDs, di cui fanno parte gli inibitori delle JAK chinasi come Upadacitinib. Lo scopo del lavoro è di valutare i fattori che influenzano la retention rate di Upadacitinib nei pazienti affetti da artrite psoriasica. Materiali e metodi: Si tratta di uno studio monocentrico retrospettivo longitudinale, condotto presso l’ambulatorio di artriti infiammatorie croniche della Struttura complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, il lavoro fa parte dello studio BIRRA approvato da comitato etico. I criteri di inclusione comprendono età maggiore di 18 anni, diagnosi di artropatia psoriasica secondo i criteri CASPAR e prescrizione di Upadacitinib nel periodo compreso tra 01/01/2020 e 01/01/2025. Sono stati esclusi, invece, pazienti di età inferiore a 18 anni, diagnosi concomitanti di connettivite e/o vasculite e l’assenza delle principali variabili d’interesse. Sono stati raccolti diversi dati allo scopo di analizzare gli outcome preposti: anagrafici, bioumorali, clinici, fenotipi e caratteristiche di malattia, e terapie pregresse. Risultati: Sono stati reclutati 46 soggetti, di cui 31 donne (67,4%) e 15 uomini (32,6%), con età media al baseline di 51,1 (DS = 12,3) e durata mediana di malattia di 6,57 (IQR = 8,44). L’analisi univariata dei fattori associati alla sospensione della terapia ha mostrato come le variabili predittive di sospensione del trattamento siano il sesso femminile (casi di sospensione n,% = 12, 92,3%; OR = 8,84; IC95% = 1,03-76,2; p value 0,047) e la fibromialgia (casi di sospensione n,% = 5, 38,5%; OR = 4,53; IC95% = 0,98-20,9; p value 0,053). A questi si associa anche una pregressa terapia con inibitori di IL-17 (casi di sospensione n,% = 10 (76,9%); OR = 4,00; IC95% = 0,93-17,2; p value =0,063). Le frequenze delle cause di sospensione di Upadacitinib sono le seguenti: sospensione per decesso (n, % = 1; 7,7%), tra le sospensioni per evento avverso (n, % = 4; 30,8%) troviamo rialzo CK (n,% sul totale = 1, 25,0%), angina vasospastica (n,% sul totale = 1, 25,0%), diarrea (n,% sul totale, 1, 25,0%), dispnea acuta (n,% sul totale, 1, 25,0%); tra le sospensioni per inefficacia (n, % = 8, 61,5%) troviamo inefficacia primaria (n, % sul totale = 3, 37,5%), inefficacia secondaria (n,% sul totale = 3, 37,5%) e inefficacia cutanea (n, % sul totale = 2, 25,0%). Conclusioni: Tra le variabili analizzate nello studio, il sesso femminile è risultato maggiormente associato alla sospensione della terapia, seguito dalla concomitante diagnosi di fibromialgia. A queste, si aggiunge la pregressa terapia con inibitori di IL-17, nonostante non raggiunga la significatività statistica p > 0,05. In merito alle cause di sospensione di Upadacitinib, la sospensione per inefficacia terapeutica sembra essere quella preponderante.
Retention rate dei farmaci anti-JAK nei pazienti affetti da artrite psoriasica: studio monocentrico
CONFORTI, ELISABETTA
2024/2025
Abstract
Introduzione: L’artrite psoriasica è una forma di artropatia infiammatoria cronica immunomediata, appartenente alla famiglia delle spondiloartriti. Presenta manifestazioni cliniche eterogenee come artrite periferica, assiale, entesite, dattilite, psoriasi cutanea e ungueale. Le opzioni terapeutiche per la sua gestione includono: farmaci antinfiammatori non steroidei, corticosteroidi, disease-modifying antirheumatic drugs sinetici convenzionali (csDMARDs), diversi farmaci biologici (bDMARDs) e, tra quelli di più recente utilizzo, i tsDMARDs, di cui fanno parte gli inibitori delle JAK chinasi come Upadacitinib. Lo scopo del lavoro è di valutare i fattori che influenzano la retention rate di Upadacitinib nei pazienti affetti da artrite psoriasica. Materiali e metodi: Si tratta di uno studio monocentrico retrospettivo longitudinale, condotto presso l’ambulatorio di artriti infiammatorie croniche della Struttura complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, il lavoro fa parte dello studio BIRRA approvato da comitato etico. I criteri di inclusione comprendono età maggiore di 18 anni, diagnosi di artropatia psoriasica secondo i criteri CASPAR e prescrizione di Upadacitinib nel periodo compreso tra 01/01/2020 e 01/01/2025. Sono stati esclusi, invece, pazienti di età inferiore a 18 anni, diagnosi concomitanti di connettivite e/o vasculite e l’assenza delle principali variabili d’interesse. Sono stati raccolti diversi dati allo scopo di analizzare gli outcome preposti: anagrafici, bioumorali, clinici, fenotipi e caratteristiche di malattia, e terapie pregresse. Risultati: Sono stati reclutati 46 soggetti, di cui 31 donne (67,4%) e 15 uomini (32,6%), con età media al baseline di 51,1 (DS = 12,3) e durata mediana di malattia di 6,57 (IQR = 8,44). L’analisi univariata dei fattori associati alla sospensione della terapia ha mostrato come le variabili predittive di sospensione del trattamento siano il sesso femminile (casi di sospensione n,% = 12, 92,3%; OR = 8,84; IC95% = 1,03-76,2; p value 0,047) e la fibromialgia (casi di sospensione n,% = 5, 38,5%; OR = 4,53; IC95% = 0,98-20,9; p value 0,053). A questi si associa anche una pregressa terapia con inibitori di IL-17 (casi di sospensione n,% = 10 (76,9%); OR = 4,00; IC95% = 0,93-17,2; p value =0,063). Le frequenze delle cause di sospensione di Upadacitinib sono le seguenti: sospensione per decesso (n, % = 1; 7,7%), tra le sospensioni per evento avverso (n, % = 4; 30,8%) troviamo rialzo CK (n,% sul totale = 1, 25,0%), angina vasospastica (n,% sul totale = 1, 25,0%), diarrea (n,% sul totale, 1, 25,0%), dispnea acuta (n,% sul totale, 1, 25,0%); tra le sospensioni per inefficacia (n, % = 8, 61,5%) troviamo inefficacia primaria (n, % sul totale = 3, 37,5%), inefficacia secondaria (n,% sul totale = 3, 37,5%) e inefficacia cutanea (n, % sul totale = 2, 25,0%). Conclusioni: Tra le variabili analizzate nello studio, il sesso femminile è risultato maggiormente associato alla sospensione della terapia, seguito dalla concomitante diagnosi di fibromialgia. A queste, si aggiunge la pregressa terapia con inibitori di IL-17, nonostante non raggiunga la significatività statistica p > 0,05. In merito alle cause di sospensione di Upadacitinib, la sospensione per inefficacia terapeutica sembra essere quella preponderante.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3713