Introduzione La tromboembolia polmonare (TEP) è una delle principali cause di morte improvvisa, con rilevanti implicazioni cliniche e medico-legali. In ambito forense, la corretta datazione dei trombi è essenziale per stabilire il nesso causale con eventi sanitari o traumatici e per la valutazione della responsabilità professionale. A differenza del coagulo post-mortale, il trombo si forma in vivo, aderisce alla parete vascolare e presenta caratteristiche istopatologiche specifiche. La sua genesi è regolata dalla triade di Virchow ed è modulata dai processi di immunotrombosi. La trombosi venosa profonda rappresenta la principale fonte di embolia, e la TEP la sua manifestazione clinica più grave. Materiali e metodi In analogia con uno studio precedente sui trombi fetali, il presente lavoro si focalizzerà sui trombi di soggetti adulti. Lo studio ha incluso 26 casi autoptici di decessi per TEP: 14 provenienti dall’Azienda USL IRCSS di Reggio Emilia, 1 dall’Università di Bologna e 11 dall’Istituto di Medicina Legale di Modena. I trombi polmonari e venosi sono stati fissati in formalina, inclusi in paraffina e sottoposti a colorazioni istochimiche (ematossilina-eosina, tricromia di Mallory, Perl, Von Kossa) e immunoistochimiche (CD15, CD68, CD61, CD31, SMA). Il parametro centrale è stato il rapporto neutrofili/macrofagi (N/M ratio), calcolato in campi ad alto ingrandimento ed elaborato mediante l’algoritmo di Levenberg-Marquardt, basato su un modello di decadimento biesponenziale. Risultati L’analisi ha mostrato una marcata eterogeneità temporale tra i campioni. Sono stati analizzati 67 trombi polmonari, la cui età stimata variava da meno di un’ora fino a oltre dieci giorni, con frequente coesistenza di fasi evolutive diverse nello stesso soggetto, a testimonianza di un processo dinamico e recidivante. Nei trombi venosi profondi (14 campioni) la distribuzione temporale è risultata più omogenea, con minore variabilità. Il N/M ratio si è confermato un indicatore sensibile nelle prime 24 ore: valori elevati riflettevano la prevalenza dei neutrofili e quindi una fase iniziale, mentre la progressiva riduzione degli stessi associata a un aumento dei macrofagi indicava stadi più maturi. La comparsa di neoangiogenesi (CD31+), miofibroblasti (SMA+) ed emosiderina (Perl+) ha permesso di collocare i trombi oltre i cinque giorni di evoluzione, mentre i depositi calcifici documentati con la colorazione di Von Kossa hanno caratterizzato esclusivamente i casi più avanzati. Conclusione Il metodo applicato si è rivelato più preciso rispetto ai modelli tradizionali, soprattutto nelle prime 24 ore, con significative ricadute cliniche e medico-legali. La presenza di trombi di età diversa nello stesso paziente ha confermato la natura recidivante e dinamica del processo trombotico. Il principale limite di questo metodo resta la difficoltà di datazione oltre le due settimane. In conclusione, la combinazione di N/M ratio, immunoistochimica e analisi statistica si configura come un approccio semplice, riproducibile e sostenibile, utile sia nella pratica clinica sia nella valutazione della responsabilità professionale in ambito forense.

Proposta di un nuovo metodo medico legale per la datazione del tromboembolo

CARAZZA, ELENA
2024/2025

Abstract

Introduzione La tromboembolia polmonare (TEP) è una delle principali cause di morte improvvisa, con rilevanti implicazioni cliniche e medico-legali. In ambito forense, la corretta datazione dei trombi è essenziale per stabilire il nesso causale con eventi sanitari o traumatici e per la valutazione della responsabilità professionale. A differenza del coagulo post-mortale, il trombo si forma in vivo, aderisce alla parete vascolare e presenta caratteristiche istopatologiche specifiche. La sua genesi è regolata dalla triade di Virchow ed è modulata dai processi di immunotrombosi. La trombosi venosa profonda rappresenta la principale fonte di embolia, e la TEP la sua manifestazione clinica più grave. Materiali e metodi In analogia con uno studio precedente sui trombi fetali, il presente lavoro si focalizzerà sui trombi di soggetti adulti. Lo studio ha incluso 26 casi autoptici di decessi per TEP: 14 provenienti dall’Azienda USL IRCSS di Reggio Emilia, 1 dall’Università di Bologna e 11 dall’Istituto di Medicina Legale di Modena. I trombi polmonari e venosi sono stati fissati in formalina, inclusi in paraffina e sottoposti a colorazioni istochimiche (ematossilina-eosina, tricromia di Mallory, Perl, Von Kossa) e immunoistochimiche (CD15, CD68, CD61, CD31, SMA). Il parametro centrale è stato il rapporto neutrofili/macrofagi (N/M ratio), calcolato in campi ad alto ingrandimento ed elaborato mediante l’algoritmo di Levenberg-Marquardt, basato su un modello di decadimento biesponenziale. Risultati L’analisi ha mostrato una marcata eterogeneità temporale tra i campioni. Sono stati analizzati 67 trombi polmonari, la cui età stimata variava da meno di un’ora fino a oltre dieci giorni, con frequente coesistenza di fasi evolutive diverse nello stesso soggetto, a testimonianza di un processo dinamico e recidivante. Nei trombi venosi profondi (14 campioni) la distribuzione temporale è risultata più omogenea, con minore variabilità. Il N/M ratio si è confermato un indicatore sensibile nelle prime 24 ore: valori elevati riflettevano la prevalenza dei neutrofili e quindi una fase iniziale, mentre la progressiva riduzione degli stessi associata a un aumento dei macrofagi indicava stadi più maturi. La comparsa di neoangiogenesi (CD31+), miofibroblasti (SMA+) ed emosiderina (Perl+) ha permesso di collocare i trombi oltre i cinque giorni di evoluzione, mentre i depositi calcifici documentati con la colorazione di Von Kossa hanno caratterizzato esclusivamente i casi più avanzati. Conclusione Il metodo applicato si è rivelato più preciso rispetto ai modelli tradizionali, soprattutto nelle prime 24 ore, con significative ricadute cliniche e medico-legali. La presenza di trombi di età diversa nello stesso paziente ha confermato la natura recidivante e dinamica del processo trombotico. Il principale limite di questo metodo resta la difficoltà di datazione oltre le due settimane. In conclusione, la combinazione di N/M ratio, immunoistochimica e analisi statistica si configura come un approccio semplice, riproducibile e sostenibile, utile sia nella pratica clinica sia nella valutazione della responsabilità professionale in ambito forense.
2024
Trombo
TEP
Patologia forense
Immunoistochimica
Rapporto N/M
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