Il delirium è uno stato confusionale acuto sintomo di una condizione medica sottostante potenzialmente anche critica. È estremamente comune, interessa 1/5 dei pazienti ospedalizzati, soprattutto in età geriatrica. Nonostante l’alta prevalenza e i numerosi esiti clinici avversi come l’aumento della mortalità, della fragilità, e dei deficit cognitivo-motori permanenti, rimane ampiamente mis-diagnosticato. Dal punto di vista fisiopatogenetico rappresenta un’insufficienza cerebrale acuta quale risultato di molteplici meccanismi eziologici non ancora del tutto noti. La diagnosi si avvale di strumenti di screening quali il 4AT o l’ICU-CAM e l’ICDSC in terapia intensiva, a questi deve essere associato un accurato esame clinico ed eventuali approfondimenti diagnostici per identificare la causa/le cause mediche scatenanti. Il trattamento rimane prevalentemente non farmacologico benché nella pratica clinica la somministrazione di antipsicotici è largamente diffusa. In questo lavoro si è andati ad indagare all’interno dell’Ospedale Civile di Baggiovara la prevalenza di delirium, l’uso di antipsicotici, di strategie non-farmacologiche, nonché delle principali difficoltà incontrate durante la gestione clinica. Queste informazioni sono state raccolte nel corso di un intervento di sensibilizzazione che si è tenuto il 12 marzo in occasione del Delirium Day. Contestualmente è stato consegnato materiale informativo rispetto alla diagnosi e al trattamento del delirium e sono state fugate per quanto possibile le domande emerse durante il confronto dai medici geriatri che seguivano l’intervento. Per valutare l’impatto dell’evento di sensibilizzazione sulla pratica clinica dei reparti non geriatrici dell’Ospedale di Baggiovara sono state analizzate le consulenze psicogeriatriche dei 3 mesi prima e dei 3 mesi dopo. In particolare si è preso in considerazione la concordanza fra il quesito di consulenza e la diagnosi psicogeriatrica, la concordanza della scelta farmacologica e il numero di contenzioni fisiche e farmacologiche. Dall’istantanea dei dati raccolti nell’Ospedale Civile di Baggiovara emerge una prevalenza complessiva del delirium del 6,0%, per l’uso di antipsicotici li assume il 14,4% dei pazienti ricoverati e il il 78,6% dei pazienti con delirium. La strategia non-farmacologica più utilizzata è incoraggiare la presenza del famigliare in stanza; le principali difficoltà emerse sono il controllo dell’agitazione e l’impostare una terapia farmacologica. La seconda parte dello studio invece ha evidenziato come l’intervento di sensibilizzazione all’interno dell’Ospedale Civile di Baggiovara non ha avuto impatto sulla gestione del delirium in termini di uso di antipsicotici, antidepressivi, antidolorifici e ansiolitici, così come nella riduzione delle contenzioni fisiche e farmacologiche. È invece aumentata in modo statisticamente significativo la concordanza quesito-diagnosi dunque il riconoscimento dello stato di delirium nel paziente. Questo può essere interpretato come maggior consapevolezza rispetto al tema ma è altrettanto indicativo di un’importante necessità di formare il personale per auspicare di ottenere un miglioramento anche nella gestione clinica del delirium.
Delirium Day: l’impatto di una giornata di sensibilizzazione sulla gestione intraospedaliera del delirium
BONI, IRENE
2024/2025
Abstract
Il delirium è uno stato confusionale acuto sintomo di una condizione medica sottostante potenzialmente anche critica. È estremamente comune, interessa 1/5 dei pazienti ospedalizzati, soprattutto in età geriatrica. Nonostante l’alta prevalenza e i numerosi esiti clinici avversi come l’aumento della mortalità, della fragilità, e dei deficit cognitivo-motori permanenti, rimane ampiamente mis-diagnosticato. Dal punto di vista fisiopatogenetico rappresenta un’insufficienza cerebrale acuta quale risultato di molteplici meccanismi eziologici non ancora del tutto noti. La diagnosi si avvale di strumenti di screening quali il 4AT o l’ICU-CAM e l’ICDSC in terapia intensiva, a questi deve essere associato un accurato esame clinico ed eventuali approfondimenti diagnostici per identificare la causa/le cause mediche scatenanti. Il trattamento rimane prevalentemente non farmacologico benché nella pratica clinica la somministrazione di antipsicotici è largamente diffusa. In questo lavoro si è andati ad indagare all’interno dell’Ospedale Civile di Baggiovara la prevalenza di delirium, l’uso di antipsicotici, di strategie non-farmacologiche, nonché delle principali difficoltà incontrate durante la gestione clinica. Queste informazioni sono state raccolte nel corso di un intervento di sensibilizzazione che si è tenuto il 12 marzo in occasione del Delirium Day. Contestualmente è stato consegnato materiale informativo rispetto alla diagnosi e al trattamento del delirium e sono state fugate per quanto possibile le domande emerse durante il confronto dai medici geriatri che seguivano l’intervento. Per valutare l’impatto dell’evento di sensibilizzazione sulla pratica clinica dei reparti non geriatrici dell’Ospedale di Baggiovara sono state analizzate le consulenze psicogeriatriche dei 3 mesi prima e dei 3 mesi dopo. In particolare si è preso in considerazione la concordanza fra il quesito di consulenza e la diagnosi psicogeriatrica, la concordanza della scelta farmacologica e il numero di contenzioni fisiche e farmacologiche. Dall’istantanea dei dati raccolti nell’Ospedale Civile di Baggiovara emerge una prevalenza complessiva del delirium del 6,0%, per l’uso di antipsicotici li assume il 14,4% dei pazienti ricoverati e il il 78,6% dei pazienti con delirium. La strategia non-farmacologica più utilizzata è incoraggiare la presenza del famigliare in stanza; le principali difficoltà emerse sono il controllo dell’agitazione e l’impostare una terapia farmacologica. La seconda parte dello studio invece ha evidenziato come l’intervento di sensibilizzazione all’interno dell’Ospedale Civile di Baggiovara non ha avuto impatto sulla gestione del delirium in termini di uso di antipsicotici, antidepressivi, antidolorifici e ansiolitici, così come nella riduzione delle contenzioni fisiche e farmacologiche. È invece aumentata in modo statisticamente significativo la concordanza quesito-diagnosi dunque il riconoscimento dello stato di delirium nel paziente. Questo può essere interpretato come maggior consapevolezza rispetto al tema ma è altrettanto indicativo di un’importante necessità di formare il personale per auspicare di ottenere un miglioramento anche nella gestione clinica del delirium.| File | Dimensione | Formato | |
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