La tesi affronta il tema della contrattazione collettiva e del welfare aziendale, analizzando l’evoluzione storica, le principali caratteristiche e le prospettive future nell’era digitale, con particolare attenzione al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA). Il primo capitolo è dedicato al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), ricostruendone la storia: dagli accordi corporativi fascisti alla Carta del Lavoro del 1927, seguita dal Protocollo Ciampi-Giugni del 1993 e al Testo Unico sulla rappresentanza del 2014. Il CCNL è fondamentale nelle relazioni industriali, siccome fissa standard minimi di tutela e garantisce regole valevoli erga omnes per ogni settore. I dubbi sul CCNL emergono dalla crescente stipulazione dei contratti “pirata”, da parte di sindacati poco rappresentativi, e dall’altro dal salario minimo legale, ancora privo di una disciplina organica in Italia. La riflessione si basa sulla mancata attuazione dell’art. 39 Cost. e la debolezza del sistema di rappresentanza sindacale, che, pur confermando la funzione nevralgica del CCNL, ne mettono in dubbio la sua figura ed efficacia. Il tema trattato nel secondo capitolo è il Contratto Collettivo aziendale, che rappresenta il livello decentrato di contrattazione: esso consente di adattare le regole alle esigenze specifiche delle singole imprese e dei lavoratori, garantendo maggiore flessibilità, difatti ha permesso l'introduzione del lavoro agile, dei contratti di prossimità introdotti dall’art. 8 del D.L. 138/2011, che consentono deroghe anche in peius al CCNL o alla legge. In relazione al contratto di tipo aziendale, si è trattato del caso Fiat, che dimostra come la contrattazione aziendale possa diventare terreno di innovazione, ma anche di tensioni tra le parti sociali. Tuttavia, non mancano i rischi: la flessibilità di tale strumento può comportare una frammentazione delle regole, indebolimento della rappresentanza e disparità di trattamento tra lavoratori di contesti sindacalmente forti e quelli appartenenti a sindacati meno rappresentativi. Il terzo capitolo analizza il Welfare Aziendale, divenuto un fenomeno in continua espansione causa il suo legame con la contrattazione collettiva di secondo livello e i vari incentivi fiscali; attraverso strumenti quali fringe benefits, flexible benefits, piani sanitari e previdenziali, le imprese hanno potuto rispondere alle lacune del welfare pubblico, migliorando la qualità della vita dei dipendenti. Il dubbio sollevato nell'analisi alla trasformazione del Welfare: da espediente di protezione sociale dei lavoratori, può diventare in realtà uno strumento funzionale agli interessi aziendali, volto più alla fidelizzazione e all’incremento della produttività, per questo si parla di una certa ambiguità: opportunità di benessere organizzativo da un lato, rischio di managerializzazione dall’altro. L’impatto dell’intelligenza artificiale collega tutti e tre gli aspetti: nel CCNL, l’IA impone l’aggiornamento di clausole e standard per rispondere a nuove modalità organizzative, mentre nella nella contrattazione aziendale si parla più che altro di regolazione dell’uso di algoritmi per selezione, valutazione e gestione delle prestazioni. Relativamente al welfare consente la personalizzazione digitale dei benefits, ma solleva questioni delicate di privacy e trasparenza. Le recenti iniziative europee, come l’AI Act e il parere del Comitato Economico e Sociale Europeo, rappresentano un primo tentativo di governance del fenomeno, ma sarà compito della contrattazione collettiva tradurre tali principi in regole effettive e vincolanti. In conclusione, la ricerca dimostra come il diritto del lavoro resti un ordinamento in perenne trasformazione.
Contrattazione collettiva e Welfare aziendale: tradizione e progresso nell'era digitale
MALAGOLI, BENEDETTA
2024/2025
Abstract
La tesi affronta il tema della contrattazione collettiva e del welfare aziendale, analizzando l’evoluzione storica, le principali caratteristiche e le prospettive future nell’era digitale, con particolare attenzione al ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA). Il primo capitolo è dedicato al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), ricostruendone la storia: dagli accordi corporativi fascisti alla Carta del Lavoro del 1927, seguita dal Protocollo Ciampi-Giugni del 1993 e al Testo Unico sulla rappresentanza del 2014. Il CCNL è fondamentale nelle relazioni industriali, siccome fissa standard minimi di tutela e garantisce regole valevoli erga omnes per ogni settore. I dubbi sul CCNL emergono dalla crescente stipulazione dei contratti “pirata”, da parte di sindacati poco rappresentativi, e dall’altro dal salario minimo legale, ancora privo di una disciplina organica in Italia. La riflessione si basa sulla mancata attuazione dell’art. 39 Cost. e la debolezza del sistema di rappresentanza sindacale, che, pur confermando la funzione nevralgica del CCNL, ne mettono in dubbio la sua figura ed efficacia. Il tema trattato nel secondo capitolo è il Contratto Collettivo aziendale, che rappresenta il livello decentrato di contrattazione: esso consente di adattare le regole alle esigenze specifiche delle singole imprese e dei lavoratori, garantendo maggiore flessibilità, difatti ha permesso l'introduzione del lavoro agile, dei contratti di prossimità introdotti dall’art. 8 del D.L. 138/2011, che consentono deroghe anche in peius al CCNL o alla legge. In relazione al contratto di tipo aziendale, si è trattato del caso Fiat, che dimostra come la contrattazione aziendale possa diventare terreno di innovazione, ma anche di tensioni tra le parti sociali. Tuttavia, non mancano i rischi: la flessibilità di tale strumento può comportare una frammentazione delle regole, indebolimento della rappresentanza e disparità di trattamento tra lavoratori di contesti sindacalmente forti e quelli appartenenti a sindacati meno rappresentativi. Il terzo capitolo analizza il Welfare Aziendale, divenuto un fenomeno in continua espansione causa il suo legame con la contrattazione collettiva di secondo livello e i vari incentivi fiscali; attraverso strumenti quali fringe benefits, flexible benefits, piani sanitari e previdenziali, le imprese hanno potuto rispondere alle lacune del welfare pubblico, migliorando la qualità della vita dei dipendenti. Il dubbio sollevato nell'analisi alla trasformazione del Welfare: da espediente di protezione sociale dei lavoratori, può diventare in realtà uno strumento funzionale agli interessi aziendali, volto più alla fidelizzazione e all’incremento della produttività, per questo si parla di una certa ambiguità: opportunità di benessere organizzativo da un lato, rischio di managerializzazione dall’altro. L’impatto dell’intelligenza artificiale collega tutti e tre gli aspetti: nel CCNL, l’IA impone l’aggiornamento di clausole e standard per rispondere a nuove modalità organizzative, mentre nella nella contrattazione aziendale si parla più che altro di regolazione dell’uso di algoritmi per selezione, valutazione e gestione delle prestazioni. Relativamente al welfare consente la personalizzazione digitale dei benefits, ma solleva questioni delicate di privacy e trasparenza. Le recenti iniziative europee, come l’AI Act e il parere del Comitato Economico e Sociale Europeo, rappresentano un primo tentativo di governance del fenomeno, ma sarà compito della contrattazione collettiva tradurre tali principi in regole effettive e vincolanti. In conclusione, la ricerca dimostra come il diritto del lavoro resti un ordinamento in perenne trasformazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3731