La valorizzazione del patrimonio culturale costituisce oggi una delle principali sfide per i territori a ridotta capacità amministrativa, soprattutto in aree periferiche e fragili come il Mezzogiorno d’Italia. In questo contesto, le politiche culturali non sono soltanto strumenti di tutela e promozione, ma diventano fattori chiave di sostenibilità, resilienza e sviluppo locale. La presente tesi si propone di analizzare tali dinamiche, con particolare riferimento al caso del comune di Stalettì (Calabria) e al progetto strategico Stalettì 2033, elaborato dal Dott. Gianni Bartolotti, assumendolo come laboratorio per riflettere sulle condizioni e sugli strumenti di una governance culturale efficace. Il primo capitolo offre un inquadramento teorico, richiamando i contributi che interpretano il patrimonio culturale come «infrastruttura civica» e mettendo in dialogo le politiche culturali con i principi dell’Agenda 2030 e del New European Bauhaus. Ne emerge un approccio alla cultura non più intesa come settore separato, ma come dimensione trasversale dello sviluppo sostenibile. Il secondo capitolo approfondisce la cornice normativa e strategica, a partire dalle linee guida nazionali ed europee. Viene analizzato il ruolo dei Piani strategici del MiC, delle politiche di coesione 2021-2027, del PNRR e del Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale, con attenzione agli strumenti di governance multilivello, monitoraggio e partecipazione civica. Questo quadro evidenzia come la capacità di programmare, misurare e rendicontare sia oggi il vero discrimine tra politiche culturali di successo e approcci frammentari. Il terzo capitolo applica queste chiavi di lettura al caso del Comune di Stalettì e al progetto Stalettì 2033, analizzandone le criticità – governance, servizi e patrimonio – e le opportunità in termini di resilienza territoriale. Il caso non viene trattato come un’esperienza isolata, ma come osservatorio utile per valutare le potenzialità e i limiti delle politiche culturali in contesti periferici. Attraverso la rielaborazione critica del documento e il confronto con modelli nazionali e internazionali, la tesi propone indicatori, strumenti e pratiche che possano avere valore replicabile per altre realtà del Mezzogiorno e non solo. Il contributo del lavoro non consiste quindi nella descrizione di un piano locale, ma nella sua reinterpretazione come caso paradigmatico, capace di mostrare come anche un piccolo comune possa diventare laboratorio di governance culturale e sostenibilità territoriale. Attraverso l’analisi documentale, il confronto con modelli internazionali e l’elaborazione di proposte operative, la tesi offre uno schema di policy replicabile in altre realtà del Mezzogiorno e dell’Italia, dove la sfida è trasformare fragilità strutturali in opportunità di sviluppo equo e durevole.

Valorizzazione del patrimonio culturale e resilienza territoriale: politiche e strumenti per la sostenibilità. Il caso di Stalettì

DE LUCA, ALESSIO
2024/2025

Abstract

La valorizzazione del patrimonio culturale costituisce oggi una delle principali sfide per i territori a ridotta capacità amministrativa, soprattutto in aree periferiche e fragili come il Mezzogiorno d’Italia. In questo contesto, le politiche culturali non sono soltanto strumenti di tutela e promozione, ma diventano fattori chiave di sostenibilità, resilienza e sviluppo locale. La presente tesi si propone di analizzare tali dinamiche, con particolare riferimento al caso del comune di Stalettì (Calabria) e al progetto strategico Stalettì 2033, elaborato dal Dott. Gianni Bartolotti, assumendolo come laboratorio per riflettere sulle condizioni e sugli strumenti di una governance culturale efficace. Il primo capitolo offre un inquadramento teorico, richiamando i contributi che interpretano il patrimonio culturale come «infrastruttura civica» e mettendo in dialogo le politiche culturali con i principi dell’Agenda 2030 e del New European Bauhaus. Ne emerge un approccio alla cultura non più intesa come settore separato, ma come dimensione trasversale dello sviluppo sostenibile. Il secondo capitolo approfondisce la cornice normativa e strategica, a partire dalle linee guida nazionali ed europee. Viene analizzato il ruolo dei Piani strategici del MiC, delle politiche di coesione 2021-2027, del PNRR e del Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale, con attenzione agli strumenti di governance multilivello, monitoraggio e partecipazione civica. Questo quadro evidenzia come la capacità di programmare, misurare e rendicontare sia oggi il vero discrimine tra politiche culturali di successo e approcci frammentari. Il terzo capitolo applica queste chiavi di lettura al caso del Comune di Stalettì e al progetto Stalettì 2033, analizzandone le criticità – governance, servizi e patrimonio – e le opportunità in termini di resilienza territoriale. Il caso non viene trattato come un’esperienza isolata, ma come osservatorio utile per valutare le potenzialità e i limiti delle politiche culturali in contesti periferici. Attraverso la rielaborazione critica del documento e il confronto con modelli nazionali e internazionali, la tesi propone indicatori, strumenti e pratiche che possano avere valore replicabile per altre realtà del Mezzogiorno e non solo. Il contributo del lavoro non consiste quindi nella descrizione di un piano locale, ma nella sua reinterpretazione come caso paradigmatico, capace di mostrare come anche un piccolo comune possa diventare laboratorio di governance culturale e sostenibilità territoriale. Attraverso l’analisi documentale, il confronto con modelli internazionali e l’elaborazione di proposte operative, la tesi offre uno schema di policy replicabile in altre realtà del Mezzogiorno e dell’Italia, dove la sfida è trasformare fragilità strutturali in opportunità di sviluppo equo e durevole.
2024
Patrimonio culturale
Sviluppo sostenibile
Resilienza
Politiche culturali
Governance locale
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