La presente tesi esplora la nozione di ‘centro degli interessi principali’ (COMI) e il suo ruolo nella prevenzione della creazione di letterbox companies e nel contenimento del fenomeno del forum shopping abusivo in materia di insolvenza transfrontaliera nell’Unione Europea. Lo studio sviluppa un’analisi comparata di Italia, Francia e Regno Unito, esaminando come ciascuna giurisdizione interpreti e applichi il COMI alla luce del Regolamento Europeo sulle procedure di insolvenza (EIR), della legislazione nazionale e della giurisprudenza. Il primo capitolo offre il quadro teorico del diritto dell’insolvenza transfrontaliera in Europa, ripercorrendo l’evoluzione dell’EIR dal Regolamento 1346/2000 al Regolamento (UE) 2015/848 (EIR recast). Particolare rilievo è attribuito al COMI, alla sua definizione, presunzioni e implicazioni, e alle garanzie introdotte per assicurare trasparenza e riconoscibilità oggettiva da parte dei terzi. Il capitolo affronta inoltre il fenomeno delle letterbox companies, entità costituite senza lo scopo di svolgere alcuna attività economica effettiva, generando rischi di arbitraggio normativo e di forum shopping. Il secondo capitolo analizza gli approcci nazionali. In Italia, il passaggio dalla Legge Fallimentare del 1942 al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) del 2019 ha costituito un’evoluzione concettuale significativa, dalla nozione di “luogo principale degli affari” al COMI come criterio giurisdizionale centrale, allineando il diritto italiano alle disposizioni europee. In Francia, il Libro VI del Code de commerce tradizionalmente attribuiva la giurisdizione al tribunale dello Stato della sede legale, ma sempre più spesso integra indicatori fattuali e oggettivi, quali contratti, operazioni bancarie e la percezione dei creditori e di altri soggetti, per individuare il COMI effettivo del debitore. Nel Regno Unito, invece, il quadro normativo ha subito una trasformazione rilevante a seguito della Brexit. Pur mantenendo il COMI quale criterio giurisdizionale principale nell’ambito del Retained Insolvency Regulation e dei Cross-Border Insolvency Regulations (CBIR), la perdita del riconoscimento automatico previsto dall’EIR ha introdotto maggiore incertezza e frammentazione nelle procedure transfrontaliere. Il terzo capitolo mette a confronto i tre sistemi, evidenziandone convergenze e divergenze. Italia e Francia, in quanto Stati membri dell’UE, seguono un approccio armonizzato, plasmato dall’EIR e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, adottando garanzie più rigide contro i trasferimenti abusivi. Al contrario, il Regno Unito adotta un approccio più flessibile che, pur sostenendo strumenti avanzati di ristrutturazione come lo Scheme of Arrangement, lascia spazio a trasferimenti artificiali del COMI. L’analisi comparata dimostra che, sebbene il COMI abbia rafforzato la certezza del diritto e limitato il forum shopping, la sua efficacia risulta compromessa dalle divergenze interpretative nazionali e dalla frammentazione post-Brexit, che generano lacune significative. Dall’analisi effettuata è possibile concludere che il COMI rappresenta uno strumento necessario, ma non sufficiente, per prevenire le letterbox companies. La sua efficacia dipende da un’interpretazione giurisprudenziale coerente, da una maggiore cooperazione internazionale, da un più stretto coordinamento tra Unione Europea e Regno Unito e dal rafforzamento delle garanzie esistenti attraverso nuove regole e sanzioni.

This thesis explores the notion of ‘centre of main interests’ (COMI) and its role in preventing the creation of letterbox companies and limiting abusive forum shopping in cross-border insolvency within the European Union. The study develops a comparative analysis of Italy, France, and the United Kingdom, examining how each jurisdiction interprets and applies COMI in light of the European Insolvency Regulation (EIR), domestic legislation and case law. The first chapter provides the theoretical framework on cross-border insolvency law in Europe, tracing the evolution of the EIR from Regulation 1346/2000 to Regulation (EU) 2015/848 (EIR Recast). Particular relevance is given to the COMI, its definition, presumptions and implications, and the safeguards introduced to ensure transparency and objective recognisability for third parties. The chapter also addresses the phenomenon of letterbox companies, entities incorporated without carrying out genuine economic activity, thereby generating risks of regulatory arbitrage and forum shopping. The second chapter analyses national approaches. In Italy, the transition from the 1942 Bankruptcy Act to the 2019 Code of Business Crisis and Insolvency (CCII) constituted a significant conceptual evolution from the “principal place of business” to the COMI as the core jurisdictional criterion, aligning Italian law with EU provisions. France, under Book VI of the Commercial Code, traditionally conferred jurisdiction to the court of the State of the registered office, but increasingly incorporates factual and objective indicators, such as contracts, banking operations, and the perception of creditors and other parties, to identify the debtor’s real COMI. In the United Kingdom, the framework has undergone a significant transformation due to Brexit. While the UK retains COMI as the principal jurisdictional test under the Retained Insolvency Regulation and the Cross-Border Insolvency Regulations (CBIR), the loss of automatic recognition under the EIR has introduced greater uncertainty and fragmentation in cross-border proceedings. The third chapter compares the three systems, highlighting both convergences and divergences. Italy and France, as EU Member States, follow a harmonised approach shaped by the EIR and CJEU’s case law, adopting more rigid safeguards against abusive relocations. By contrast, the UK adopts a more flexible approach that, while supporting advanced restructuring tools such as the Scheme of Arrangement, also leaves room for artificial COMI transfers. The comparative assessment shows that although COMI has enhanced legal certainty and limited forum shopping, its effectiveness is undermined by divergent national interpretations and the post-Brexit fragmentation, which create significant gaps. The thesis concludes that COMI represents a necessary but not sufficient tool for preventing letterbox companies. Its effectiveness depends on consistent judicial interpretation, increased international cooperation, closer EU-UK coordination, and the strengthening of existing safeguards with new rules and sanctions.

The Role of COMI in Preventing Letterbox Companies: A Comparative Analysis of Italy, France, and the United Kingdom

CASTALDO, SERENA
2024/2025

Abstract

La presente tesi esplora la nozione di ‘centro degli interessi principali’ (COMI) e il suo ruolo nella prevenzione della creazione di letterbox companies e nel contenimento del fenomeno del forum shopping abusivo in materia di insolvenza transfrontaliera nell’Unione Europea. Lo studio sviluppa un’analisi comparata di Italia, Francia e Regno Unito, esaminando come ciascuna giurisdizione interpreti e applichi il COMI alla luce del Regolamento Europeo sulle procedure di insolvenza (EIR), della legislazione nazionale e della giurisprudenza. Il primo capitolo offre il quadro teorico del diritto dell’insolvenza transfrontaliera in Europa, ripercorrendo l’evoluzione dell’EIR dal Regolamento 1346/2000 al Regolamento (UE) 2015/848 (EIR recast). Particolare rilievo è attribuito al COMI, alla sua definizione, presunzioni e implicazioni, e alle garanzie introdotte per assicurare trasparenza e riconoscibilità oggettiva da parte dei terzi. Il capitolo affronta inoltre il fenomeno delle letterbox companies, entità costituite senza lo scopo di svolgere alcuna attività economica effettiva, generando rischi di arbitraggio normativo e di forum shopping. Il secondo capitolo analizza gli approcci nazionali. In Italia, il passaggio dalla Legge Fallimentare del 1942 al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) del 2019 ha costituito un’evoluzione concettuale significativa, dalla nozione di “luogo principale degli affari” al COMI come criterio giurisdizionale centrale, allineando il diritto italiano alle disposizioni europee. In Francia, il Libro VI del Code de commerce tradizionalmente attribuiva la giurisdizione al tribunale dello Stato della sede legale, ma sempre più spesso integra indicatori fattuali e oggettivi, quali contratti, operazioni bancarie e la percezione dei creditori e di altri soggetti, per individuare il COMI effettivo del debitore. Nel Regno Unito, invece, il quadro normativo ha subito una trasformazione rilevante a seguito della Brexit. Pur mantenendo il COMI quale criterio giurisdizionale principale nell’ambito del Retained Insolvency Regulation e dei Cross-Border Insolvency Regulations (CBIR), la perdita del riconoscimento automatico previsto dall’EIR ha introdotto maggiore incertezza e frammentazione nelle procedure transfrontaliere. Il terzo capitolo mette a confronto i tre sistemi, evidenziandone convergenze e divergenze. Italia e Francia, in quanto Stati membri dell’UE, seguono un approccio armonizzato, plasmato dall’EIR e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, adottando garanzie più rigide contro i trasferimenti abusivi. Al contrario, il Regno Unito adotta un approccio più flessibile che, pur sostenendo strumenti avanzati di ristrutturazione come lo Scheme of Arrangement, lascia spazio a trasferimenti artificiali del COMI. L’analisi comparata dimostra che, sebbene il COMI abbia rafforzato la certezza del diritto e limitato il forum shopping, la sua efficacia risulta compromessa dalle divergenze interpretative nazionali e dalla frammentazione post-Brexit, che generano lacune significative. Dall’analisi effettuata è possibile concludere che il COMI rappresenta uno strumento necessario, ma non sufficiente, per prevenire le letterbox companies. La sua efficacia dipende da un’interpretazione giurisprudenziale coerente, da una maggiore cooperazione internazionale, da un più stretto coordinamento tra Unione Europea e Regno Unito e dal rafforzamento delle garanzie esistenti attraverso nuove regole e sanzioni.
2024
This thesis explores the notion of ‘centre of main interests’ (COMI) and its role in preventing the creation of letterbox companies and limiting abusive forum shopping in cross-border insolvency within the European Union. The study develops a comparative analysis of Italy, France, and the United Kingdom, examining how each jurisdiction interprets and applies COMI in light of the European Insolvency Regulation (EIR), domestic legislation and case law. The first chapter provides the theoretical framework on cross-border insolvency law in Europe, tracing the evolution of the EIR from Regulation 1346/2000 to Regulation (EU) 2015/848 (EIR Recast). Particular relevance is given to the COMI, its definition, presumptions and implications, and the safeguards introduced to ensure transparency and objective recognisability for third parties. The chapter also addresses the phenomenon of letterbox companies, entities incorporated without carrying out genuine economic activity, thereby generating risks of regulatory arbitrage and forum shopping. The second chapter analyses national approaches. In Italy, the transition from the 1942 Bankruptcy Act to the 2019 Code of Business Crisis and Insolvency (CCII) constituted a significant conceptual evolution from the “principal place of business” to the COMI as the core jurisdictional criterion, aligning Italian law with EU provisions. France, under Book VI of the Commercial Code, traditionally conferred jurisdiction to the court of the State of the registered office, but increasingly incorporates factual and objective indicators, such as contracts, banking operations, and the perception of creditors and other parties, to identify the debtor’s real COMI. In the United Kingdom, the framework has undergone a significant transformation due to Brexit. While the UK retains COMI as the principal jurisdictional test under the Retained Insolvency Regulation and the Cross-Border Insolvency Regulations (CBIR), the loss of automatic recognition under the EIR has introduced greater uncertainty and fragmentation in cross-border proceedings. The third chapter compares the three systems, highlighting both convergences and divergences. Italy and France, as EU Member States, follow a harmonised approach shaped by the EIR and CJEU’s case law, adopting more rigid safeguards against abusive relocations. By contrast, the UK adopts a more flexible approach that, while supporting advanced restructuring tools such as the Scheme of Arrangement, also leaves room for artificial COMI transfers. The comparative assessment shows that although COMI has enhanced legal certainty and limited forum shopping, its effectiveness is undermined by divergent national interpretations and the post-Brexit fragmentation, which create significant gaps. The thesis concludes that COMI represents a necessary but not sufficient tool for preventing letterbox companies. Its effectiveness depends on consistent judicial interpretation, increased international cooperation, closer EU-UK coordination, and the strengthening of existing safeguards with new rules and sanctions.
COMI
Insolvency
Jurisdiction
Letterbox companies
Forum shopping
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3765