L’autopsia tradizionale, intesa come esame sistematico dell’intero soma cadaverico condotto nel rispetto di protocolli operativi standardizzati, rappresenta tuttora il gold standard per la determinazione della causa e mezzi di produzione della morte. L’autopsia prevede l’ispezione esterna cadaverica, la dissezione autoptica ed un’accurata descrizione scritta della procedura nonché la documentazione fotografica (o tramite videoregistrazione) dei principali reperti di rilievo. Nel corso del tempo all’autopsia tradizionale si sono affiancate nuove indagini ancillari, tra esse, negli ultimi decenni, le tecniche di imaging hanno acquisito un ruolo essenziale in Patologia forense. La Radiologia forense ha una lunga tradizione e diverse metodiche possono essere applicate allo studio del cadavere: la radiografia (RX), la tomografia computerizzata (PMCT), l’angiografia post-mortem (PMA), la risonanza magnetica (MRI). Tra esse la PMCT, una TC total-body del cadavere, si distingue per rapidità, accessibilità e alta qualità delle immagini ottenibili. La PMCT, eseguita prima dell’autopsia, fornisce informazioni preliminari che possono guidare il patologo forense nella dissezione mirata di specifici distretti corporei, consente l’identificazione di lesività in distretti corporei di difficile accesso e la localizzazione precisa di corpi estranei (es. proiettili). La possibilità di archiviazione digitale e la rielaborazione delle immagini, con tecniche di post-processing e ricostruzioni 3D, sono particolarmente rilevanti nei casi giudiziari. Nel presente lavoro di tesi è stata condotta un’analisi retrospettiva delle PMCT eseguite nell’ambito delle autopsie giudiziarie presso l’Istituto di Medicina Legale di Modena tra il 2018 e il 2023. Per ciascun caso sono stati raccolti dati anagrafici e biologici (sesso, età, BMI, stato di conservazione del cadavere), informazioni relative alle lesività riscontrate alla TC e all’autopsia, causa della morte, tipologia medico-legale, e dettagli operativi sull’esecuzione della PMCT (fascia oraria, giorno feriale/festivo). Le risultanze radiologiche sono state confrontate con quelle autoptiche, al fine di valutare l’apporto specifico della PMCT nella definizione della causa del decesso e nelle valutazioni traumatogenetiche. È stato inoltre analizzato in quali tipologie medico-legali (omicidio, suicidio, morte accidentale) la PMCT viene maggiormente richiesta, con particolare attenzione alle diverse tipologie di morte violenta.
Il ruolo della post-mortem computed tomography (PMCT) nelle morti traumatiche: contributo alla valutazione traumatogenetica e traumatodinamica nei casi forensi
PARENTI, ALICE
2024/2025
Abstract
L’autopsia tradizionale, intesa come esame sistematico dell’intero soma cadaverico condotto nel rispetto di protocolli operativi standardizzati, rappresenta tuttora il gold standard per la determinazione della causa e mezzi di produzione della morte. L’autopsia prevede l’ispezione esterna cadaverica, la dissezione autoptica ed un’accurata descrizione scritta della procedura nonché la documentazione fotografica (o tramite videoregistrazione) dei principali reperti di rilievo. Nel corso del tempo all’autopsia tradizionale si sono affiancate nuove indagini ancillari, tra esse, negli ultimi decenni, le tecniche di imaging hanno acquisito un ruolo essenziale in Patologia forense. La Radiologia forense ha una lunga tradizione e diverse metodiche possono essere applicate allo studio del cadavere: la radiografia (RX), la tomografia computerizzata (PMCT), l’angiografia post-mortem (PMA), la risonanza magnetica (MRI). Tra esse la PMCT, una TC total-body del cadavere, si distingue per rapidità, accessibilità e alta qualità delle immagini ottenibili. La PMCT, eseguita prima dell’autopsia, fornisce informazioni preliminari che possono guidare il patologo forense nella dissezione mirata di specifici distretti corporei, consente l’identificazione di lesività in distretti corporei di difficile accesso e la localizzazione precisa di corpi estranei (es. proiettili). La possibilità di archiviazione digitale e la rielaborazione delle immagini, con tecniche di post-processing e ricostruzioni 3D, sono particolarmente rilevanti nei casi giudiziari. Nel presente lavoro di tesi è stata condotta un’analisi retrospettiva delle PMCT eseguite nell’ambito delle autopsie giudiziarie presso l’Istituto di Medicina Legale di Modena tra il 2018 e il 2023. Per ciascun caso sono stati raccolti dati anagrafici e biologici (sesso, età, BMI, stato di conservazione del cadavere), informazioni relative alle lesività riscontrate alla TC e all’autopsia, causa della morte, tipologia medico-legale, e dettagli operativi sull’esecuzione della PMCT (fascia oraria, giorno feriale/festivo). Le risultanze radiologiche sono state confrontate con quelle autoptiche, al fine di valutare l’apporto specifico della PMCT nella definizione della causa del decesso e nelle valutazioni traumatogenetiche. È stato inoltre analizzato in quali tipologie medico-legali (omicidio, suicidio, morte accidentale) la PMCT viene maggiormente richiesta, con particolare attenzione alle diverse tipologie di morte violenta.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3768