La presente tesi analizza l’evoluzione della Global Labour History (GLH) come disciplina storiografica emergente, nata per superare l’eurocentrismo insito nella tradizionale storia del lavoro. Attraverso un confronto con la Labour History classica, in particolare quella marxista e britannica, si evidenziano le differenze metodologiche, tematiche e ideologiche che hanno portato alla nascita di un approccio più inclusivo e globale. La GLH si propone di studiare tutte le forme di lavoro (salariato, non salariato, forzato e domestico) su scala mondiale, integrando prospettive interdisciplinari che spaziano dalla sociologia all’antropologia, dalla filosofia agli studi di genere. Viene approfondito il contributo di studiosi come Marcel van der Linden, Jan Lucassen e Karin Hofmeester e l’espansione della disciplina in contesto non occidentali grazie ai ricercatori provenienti da America Latina, Asia e Africa. La tesi esplora inoltre il concetto di lavoro in chiave comparata tra pensiero occidentale e non occidentale, evidenziando le differenze culturali, spirituali e temporali nella concezione del lavoro. Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle donne nella storia del lavoro, alla loro invisibilità storica e alla progressiva centralità acquisita grazie alla GLH e alla storiografia femminista. Infatti, vengono analizzati i limiti metodologici della GLH, tra cui la mancanza di una teoria unificata e la difficoltà di accesso alle fonti nei contesti non occidentali. La tesi si conclude con una riflessione sul lavoro contemporaneo, sulla necessità di ripensarne il significato e sull’importanza di un approccio globale e inclusivo per comprendere le dinamiche lavorative del XXI secolo.

LA GLOBAL LABOUR HISTORY TRA IDEOLOGIE, STORIE E NUOVE PROSPETTIVE GLOBALI

MELLI, MARTINO
2024/2025

Abstract

La presente tesi analizza l’evoluzione della Global Labour History (GLH) come disciplina storiografica emergente, nata per superare l’eurocentrismo insito nella tradizionale storia del lavoro. Attraverso un confronto con la Labour History classica, in particolare quella marxista e britannica, si evidenziano le differenze metodologiche, tematiche e ideologiche che hanno portato alla nascita di un approccio più inclusivo e globale. La GLH si propone di studiare tutte le forme di lavoro (salariato, non salariato, forzato e domestico) su scala mondiale, integrando prospettive interdisciplinari che spaziano dalla sociologia all’antropologia, dalla filosofia agli studi di genere. Viene approfondito il contributo di studiosi come Marcel van der Linden, Jan Lucassen e Karin Hofmeester e l’espansione della disciplina in contesto non occidentali grazie ai ricercatori provenienti da America Latina, Asia e Africa. La tesi esplora inoltre il concetto di lavoro in chiave comparata tra pensiero occidentale e non occidentale, evidenziando le differenze culturali, spirituali e temporali nella concezione del lavoro. Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle donne nella storia del lavoro, alla loro invisibilità storica e alla progressiva centralità acquisita grazie alla GLH e alla storiografia femminista. Infatti, vengono analizzati i limiti metodologici della GLH, tra cui la mancanza di una teoria unificata e la difficoltà di accesso alle fonti nei contesti non occidentali. La tesi si conclude con una riflessione sul lavoro contemporaneo, sulla necessità di ripensarne il significato e sull’importanza di un approccio globale e inclusivo per comprendere le dinamiche lavorative del XXI secolo.
2024
LAVORO
STORIA
HISTORY
LABOUR
MONDO
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3795