La genitorialità rappresenta una delle sfide più rilevanti per la società contemporanea, strettamente intrecciata con il tema della crisi demografica, della conciliazione vita-lavoro e della parità di genere. L'Italia si trova in una condizione particolarmente critica, con un tasso di natalità tra i più bassi d'Europa e numerosi ostacoli che ancora oggi rendono difficile la scelta di diventare genitori. In questo scenario, la genitorialità non può essere una mera questione privata, ma diventa un tema di interesse collettivo. La tesi si pone l'obiettivo di analizzare la genitorialità in una prospettiva integrata, indagando il quadro normativo e sociodemografico italiano, le risposte del mondo del lavoro e le misure adottate dalle imprese. Il lavoro adotta un approccio metodologico misto. Nella prima parte, di carattere compilativo, vengono esaminati i principali contributi statistici, istituzionali e scientifici sul tema. Nella seconda parte, di natura empirica, la ricerca si concentra su un caso di studio, ovvero GPI S.p.A, azienda italiana operante nel settore dei servizi tecnologici e sanitari caratterizzata da una forza lavoro di circa 6800 dipendenti. L'analisi si basa su tre strumenti principali: l'elaborazione dei dati aziendali relativi al periodo 2019-2024 riguardanti l'utilizzo dei congedi legati alla genitorialità; un questionario somministrato a tutti i dipendenti che ha raccolto oltre 1300 risposte e ha restituito una fotografia significativa delle percezioni e delle difficoltà dei lavoratori; e un'intervista semi strutturata alla Wellbeing Manager, con l'obiettivo di approfondire le politiche aziendali attuate e le prospettive future. I risultati evidenziano un effettivo aumento del numero di richieste di congedo, il quale evidenzia un aumento della consapevolezza nei propri diritti come genitore e un superamento dei classici paradigmi in merito alla genitorialità sul luogo di lavoro. Tuttavia, permangono criticità sia a livello statali che aziendali, come scarsa durata ed equità dei congedi, ostacoli burocratici, partecipazione ancora limitata al lavoro di cura da parte degli uomini. Nel complesso, la ricerca conferma che affrontare la denatalità e sostenere la genitorialità richiede un approccio multilivello, capace di integrare politiche pubbliche e strategie aziendali. Il caso di GPI mostra come le imprese possano svolgere un ruolo significativo, non solo applicando le tutele di legge, ma anche introducendo strumenti innovativi di welfare e promuovendo una cultura organizzativa più inclusiva. L'analisi suggerisce che la chiave per un reale cambiamento risiede nella costruzione di un'alleanza e nella coordinazione tra Stato, azienda e lavoratori, in grado di superare la frammentazione. In questo senso, si analizza l'introduzione di una nuova figura aziendale che possa fungere da ponte tra gli attori coinvolti e possa rendere la genitorialità un valore aggiunto per tutti.
GENITORIALITA’ NEL MERCATO DEL LAVORO: OSTACOLO O VALORE AGGIUNTO? CASE STUDY GPI SPA
PASCAL, CAROLINA
2024/2025
Abstract
La genitorialità rappresenta una delle sfide più rilevanti per la società contemporanea, strettamente intrecciata con il tema della crisi demografica, della conciliazione vita-lavoro e della parità di genere. L'Italia si trova in una condizione particolarmente critica, con un tasso di natalità tra i più bassi d'Europa e numerosi ostacoli che ancora oggi rendono difficile la scelta di diventare genitori. In questo scenario, la genitorialità non può essere una mera questione privata, ma diventa un tema di interesse collettivo. La tesi si pone l'obiettivo di analizzare la genitorialità in una prospettiva integrata, indagando il quadro normativo e sociodemografico italiano, le risposte del mondo del lavoro e le misure adottate dalle imprese. Il lavoro adotta un approccio metodologico misto. Nella prima parte, di carattere compilativo, vengono esaminati i principali contributi statistici, istituzionali e scientifici sul tema. Nella seconda parte, di natura empirica, la ricerca si concentra su un caso di studio, ovvero GPI S.p.A, azienda italiana operante nel settore dei servizi tecnologici e sanitari caratterizzata da una forza lavoro di circa 6800 dipendenti. L'analisi si basa su tre strumenti principali: l'elaborazione dei dati aziendali relativi al periodo 2019-2024 riguardanti l'utilizzo dei congedi legati alla genitorialità; un questionario somministrato a tutti i dipendenti che ha raccolto oltre 1300 risposte e ha restituito una fotografia significativa delle percezioni e delle difficoltà dei lavoratori; e un'intervista semi strutturata alla Wellbeing Manager, con l'obiettivo di approfondire le politiche aziendali attuate e le prospettive future. I risultati evidenziano un effettivo aumento del numero di richieste di congedo, il quale evidenzia un aumento della consapevolezza nei propri diritti come genitore e un superamento dei classici paradigmi in merito alla genitorialità sul luogo di lavoro. Tuttavia, permangono criticità sia a livello statali che aziendali, come scarsa durata ed equità dei congedi, ostacoli burocratici, partecipazione ancora limitata al lavoro di cura da parte degli uomini. Nel complesso, la ricerca conferma che affrontare la denatalità e sostenere la genitorialità richiede un approccio multilivello, capace di integrare politiche pubbliche e strategie aziendali. Il caso di GPI mostra come le imprese possano svolgere un ruolo significativo, non solo applicando le tutele di legge, ma anche introducendo strumenti innovativi di welfare e promuovendo una cultura organizzativa più inclusiva. L'analisi suggerisce che la chiave per un reale cambiamento risiede nella costruzione di un'alleanza e nella coordinazione tra Stato, azienda e lavoratori, in grado di superare la frammentazione. In questo senso, si analizza l'introduzione di una nuova figura aziendale che possa fungere da ponte tra gli attori coinvolti e possa rendere la genitorialità un valore aggiunto per tutti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3807