Negli ultimi tempi il consumatore medio italiano ha riposto particolare attenzione sulla qualità e sull’origine delle diverse carni che giungono quotidianamente in tavola, facendosi in qualche modo influenzare dalle numerose riviste ed opinioni pubbliche, le quali suggeriscono un consumo limitato di carni rosse in favore delle cosiddette carni bianche. Nonostante ciò, l’Italia è conosciuta in tutto il mondo per l’eccellente qualità e bontà di prodotti ottenuti con carni suine, tra i quali il Prosciutto crudo di Parma e il Prosciutto crudo San Daniele, protetti dal marchio DOP. Diventa quindi di fondamentale importanza la fase di allevamento degli animali, le cui cosce andranno poi lavorate per la produzione di prosciutti, destinati sia al consumo nazionale ma soprattutto all’ esportazione nel mondo. Il presente studio prende in esame il ciclo di allevamento dei suini, in particolare vuole valutare le performance degli animali alimentati con due differenti tipologie di mangime (indicati con le sigle A e B) durante la prima fase post-svezzamento. L’obiettivo è quello di valutare alcuni parametri tecnici misurati sugli animali, in modo tale da comprendere gli eventuali vantaggi o svantaggi di un mangime rispetto all’altro. Lo scopo finale è quello di guidare l’allevatore nella scelta del prodotto migliore, permettendo allo stesso di poter valutare e giudicare le diverse variabili analizzate e tradurle poi in vantaggi economici. A questo scopo sono state condotte delle prove sperimentali all’interno di un’azienda suinicola a ciclo chiuso, con l’intento di confrontare l’impatto delle due tipologie di alimento sulle diverse variabili produttive considerate. Lo studio effettuato ha avuto una durata di due anni, dal mese di Marzo 2023 al mese di Marzo 2025. Sono state valutate le performance di 25 gruppi di suinetti per un totale di 33841 animali. Oltre alla valutazione dei parametri tecnici (peso medio di svezzamento, mortalità del gruppo, peso medio in ingresso nella fase successiva, ecc.) in funzione dei due differenti mangimi, lo studio si pone come obiettivo la ricerca di eventuali interazioni tra gli stessi parametri e la stagionalità, ovvero valuta l’incidenza delle varie stagioni sui valori dei parametri misurati. L’intento della prova si è focalizzato inoltre sulla valutazione della convenienza economica di un mangime rispetto all’altro. Grazie alla quantità dei dati raccolti, è stato possibile verificare come, una migliore alimentazione degli animali nella prima fase post-svezzamento si ripercuote positivamente lungo tutta la carriera dell’animale fino al macello, indipendentemente dalla stagione di inizio svezzamento.
EFFETTO DEL TIPO DI MANGIME,UTILIZZATO IN FASE DI SVEZZAMENTO DEL SUINETTO,SU ALCUNE PERFORMANCE NELLE SUCCESSIVE FASI DI ALLEVAMENTO
BARBIERI, NICOLA
2024/2025
Abstract
Negli ultimi tempi il consumatore medio italiano ha riposto particolare attenzione sulla qualità e sull’origine delle diverse carni che giungono quotidianamente in tavola, facendosi in qualche modo influenzare dalle numerose riviste ed opinioni pubbliche, le quali suggeriscono un consumo limitato di carni rosse in favore delle cosiddette carni bianche. Nonostante ciò, l’Italia è conosciuta in tutto il mondo per l’eccellente qualità e bontà di prodotti ottenuti con carni suine, tra i quali il Prosciutto crudo di Parma e il Prosciutto crudo San Daniele, protetti dal marchio DOP. Diventa quindi di fondamentale importanza la fase di allevamento degli animali, le cui cosce andranno poi lavorate per la produzione di prosciutti, destinati sia al consumo nazionale ma soprattutto all’ esportazione nel mondo. Il presente studio prende in esame il ciclo di allevamento dei suini, in particolare vuole valutare le performance degli animali alimentati con due differenti tipologie di mangime (indicati con le sigle A e B) durante la prima fase post-svezzamento. L’obiettivo è quello di valutare alcuni parametri tecnici misurati sugli animali, in modo tale da comprendere gli eventuali vantaggi o svantaggi di un mangime rispetto all’altro. Lo scopo finale è quello di guidare l’allevatore nella scelta del prodotto migliore, permettendo allo stesso di poter valutare e giudicare le diverse variabili analizzate e tradurle poi in vantaggi economici. A questo scopo sono state condotte delle prove sperimentali all’interno di un’azienda suinicola a ciclo chiuso, con l’intento di confrontare l’impatto delle due tipologie di alimento sulle diverse variabili produttive considerate. Lo studio effettuato ha avuto una durata di due anni, dal mese di Marzo 2023 al mese di Marzo 2025. Sono state valutate le performance di 25 gruppi di suinetti per un totale di 33841 animali. Oltre alla valutazione dei parametri tecnici (peso medio di svezzamento, mortalità del gruppo, peso medio in ingresso nella fase successiva, ecc.) in funzione dei due differenti mangimi, lo studio si pone come obiettivo la ricerca di eventuali interazioni tra gli stessi parametri e la stagionalità, ovvero valuta l’incidenza delle varie stagioni sui valori dei parametri misurati. L’intento della prova si è focalizzato inoltre sulla valutazione della convenienza economica di un mangime rispetto all’altro. Grazie alla quantità dei dati raccolti, è stato possibile verificare come, una migliore alimentazione degli animali nella prima fase post-svezzamento si ripercuote positivamente lungo tutta la carriera dell’animale fino al macello, indipendentemente dalla stagione di inizio svezzamento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3828