La tesi vuole analizzare in profondità l’istituto della confisca di prevenzione, una misura patrimoniale ante delictum, che occupa una posizione centrale nel sistema italiano di contrasto alla criminalità economica, in particolare alla criminalità organizzata di stampo mafioso e, più in generale, all’accumulazione di patrimoni di provenienza illecita. Tale misura si distingue dalle confische di natura penale in quanto viene applicata indipendentemente dall’accertamento di una responsabilità penale, quindi come le altre misure di prevenzione senza un necessario accertamento della commissione di un fatto di reato. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica e normativa delle misure di prevenzione, partendo dalle origini del sistema preventivo italiano, fino ad arrivare alla svolta rappresentata dalla legge Rognoni-La Torre del 1982, con cui furono varate le misure di prevenzione patrimoniali, segnando una svolta nella strategia di lotta alla mafia, spostando l’attenzione dallo strumento repressivo tradizionale verso l’aggressione ai patrimoni delle organizzazioni criminali. Il percorso legislativo successivo ha portato all'emanazione del d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia), il quale ha cercato di riordinare, in maniera organica e sistematica, la disciplina lacunosa inerente alle misure di prevenzione. Il secondo capitolo affronta i profili costituzionali e convenzionali, con particolare riferimento al principio di legalità. La confisca di prevenzione infatti si fonda su presupposti soggettivi e oggettivi non facilmente delimitabili, rischiando di configurarsi come una “pena del sospetto”. La giurisprudenza nazionale e sovranazionale ha cercato quindi di definire progressivamente i requisiti di determinatezza e prevedibilità necessari a legittimare tali misure. In questo contesto la sentenza De Tommaso ha segnato un passaggio cruciale, censurando la vaghezza di alcune fattispecie di pericolosità e imponendo un maggior rigore nella formulazione normativa. Il tema centrale diventa così il bilanciamento tra esigenze di sicurezza collettiva e tutela dei diritti fondamentali. Il terzo capitolo analizza il procedimento di prevenzione patrimoniale, evidenziandone la natura, differenze e similitudini con il processo penale e le garanzie che vengono riconosciute al proposto e ai terzi coinvolti. Infine, il quarto capitolo, propone un confronto con il modello statunitense della civil forfeiture, istituto con cui è possibile svolgere una comparazione poiché presenta alcune similitudini con la confisca di prevenzione, potendo rappresentare uno spunto di riflessione per un ripensamento futuro dell'attuale disciplina. In conclusione la confisca di prevenzione, pur essendosi dimostrata uno strumento estremamente efficace nella lotta alla criminalità economica e organizzata, deve essere ripensata sotto alcuni profili per garantire un equilibrio tra efficacia preventiva e rispetto dei principi costituzionali e convenzionali. Solo attraverso una legislazione chiara e coerente, integrata da un controllo giurisdizionale rigoroso, è possibile evitare che essa degeneri in una misura punitiva priva delle necessarie garanzie previste dal nostro ordinamento.

La confisca di prevenzione

PONZONI, FRANCESCO
2024/2025

Abstract

La tesi vuole analizzare in profondità l’istituto della confisca di prevenzione, una misura patrimoniale ante delictum, che occupa una posizione centrale nel sistema italiano di contrasto alla criminalità economica, in particolare alla criminalità organizzata di stampo mafioso e, più in generale, all’accumulazione di patrimoni di provenienza illecita. Tale misura si distingue dalle confische di natura penale in quanto viene applicata indipendentemente dall’accertamento di una responsabilità penale, quindi come le altre misure di prevenzione senza un necessario accertamento della commissione di un fatto di reato. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica e normativa delle misure di prevenzione, partendo dalle origini del sistema preventivo italiano, fino ad arrivare alla svolta rappresentata dalla legge Rognoni-La Torre del 1982, con cui furono varate le misure di prevenzione patrimoniali, segnando una svolta nella strategia di lotta alla mafia, spostando l’attenzione dallo strumento repressivo tradizionale verso l’aggressione ai patrimoni delle organizzazioni criminali. Il percorso legislativo successivo ha portato all'emanazione del d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia), il quale ha cercato di riordinare, in maniera organica e sistematica, la disciplina lacunosa inerente alle misure di prevenzione. Il secondo capitolo affronta i profili costituzionali e convenzionali, con particolare riferimento al principio di legalità. La confisca di prevenzione infatti si fonda su presupposti soggettivi e oggettivi non facilmente delimitabili, rischiando di configurarsi come una “pena del sospetto”. La giurisprudenza nazionale e sovranazionale ha cercato quindi di definire progressivamente i requisiti di determinatezza e prevedibilità necessari a legittimare tali misure. In questo contesto la sentenza De Tommaso ha segnato un passaggio cruciale, censurando la vaghezza di alcune fattispecie di pericolosità e imponendo un maggior rigore nella formulazione normativa. Il tema centrale diventa così il bilanciamento tra esigenze di sicurezza collettiva e tutela dei diritti fondamentali. Il terzo capitolo analizza il procedimento di prevenzione patrimoniale, evidenziandone la natura, differenze e similitudini con il processo penale e le garanzie che vengono riconosciute al proposto e ai terzi coinvolti. Infine, il quarto capitolo, propone un confronto con il modello statunitense della civil forfeiture, istituto con cui è possibile svolgere una comparazione poiché presenta alcune similitudini con la confisca di prevenzione, potendo rappresentare uno spunto di riflessione per un ripensamento futuro dell'attuale disciplina. In conclusione la confisca di prevenzione, pur essendosi dimostrata uno strumento estremamente efficace nella lotta alla criminalità economica e organizzata, deve essere ripensata sotto alcuni profili per garantire un equilibrio tra efficacia preventiva e rispetto dei principi costituzionali e convenzionali. Solo attraverso una legislazione chiara e coerente, integrata da un controllo giurisdizionale rigoroso, è possibile evitare che essa degeneri in una misura punitiva priva delle necessarie garanzie previste dal nostro ordinamento.
2024
Confisca
Prevenzione
Patrimoniale
Criminalità
Codice Antimafia
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