Dalla prassi delle “scuole attive” o “scuole nuove” e, più precisamente, dalla Pedagogia Freinet nasce la Pedagogia Istituzionale, un movimento di pensiero e di pratica educativa, costituito intorno agli anni Sessanta in Francia, in rapporto dialettico con l’ambito psichiatrico (Psicoterapia Istituzionale) e allo stesso tempo travolto dalla contestazione di quel periodo storico che pone al centro del dibattito culturale e politico le Istituzioni. Secondo la Pedagogia Autogestionaria, le istituzioni svolgono una funzione repressiva e per questo devono essere abolite, mentre la Pedagogia Istituzionale sostiene la possibilità di modificare le Istituzioni attraverso un processo di cambiamento che procede dall’interno per giungere al riconoscimento dei bisogni degli individui che ne fanno parte, ponendo al centro della ricerca educativa l’analisi del contesto e mettendo in luce gli intenti - espliciti e impliciti - dell’ Istituzione per modificarne le regole. In altre parole, l’insegnamento non si identifica con la cultura di cui l’insegnante e la scuola sono depositari, ma consiste nell’organizzazione di situazioni che permettano di adeguare le tecniche e le persone dell’Istituzione scolastica al ritmo e allo stile di apprendimento dell’allievo. L’adulto, quindi, assume il suo vero posto come responsabile dei suoi atti e maestro di tecniche, assicurando la partecipazione attiva di tutto il gruppo-classe (valorizzare l’altro è valorizzare se stesso), e in questo continuum la Pedagogia Istituzionale offre gli strumenti necessari per facilitare gli scambi materiali, affettivi e verbali.
Stare al mondo. La scuola come ambiente di vita. Fondamenti antropologici e semiotici della classe cooperativa.
BANDIERI, ANNALISA
2024/2025
Abstract
Dalla prassi delle “scuole attive” o “scuole nuove” e, più precisamente, dalla Pedagogia Freinet nasce la Pedagogia Istituzionale, un movimento di pensiero e di pratica educativa, costituito intorno agli anni Sessanta in Francia, in rapporto dialettico con l’ambito psichiatrico (Psicoterapia Istituzionale) e allo stesso tempo travolto dalla contestazione di quel periodo storico che pone al centro del dibattito culturale e politico le Istituzioni. Secondo la Pedagogia Autogestionaria, le istituzioni svolgono una funzione repressiva e per questo devono essere abolite, mentre la Pedagogia Istituzionale sostiene la possibilità di modificare le Istituzioni attraverso un processo di cambiamento che procede dall’interno per giungere al riconoscimento dei bisogni degli individui che ne fanno parte, ponendo al centro della ricerca educativa l’analisi del contesto e mettendo in luce gli intenti - espliciti e impliciti - dell’ Istituzione per modificarne le regole. In altre parole, l’insegnamento non si identifica con la cultura di cui l’insegnante e la scuola sono depositari, ma consiste nell’organizzazione di situazioni che permettano di adeguare le tecniche e le persone dell’Istituzione scolastica al ritmo e allo stile di apprendimento dell’allievo. L’adulto, quindi, assume il suo vero posto come responsabile dei suoi atti e maestro di tecniche, assicurando la partecipazione attiva di tutto il gruppo-classe (valorizzare l’altro è valorizzare se stesso), e in questo continuum la Pedagogia Istituzionale offre gli strumenti necessari per facilitare gli scambi materiali, affettivi e verbali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3904