L’infertilità femminile si stima che colpisca circa il 12-15% delle donne in tutto il mondo. L’infertilità è definita come l’incapacità della donna di concepire dopo un periodo di 12 mesi di rapporti con il partner intenzionalmente fecondi. Le cause includono: problemi di salute, stile di vita, fattori riproduttivi. I fattori di salute riguardano il peso corporeo che può causare cambiamenti ormonali; inoltre il consumo di droghe, il fumo, l’alcol e lo stress possono avere un impatto sulla fertilità. I fattori più strettamente riproduttivi sono legati all’età e ai problemi di ovulazione (e.g., nella PCOS); possono esserci inoltre problemi a livello tubarico, uterino (ad esempio la presenza di fibromi) o fattori cervicali. Si possono riscontrare anche altre cause come l’iperprolattinemia, dovuta ad esempio a stress, neoplasie ipofisarie, farmaci o altri fattori che possono interferire con l’ovulazione. In alcuni casi, nonostante gli accertamenti, non si riesce a identificare una causa specifica di infertilità. Al giorno d’oggi, in caso di infertilità, in particolare di quella femminile, sono disponibili diverse opzioni terapeutiche. L’induzione dell’ovulazione tramite dei farmaci, come il clomifene, e rapporti mirati favoriscono la maturazione dei follicoli e tramite ecografia si riesce a identificare il momento esatto dell’ovulazione. Spesso, oltre alla stimolazione farmacologica, viene affiancata la tecnica di Inseminazione intrauterina oppure la tecnica di Fecondazione in vitro. I trattamenti farmaceutici convenzionali di stimolazione ovarica con farmaci, sebbene ampiamente utilizzati, possono non portare ai risultati sperati e ad effetti collaterali vari e talvolta rilevanti. Proprio per questo motivo, per provare a risolvere tale problema, si va affermando sempre di più un approccio fitoterapico. In particolare, esistono tante varietà di piante che nel tempo hanno dimostrato avere potenziali effetti benefici: Cimicifuga racemosa, Vitex agnus castus, Tribulus terrestris, Lepidium meyenii, Camellia sinensis e Matricaria chamomilla. Tra tutte queste possibili piante che hanno dimostrato la loro efficacia, Cimicifuga racemosa, Vitex agnus castus, Tribulus terrestris e Lepidium meyenii sembrano essere le più promettenti. Infatti, i principi attivi contenuti nelle quattro piante prima citate, oltre ad essere stati maggiormente studiati rispetto agli altri, hanno manifestato un’efficacia maggiore nel trattare l’infertilità femminile. Sono state analizzate le caratteristiche botaniche delle piante e le possibili proprietà farmacologiche dei loro principi attivi che hanno dimostrato effetti benefici nei confronti dell’organismo umano, soprattutto nel migliorare i tassi di gravidanza. È stata dimostrata l’influenza positiva della Cimicifuga racemosa sulla regolarizzazione degli ormoni sessuali (LH, FSH) e del ciclo mestruale; nelle donne arruolate in tali studi è stato inoltre riscontrato un aumento dello spessore endometriale e della maturazione dei follicoli dominanti. Il Vitex agnus castus ha dimostrato un’influenza positiva sull’abbassamento dei livelli ematici di prolattina e sulla regolazione ormonale; inoltre la sua associazione con Lepidium meyenii sembrerebbe aver dato ottime percentuali di successo di gravidanze. Studi murini trattati con il Tribulus terrestris si sono rivelati anch’essi promettenti, in quanto si è osservato che sia somministrato singolarmente che in associazione con Withania somnifera, è in grado di favorire una regolarizzazione di LH e FSH, dell’ovulazione e una riduzione delle cisti ovariche in presenza della sindrome dell’ovaio policistico. In conclusione, questi prodotti fitoterapici hanno dimostrato la capacità di determinare un’evoluzione positiva della patologia, anche se sarebbero necessari ulteriori studi per comprendere meglio l’effettiva farmacocinetica e farmacodinamica dei principi attivi responsabili della loro attività

Ruolo della fitoterapia nel trattamento dell'infertilità femminile

GIANNONE, SARAH
2024/2025

Abstract

L’infertilità femminile si stima che colpisca circa il 12-15% delle donne in tutto il mondo. L’infertilità è definita come l’incapacità della donna di concepire dopo un periodo di 12 mesi di rapporti con il partner intenzionalmente fecondi. Le cause includono: problemi di salute, stile di vita, fattori riproduttivi. I fattori di salute riguardano il peso corporeo che può causare cambiamenti ormonali; inoltre il consumo di droghe, il fumo, l’alcol e lo stress possono avere un impatto sulla fertilità. I fattori più strettamente riproduttivi sono legati all’età e ai problemi di ovulazione (e.g., nella PCOS); possono esserci inoltre problemi a livello tubarico, uterino (ad esempio la presenza di fibromi) o fattori cervicali. Si possono riscontrare anche altre cause come l’iperprolattinemia, dovuta ad esempio a stress, neoplasie ipofisarie, farmaci o altri fattori che possono interferire con l’ovulazione. In alcuni casi, nonostante gli accertamenti, non si riesce a identificare una causa specifica di infertilità. Al giorno d’oggi, in caso di infertilità, in particolare di quella femminile, sono disponibili diverse opzioni terapeutiche. L’induzione dell’ovulazione tramite dei farmaci, come il clomifene, e rapporti mirati favoriscono la maturazione dei follicoli e tramite ecografia si riesce a identificare il momento esatto dell’ovulazione. Spesso, oltre alla stimolazione farmacologica, viene affiancata la tecnica di Inseminazione intrauterina oppure la tecnica di Fecondazione in vitro. I trattamenti farmaceutici convenzionali di stimolazione ovarica con farmaci, sebbene ampiamente utilizzati, possono non portare ai risultati sperati e ad effetti collaterali vari e talvolta rilevanti. Proprio per questo motivo, per provare a risolvere tale problema, si va affermando sempre di più un approccio fitoterapico. In particolare, esistono tante varietà di piante che nel tempo hanno dimostrato avere potenziali effetti benefici: Cimicifuga racemosa, Vitex agnus castus, Tribulus terrestris, Lepidium meyenii, Camellia sinensis e Matricaria chamomilla. Tra tutte queste possibili piante che hanno dimostrato la loro efficacia, Cimicifuga racemosa, Vitex agnus castus, Tribulus terrestris e Lepidium meyenii sembrano essere le più promettenti. Infatti, i principi attivi contenuti nelle quattro piante prima citate, oltre ad essere stati maggiormente studiati rispetto agli altri, hanno manifestato un’efficacia maggiore nel trattare l’infertilità femminile. Sono state analizzate le caratteristiche botaniche delle piante e le possibili proprietà farmacologiche dei loro principi attivi che hanno dimostrato effetti benefici nei confronti dell’organismo umano, soprattutto nel migliorare i tassi di gravidanza. È stata dimostrata l’influenza positiva della Cimicifuga racemosa sulla regolarizzazione degli ormoni sessuali (LH, FSH) e del ciclo mestruale; nelle donne arruolate in tali studi è stato inoltre riscontrato un aumento dello spessore endometriale e della maturazione dei follicoli dominanti. Il Vitex agnus castus ha dimostrato un’influenza positiva sull’abbassamento dei livelli ematici di prolattina e sulla regolazione ormonale; inoltre la sua associazione con Lepidium meyenii sembrerebbe aver dato ottime percentuali di successo di gravidanze. Studi murini trattati con il Tribulus terrestris si sono rivelati anch’essi promettenti, in quanto si è osservato che sia somministrato singolarmente che in associazione con Withania somnifera, è in grado di favorire una regolarizzazione di LH e FSH, dell’ovulazione e una riduzione delle cisti ovariche in presenza della sindrome dell’ovaio policistico. In conclusione, questi prodotti fitoterapici hanno dimostrato la capacità di determinare un’evoluzione positiva della patologia, anche se sarebbero necessari ulteriori studi per comprendere meglio l’effettiva farmacocinetica e farmacodinamica dei principi attivi responsabili della loro attività
2024
Infertilità
Cimicifuga racemosa
Vitex agnus castus
Tribulus terrestris
Clomifene
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3955