Il presente lavoro vuole mettere in evidenza l'analisi, in maniera critica, il fenomeno della disinformazione, analizzando la sua diffusione nei contesti digitali e al ruolo che l'intelligenza artificiale ha nel renderlo più problematiche. I social media, d'altronde, costituiscono uno degli ecosistemi, all'interno del quale circola l'informazione, il quale contenuto è prodotto dagli utenti, ma senza dei filtri o verifiche preventive. Questa peculiarità unità all'enorme quantità di materiale informativo generato, rende difficile garantire un controllo sistematico rispetto all'autenticità delle informazioni. Questo comporta che la disinformazione si diffonde in maniera rapida, riuscendo a raggiungere un pubblico ampio e variegato. L’impiego crescente dell’IA introduce ulteriori criticità. Se da un lato, i sistemi generativi permettono di creare testi, immagini e video sempre più realistici e difficilmente distinguibili dai contenuti autentici, dall’altra, pone delle sfide considerevoli in termini di riconoscimento da parte dell’utente medio. Questa visione solleva delle criticità, soprattutto per quanto riguarda la capacità delle persone di discriminare l'attendibilità delle fonti, con la necessità di sviluppare delle capacità cognitive per riuscirai a navigare nell'ecosistema informativo digitale. Attraverso una revisione sperimentale, verrà analizzato se le persone sono in grado di distinguere contenuti autentici da quelli generati dall'intelligenza artificiale. Inoltre, verranno analizzare alcune strategie di motivazione della disinformazione.

Il ruolo delle piattaforme sociali nella diffusione e nel contrasto delle fake news: Intelligenza artificiale e disinformazione digitale

MAIRHOFER, ANDREA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro vuole mettere in evidenza l'analisi, in maniera critica, il fenomeno della disinformazione, analizzando la sua diffusione nei contesti digitali e al ruolo che l'intelligenza artificiale ha nel renderlo più problematiche. I social media, d'altronde, costituiscono uno degli ecosistemi, all'interno del quale circola l'informazione, il quale contenuto è prodotto dagli utenti, ma senza dei filtri o verifiche preventive. Questa peculiarità unità all'enorme quantità di materiale informativo generato, rende difficile garantire un controllo sistematico rispetto all'autenticità delle informazioni. Questo comporta che la disinformazione si diffonde in maniera rapida, riuscendo a raggiungere un pubblico ampio e variegato. L’impiego crescente dell’IA introduce ulteriori criticità. Se da un lato, i sistemi generativi permettono di creare testi, immagini e video sempre più realistici e difficilmente distinguibili dai contenuti autentici, dall’altra, pone delle sfide considerevoli in termini di riconoscimento da parte dell’utente medio. Questa visione solleva delle criticità, soprattutto per quanto riguarda la capacità delle persone di discriminare l'attendibilità delle fonti, con la necessità di sviluppare delle capacità cognitive per riuscirai a navigare nell'ecosistema informativo digitale. Attraverso una revisione sperimentale, verrà analizzato se le persone sono in grado di distinguere contenuti autentici da quelli generati dall'intelligenza artificiale. Inoltre, verranno analizzare alcune strategie di motivazione della disinformazione.
2024
Disinformazione
IA
Piattaforme sociali
Media Education
Deepfake
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3975