In questo corso di Laurea Magistrale ho avuto modo di approfondire alcune materie che sono sempre state al centro dei miei interessi e della mia attenzione, come Psicologia e Letteratura. Lo studio di queste discipline mi ha permesso di rileggere, da prospettive inedite e talvolta sorprendenti, pratiche che ho sempre percepito come fondamentali nella mia esistenza. Fra esse, la lettura di libri, in particolare quelli di narrativa, riveste per me un ruolo di primaria importanza. Alcune materie che ho seguito in questo corso di Laurea Magistrale mi hanno fornito uno sguardo diverso, più approfondito sulle caratteristiche dello storytelling, sulle strutture dei racconti, sulle componenti neurocognitive che stanno alla base della narrazione e infine sul “quasi magico” potere che questa sembra avere quando si affianca alla medicina. La passione per la letteratura, oltre alla curiosità e all’interesse per queste nuove prospettive mi hanno spinto a indagare e analizzare, in questa tesi, il tema della narrazione. Ho approfondito, il legame tra narrazione e la sua funzionalità terapeutica nei primi tre capitoli, dove ho sviluppato alcuni argomenti centrali della ricerca scientifica come la Neuronarratologia, la Medicina narrativa e la Biblioterapia. La neuronarratologia è vista come un ponte tra neuroscienze e narratologia. Il suo studio ha dimostrato come le narrazioni siano in grado di attivare specifiche reti neurali, tra cui quelle legate ai neuroni specchio, alla Teoria della mente e alla simulazione mentale. Nel secondo capitolo ho ripercorso le definizioni, la storia e le origini della medicina narrativa, il cui sviluppo si deve soprattutto a Rita Charon. All’interno della medicina narrativa, ho mostrato come la Graphics Medicine possa migliorare la comprensione e la gestione di una malattia o di un trauma. Nel terzo capitolo ho ripercorso la storia e alcune applicazioni della Biblioterapia. Nel quarto capitolo ho cercato delle conferme all’idea che la narrazione potesse essere di ausilio nella vita dell’uomo, anche oltre la sua funzione di supporto terapeutico, nelle diverse fasi evolutive. Già nei capitoli precedenti avevo sottolineato come la narrazione, nelle sue diverse forme e nell’intero ciclo della vita, si fosse rivelata un mezzo fondamentale sia per la costruzione della propria identità sia per instaurare relazioni con gli altri. Nella ricerca di ulteriori risposte mi sono stati di aiuto e supporto diversi testi e ricerche scientifiche. Tra i primi cito per la numerosità di spunti e suggerimenti che mi hanno fornito: L’istinto di narrare (Gottschall, 2014), Perdutamente. Vecchiaia e declino cognitivo tra scienza e letteratura (Serkowska & Villani, 2021), Quasi Amici - Oltre i confini della disabilità (Vezzali et al., 2022) e Narrazione e malattia (Calabrese & Villani, 2025). Tra le ricerche riportate ricordo quella di Vezzali e collaboratori del 2014, che ha richiamato il potere della narrazione mainstream Young Adults (YA) come strategia efficace per la riduzione del pregiudizio e quella di Bocci e Franceschelli, sempre del 2014, che ha indagato invece il valore pedagogico della narrazione autobiografica nella scuola dell'infanzia. A questi ed altri contributi si affianca il progetto La MIA scatola della memoria, promosso dall’Archivio di Stato di Modena per la prevenzione della demenza nella terza età. Ho concluso questa analisi confermando il valore della narrazione, non solo come ausilio nelle malattie e nei traumi ma anche, nella vita di tutti i giorni e a qualsiasi età. Grazie alla narrazione possiamo affrontare meglio i problemi, relazionarci più efficacemente con gli altri, sconfiggere false credenze e conoscere meglio gli altri e noi stessi. Si può confermare così un legame indissolubile tra narrazione e benessere.

Narrazione e benessere: un rapporto indissolubile

BERTONCINI, MARIO
2024/2025

Abstract

In questo corso di Laurea Magistrale ho avuto modo di approfondire alcune materie che sono sempre state al centro dei miei interessi e della mia attenzione, come Psicologia e Letteratura. Lo studio di queste discipline mi ha permesso di rileggere, da prospettive inedite e talvolta sorprendenti, pratiche che ho sempre percepito come fondamentali nella mia esistenza. Fra esse, la lettura di libri, in particolare quelli di narrativa, riveste per me un ruolo di primaria importanza. Alcune materie che ho seguito in questo corso di Laurea Magistrale mi hanno fornito uno sguardo diverso, più approfondito sulle caratteristiche dello storytelling, sulle strutture dei racconti, sulle componenti neurocognitive che stanno alla base della narrazione e infine sul “quasi magico” potere che questa sembra avere quando si affianca alla medicina. La passione per la letteratura, oltre alla curiosità e all’interesse per queste nuove prospettive mi hanno spinto a indagare e analizzare, in questa tesi, il tema della narrazione. Ho approfondito, il legame tra narrazione e la sua funzionalità terapeutica nei primi tre capitoli, dove ho sviluppato alcuni argomenti centrali della ricerca scientifica come la Neuronarratologia, la Medicina narrativa e la Biblioterapia. La neuronarratologia è vista come un ponte tra neuroscienze e narratologia. Il suo studio ha dimostrato come le narrazioni siano in grado di attivare specifiche reti neurali, tra cui quelle legate ai neuroni specchio, alla Teoria della mente e alla simulazione mentale. Nel secondo capitolo ho ripercorso le definizioni, la storia e le origini della medicina narrativa, il cui sviluppo si deve soprattutto a Rita Charon. All’interno della medicina narrativa, ho mostrato come la Graphics Medicine possa migliorare la comprensione e la gestione di una malattia o di un trauma. Nel terzo capitolo ho ripercorso la storia e alcune applicazioni della Biblioterapia. Nel quarto capitolo ho cercato delle conferme all’idea che la narrazione potesse essere di ausilio nella vita dell’uomo, anche oltre la sua funzione di supporto terapeutico, nelle diverse fasi evolutive. Già nei capitoli precedenti avevo sottolineato come la narrazione, nelle sue diverse forme e nell’intero ciclo della vita, si fosse rivelata un mezzo fondamentale sia per la costruzione della propria identità sia per instaurare relazioni con gli altri. Nella ricerca di ulteriori risposte mi sono stati di aiuto e supporto diversi testi e ricerche scientifiche. Tra i primi cito per la numerosità di spunti e suggerimenti che mi hanno fornito: L’istinto di narrare (Gottschall, 2014), Perdutamente. Vecchiaia e declino cognitivo tra scienza e letteratura (Serkowska & Villani, 2021), Quasi Amici - Oltre i confini della disabilità (Vezzali et al., 2022) e Narrazione e malattia (Calabrese & Villani, 2025). Tra le ricerche riportate ricordo quella di Vezzali e collaboratori del 2014, che ha richiamato il potere della narrazione mainstream Young Adults (YA) come strategia efficace per la riduzione del pregiudizio e quella di Bocci e Franceschelli, sempre del 2014, che ha indagato invece il valore pedagogico della narrazione autobiografica nella scuola dell'infanzia. A questi ed altri contributi si affianca il progetto La MIA scatola della memoria, promosso dall’Archivio di Stato di Modena per la prevenzione della demenza nella terza età. Ho concluso questa analisi confermando il valore della narrazione, non solo come ausilio nelle malattie e nei traumi ma anche, nella vita di tutti i giorni e a qualsiasi età. Grazie alla narrazione possiamo affrontare meglio i problemi, relazionarci più efficacemente con gli altri, sconfiggere false credenze e conoscere meglio gli altri e noi stessi. Si può confermare così un legame indissolubile tra narrazione e benessere.
2024
Neuronarratologia
Medicina narrativa
Graphics medicine
Biblioterapia
Narrazione&Benessere
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3995