La tesi ripercorre la storia del topos agalmatofilo presente nella letteratura e la sua influenza sulla posizione della donna, partendo dalla letteratura classica fino ai new media, attraverso l’analisi dei testi e di diverse fonti storiche. Le prime attestazioni fondano le loro radici nelle narrazioni sugli amori verso la Dea Venere scolpita da Prassitele, da cui deriva anche il mito di Pigmalione, descritto nel X libro delle Metamorfosi di Ovidio, che influenzerà la letteratura successiva. L’amore per l’inanimato persiste nel periodo medievale facendosi spazio anche nella letteratura religiosa o morale. L’elaborato prosegue nell’esplorazione mito ovidiano riprodotto e ampliato all’interno del Roman de la Rose dove viene rinarrato anche attraverso le miniature divenendo un exemplum, principalmente di carattere negativo in cui la statua, paragonata alla donna, attrae l’uomo e lo avvicina al peccato di lussuria. Nell’età moderna iniziano i dibattiti sulle arti e il concetto di Deux artifex acquisisce un ruolo essenziale nelle narrazioni in cui l’uomo ha il potere di modellare la donna ideale, come nelle querelle de femmes, che aprono la strada alle prime risposte femminili. Il topos continua la sua evoluzione incontrando nuovi media come il cinema, la musica con i suoi videoclip, le serie tv, i graphic novel ed i social, mostrando nuove versioni di agalmatofilia, pigmalioni, e nuove risposte femminili di affermazione e libertà.

Agalmatofilia e letteratura: dalla Venere di Cnido ai robot

SPADARO, AGNESE
2024/2025

Abstract

La tesi ripercorre la storia del topos agalmatofilo presente nella letteratura e la sua influenza sulla posizione della donna, partendo dalla letteratura classica fino ai new media, attraverso l’analisi dei testi e di diverse fonti storiche. Le prime attestazioni fondano le loro radici nelle narrazioni sugli amori verso la Dea Venere scolpita da Prassitele, da cui deriva anche il mito di Pigmalione, descritto nel X libro delle Metamorfosi di Ovidio, che influenzerà la letteratura successiva. L’amore per l’inanimato persiste nel periodo medievale facendosi spazio anche nella letteratura religiosa o morale. L’elaborato prosegue nell’esplorazione mito ovidiano riprodotto e ampliato all’interno del Roman de la Rose dove viene rinarrato anche attraverso le miniature divenendo un exemplum, principalmente di carattere negativo in cui la statua, paragonata alla donna, attrae l’uomo e lo avvicina al peccato di lussuria. Nell’età moderna iniziano i dibattiti sulle arti e il concetto di Deux artifex acquisisce un ruolo essenziale nelle narrazioni in cui l’uomo ha il potere di modellare la donna ideale, come nelle querelle de femmes, che aprono la strada alle prime risposte femminili. Il topos continua la sua evoluzione incontrando nuovi media come il cinema, la musica con i suoi videoclip, le serie tv, i graphic novel ed i social, mostrando nuove versioni di agalmatofilia, pigmalioni, e nuove risposte femminili di affermazione e libertà.
2024
Agalmatofilia
Pigmalione
Donna
Letteratura
New Media
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3998