Il presente lavoro affronta il tema dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni in ambito educativo, proponendo una riflessione pedagogica che intreccia corpo, teatro e post-umanesimo. L’interesse nasce dall’esperienza diretta dell’autrice con le tecnologie digitali e dal desiderio di comprenderne origini, potenzialità e limiti, indagando come esse influenzino la relazione educativa e la formazione umana. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ripercorre la storia e l’evoluzione dell’IA, dalle radici mitologiche e letterarie – Prometeo, il Golem, Frankenstein – fino agli sviluppi contemporanei. L’analisi evidenzia successi e criticità, soffermandosi sul ruolo dell’insegnante, la cui funzione relazionale, empatica e corporea resta insostituibile nell’era digitale. Il secondo capitolo approfondisce la pedagogia del corpo di Ivano Gamelli, che riconosce al corpo un ruolo attivo nei processi di conoscenza. Attraverso pratiche come teatro, danza o psicomotricità, il corpo diventa strumento educativo e spazio di relazione. In questa prospettiva si inserisce il pensiero di Riccardo Massa, per il quale il teatro è metafora dell’educazione: un processo trasformativo e imprevedibile, fatto di relazioni, linguaggi ed emozioni. Riprendendo Artaud, Massa interpreta la “peste” come simbolo della crisi educativa, intesa non come ostacolo ma come occasione di rinascita e cambiamento. Il capitolo prosegue con il tema del post-umanesimo, elaborato da autori come Franco Cambi e Franca Pinto Minerva, che invita a superare la visione antropocentrica per riconoscere l’essere umano come parte di una rete di relazioni tra umano, non umano e tecnologia. In questo scenario, il corpo è mediatore tra esperienza sensoriale e virtuale, e la pedagogia è chiamata a integrare criticamente dimensione corporea e digitale per favorire uno sviluppo armonico, critico e consapevole. Il terzo capitolo collega teoria e pratica educativa attraverso l’analisi di contesti scolastici e un focus group con docenti della scuola primaria sull’uso dell’IA. Dalle riflessioni emergono tre nuclei centrali: la velocità, la creatività e le emozioni. Le insegnanti riconoscono le potenzialità delle tecnologie nel favorire collaborazione e pensiero critico, ma ribadiscono l’importanza della guida umana e del tempo lento dell’apprendimento. Le loro considerazioni si collegano ai principi di Dewey, Bruner e ai documenti internazionali di OCSE e UNESCO, che sottolineano la necessità di un’educazione digitale etica e umanizzante. In conclusione, la tesi mostra come l’educazione nell’era dell’intelligenza artificiale debba fondarsi su una rinnovata centralità del corpo, delle emozioni e della relazione, trasformando la complessità del post-umano in opportunità di crescita e formazione integrale.

Corpo, educazione e intelligenza artificiale: una prospettiva pedagogica nell'epoca del post-umano

BASTONI, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro affronta il tema dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni in ambito educativo, proponendo una riflessione pedagogica che intreccia corpo, teatro e post-umanesimo. L’interesse nasce dall’esperienza diretta dell’autrice con le tecnologie digitali e dal desiderio di comprenderne origini, potenzialità e limiti, indagando come esse influenzino la relazione educativa e la formazione umana. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ripercorre la storia e l’evoluzione dell’IA, dalle radici mitologiche e letterarie – Prometeo, il Golem, Frankenstein – fino agli sviluppi contemporanei. L’analisi evidenzia successi e criticità, soffermandosi sul ruolo dell’insegnante, la cui funzione relazionale, empatica e corporea resta insostituibile nell’era digitale. Il secondo capitolo approfondisce la pedagogia del corpo di Ivano Gamelli, che riconosce al corpo un ruolo attivo nei processi di conoscenza. Attraverso pratiche come teatro, danza o psicomotricità, il corpo diventa strumento educativo e spazio di relazione. In questa prospettiva si inserisce il pensiero di Riccardo Massa, per il quale il teatro è metafora dell’educazione: un processo trasformativo e imprevedibile, fatto di relazioni, linguaggi ed emozioni. Riprendendo Artaud, Massa interpreta la “peste” come simbolo della crisi educativa, intesa non come ostacolo ma come occasione di rinascita e cambiamento. Il capitolo prosegue con il tema del post-umanesimo, elaborato da autori come Franco Cambi e Franca Pinto Minerva, che invita a superare la visione antropocentrica per riconoscere l’essere umano come parte di una rete di relazioni tra umano, non umano e tecnologia. In questo scenario, il corpo è mediatore tra esperienza sensoriale e virtuale, e la pedagogia è chiamata a integrare criticamente dimensione corporea e digitale per favorire uno sviluppo armonico, critico e consapevole. Il terzo capitolo collega teoria e pratica educativa attraverso l’analisi di contesti scolastici e un focus group con docenti della scuola primaria sull’uso dell’IA. Dalle riflessioni emergono tre nuclei centrali: la velocità, la creatività e le emozioni. Le insegnanti riconoscono le potenzialità delle tecnologie nel favorire collaborazione e pensiero critico, ma ribadiscono l’importanza della guida umana e del tempo lento dell’apprendimento. Le loro considerazioni si collegano ai principi di Dewey, Bruner e ai documenti internazionali di OCSE e UNESCO, che sottolineano la necessità di un’educazione digitale etica e umanizzante. In conclusione, la tesi mostra come l’educazione nell’era dell’intelligenza artificiale debba fondarsi su una rinnovata centralità del corpo, delle emozioni e della relazione, trasformando la complessità del post-umano in opportunità di crescita e formazione integrale.
2024
IA
Focus Group
Pedagogia del corpo
Teatro
Post-umanesimo
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