Il Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) rappresenta una sfida non solo didattica per gli studenti, ma anche e soprattutto emotiva e organizzativa per l’intero nucleo familiare, dove il momento quotidiano dei compiti a casa si trasforma spesso in una fonte di stress e conflitto, metaforicamente definito come il "mostro dei compiti". La presente tesi si propone di analizzare l'intersezione critica tra la neurodiversità dello studente, il quadro normativo italiano e l'essenziale ruolo della genitorialità in questo contesto. Il lavoro si articola in tre sezioni fondamentali: un approfondimento teorico sui DSA, un'analisi approfondita della genitorialità DSA e un progetto di ricerca sul campo. La prima parte delinea il quadro teorico, chiarendo la definizione, i criteri diagnostici e la classificazione dei DSA (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia), con un focus sull'evoluzione normativa (Legge 170/2010), l'importanza della diagnosi precoce tramite screening e la corretta applicazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato (PDP). Tale fondamento è cruciale per comprendere le specifiche esigenze dello studente. La seconda sezione si concentra sulla Genitorialità, esplorando il vissuto emotivo dei genitori di bambini certificati, spesso attraversato da sentimenti di colpa, frustrazione e isolamento. Si sottolinea la necessità di percorsi di supporto come il counseling e i gruppi di auto-aiuto per trasformare l'accettazione in consapevolezza strategica. L'analisi si sposta poi sulle strategie genitoriali per la gestione dei compiti, evidenziando l'obbligo di abbandonare l'approccio basato sulla ripetizione mnemonica in favore di strumenti visivi, organizzativi e tecnologici che valorizzino lo stile cognitivo peculiare del bambino con DSA. Centrali in questa fase sono i concetti di autostima e autonomia, che il genitore è chiamato a promuovere attivamente come veri e propri obiettivi di crescita. Infine, la tesi presenta un progetto di ricerca esplorativa di natura qualitativa, che ha coinvolto un campione di genitori di bambini con DSA certificati nelle classi quarta e quinta della scuola primaria. Nonostante la limitata numerosità del campione, l'analisi delle interviste ha permesso di raccogliere dati preziosi sulle loro percezioni e sulle sfide operative. I risultati confermano che il successo nel percorso DSA non è un traguardo accademico, ma una co-costruzione identitaria in cui il genitore deve assumere il ruolo di facilitatore emotivo e strategico, delegando la didattica a tutor esterni se necessario, per preservare un legame affettivo sano. La conclusione ribadisce l'urgenza di una genitorialità consapevole, empatica e informata come leva fondamentale per trasformare il DSA da ostacolo a opportunità di resilienza e piena realizzazione del potenziale individuale.

LA CONSAPEVOLEZZA GENITORIALE NELL’ESPERIENZA DELLA NEURODIVERGENZA: un percorso trasformativo attraverso “Il mostro dei compiti

CASOLARI, CHIARA
2024/2025

Abstract

Il Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) rappresenta una sfida non solo didattica per gli studenti, ma anche e soprattutto emotiva e organizzativa per l’intero nucleo familiare, dove il momento quotidiano dei compiti a casa si trasforma spesso in una fonte di stress e conflitto, metaforicamente definito come il "mostro dei compiti". La presente tesi si propone di analizzare l'intersezione critica tra la neurodiversità dello studente, il quadro normativo italiano e l'essenziale ruolo della genitorialità in questo contesto. Il lavoro si articola in tre sezioni fondamentali: un approfondimento teorico sui DSA, un'analisi approfondita della genitorialità DSA e un progetto di ricerca sul campo. La prima parte delinea il quadro teorico, chiarendo la definizione, i criteri diagnostici e la classificazione dei DSA (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia), con un focus sull'evoluzione normativa (Legge 170/2010), l'importanza della diagnosi precoce tramite screening e la corretta applicazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato (PDP). Tale fondamento è cruciale per comprendere le specifiche esigenze dello studente. La seconda sezione si concentra sulla Genitorialità, esplorando il vissuto emotivo dei genitori di bambini certificati, spesso attraversato da sentimenti di colpa, frustrazione e isolamento. Si sottolinea la necessità di percorsi di supporto come il counseling e i gruppi di auto-aiuto per trasformare l'accettazione in consapevolezza strategica. L'analisi si sposta poi sulle strategie genitoriali per la gestione dei compiti, evidenziando l'obbligo di abbandonare l'approccio basato sulla ripetizione mnemonica in favore di strumenti visivi, organizzativi e tecnologici che valorizzino lo stile cognitivo peculiare del bambino con DSA. Centrali in questa fase sono i concetti di autostima e autonomia, che il genitore è chiamato a promuovere attivamente come veri e propri obiettivi di crescita. Infine, la tesi presenta un progetto di ricerca esplorativa di natura qualitativa, che ha coinvolto un campione di genitori di bambini con DSA certificati nelle classi quarta e quinta della scuola primaria. Nonostante la limitata numerosità del campione, l'analisi delle interviste ha permesso di raccogliere dati preziosi sulle loro percezioni e sulle sfide operative. I risultati confermano che il successo nel percorso DSA non è un traguardo accademico, ma una co-costruzione identitaria in cui il genitore deve assumere il ruolo di facilitatore emotivo e strategico, delegando la didattica a tutor esterni se necessario, per preservare un legame affettivo sano. La conclusione ribadisce l'urgenza di una genitorialità consapevole, empatica e informata come leva fondamentale per trasformare il DSA da ostacolo a opportunità di resilienza e piena realizzazione del potenziale individuale.
2024
Disturbo
Genitoriale
Compiti
DSA
Autonomia
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