Il presente lavoro esplora la complessità del trauma e le sue implicazioni educative attraverso un approccio integrato che coniuga prospettive psicologiche, neurobiologiche e pedagogiche. L’obiettivo della ricerca è indagare come l’educazione possa costituire uno spazio di cura e di rielaborazione del trauma, promuovendo percorsi di resilienza e di ricostruzione del sé. Muovendo dalla definizione del trauma proposta dal DSM-5-TR e dal modello biopsicosociale integrato, la tesi analizza l’esperienza traumatica come fenomeno multidimensionale che coinvolge mente, corpo e relazioni, superando la tradizionale distinzione tra ambiti terapeutici e educativi. Nel primo capitolo, il trauma viene descritto come un processo complesso che altera l’equilibrio psicofisiologico e relazionale dell’individuo, con ricadute sui sistemi di regolazione emotiva, sulle funzioni cognitive e sull’organizzazione del sé. Tale prospettiva riconosce l’importanza di un intervento che consideri simultaneamente fattori biologici, psicologici e sociali. Il secondo capitolo approfondisce il trauma in età evolutiva alla luce della teoria dell’attaccamento di Bowlby e Ainsworth e dei contributi di Liotti e Farina, evidenziando come le esperienze di trascuratezza, abuso o disorganizzazione relazionale possano generare modelli operativi interni disfunzionali. In questa fase, il fallimento delle figure di cura compromette lo sviluppo dell’autoregolazione e la capacità di fidarsi dell’altro, dando origine a forme di trauma evolutivo complesso. Il terzo capitolo propone un’analisi di due approcci educativi che incarnano i principi del modello trauma-informed: l’Outdoor Education e la Musicoterapia. Entrambi fondano il loro intervento sull’esperienza diretta, sul corpo e sulla relazione. L’Outdoor Education utilizza la natura come ambiente di apprendimento e di guarigione, promuovendo l’autonomia, la cooperazione e la regolazione emotiva attraverso l’esplorazione e il contatto con l’ambiente naturale. La Musicoterapia, invece, impiega il linguaggio sonoro come mezzo espressivo non verbale capace di facilitare la comunicazione e la trasformazione dei vissuti traumatici. Queste pratiche, pur diverse nelle metodologie, condividono la centralità della relazione e del vissuto corporeo come strumenti di ricomposizione della frattura traumatica. Nel quarto capitolo viene presentata la ricerca empirica, condotta mediante interviste qualitative a educatori e operatori socio-educativi. L’indagine ha evidenziato una crescente consapevolezza dell’importanza del trauma nei contesti educativi, ma anche la necessità di una formazione più specifica e di strumenti operativi condivisi. Gli educatori riconoscono la rilevanza di un approccio basato sull’empatia, sulla coerenza e sulla costruzione di ambienti sicuri, elementi essenziali per favorire la rielaborazione del trauma e la promozione della resilienza. Dall’analisi teorica ed empirica emerge l’urgenza di una cultura pedagogica informata al trauma, capace di integrare la dimensione terapeutica nella prassi educativa. L’educazione viene così intesa come atto di cura e di responsabilità collettiva, che accompagna l’individuo nella ricostruzione del senso di sé e della fiducia nel mondo. Outdoor Education e Musicoterapia si configurano come strumenti privilegiati per promuovere tale processo, offrendo esperienze di sicurezza, espressione e connessione. In conclusione, la tesi sostiene la necessità di un approccio interdisciplinare che unisca educazione e terapia, restituendo all’azione pedagogica la sua funzione di cura, trasformazione e rinascita.

Guerra & Abuso. Il trauma in età evolutiva e i supporti educativi alla psicoterapia

LIOTTI, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro esplora la complessità del trauma e le sue implicazioni educative attraverso un approccio integrato che coniuga prospettive psicologiche, neurobiologiche e pedagogiche. L’obiettivo della ricerca è indagare come l’educazione possa costituire uno spazio di cura e di rielaborazione del trauma, promuovendo percorsi di resilienza e di ricostruzione del sé. Muovendo dalla definizione del trauma proposta dal DSM-5-TR e dal modello biopsicosociale integrato, la tesi analizza l’esperienza traumatica come fenomeno multidimensionale che coinvolge mente, corpo e relazioni, superando la tradizionale distinzione tra ambiti terapeutici e educativi. Nel primo capitolo, il trauma viene descritto come un processo complesso che altera l’equilibrio psicofisiologico e relazionale dell’individuo, con ricadute sui sistemi di regolazione emotiva, sulle funzioni cognitive e sull’organizzazione del sé. Tale prospettiva riconosce l’importanza di un intervento che consideri simultaneamente fattori biologici, psicologici e sociali. Il secondo capitolo approfondisce il trauma in età evolutiva alla luce della teoria dell’attaccamento di Bowlby e Ainsworth e dei contributi di Liotti e Farina, evidenziando come le esperienze di trascuratezza, abuso o disorganizzazione relazionale possano generare modelli operativi interni disfunzionali. In questa fase, il fallimento delle figure di cura compromette lo sviluppo dell’autoregolazione e la capacità di fidarsi dell’altro, dando origine a forme di trauma evolutivo complesso. Il terzo capitolo propone un’analisi di due approcci educativi che incarnano i principi del modello trauma-informed: l’Outdoor Education e la Musicoterapia. Entrambi fondano il loro intervento sull’esperienza diretta, sul corpo e sulla relazione. L’Outdoor Education utilizza la natura come ambiente di apprendimento e di guarigione, promuovendo l’autonomia, la cooperazione e la regolazione emotiva attraverso l’esplorazione e il contatto con l’ambiente naturale. La Musicoterapia, invece, impiega il linguaggio sonoro come mezzo espressivo non verbale capace di facilitare la comunicazione e la trasformazione dei vissuti traumatici. Queste pratiche, pur diverse nelle metodologie, condividono la centralità della relazione e del vissuto corporeo come strumenti di ricomposizione della frattura traumatica. Nel quarto capitolo viene presentata la ricerca empirica, condotta mediante interviste qualitative a educatori e operatori socio-educativi. L’indagine ha evidenziato una crescente consapevolezza dell’importanza del trauma nei contesti educativi, ma anche la necessità di una formazione più specifica e di strumenti operativi condivisi. Gli educatori riconoscono la rilevanza di un approccio basato sull’empatia, sulla coerenza e sulla costruzione di ambienti sicuri, elementi essenziali per favorire la rielaborazione del trauma e la promozione della resilienza. Dall’analisi teorica ed empirica emerge l’urgenza di una cultura pedagogica informata al trauma, capace di integrare la dimensione terapeutica nella prassi educativa. L’educazione viene così intesa come atto di cura e di responsabilità collettiva, che accompagna l’individuo nella ricostruzione del senso di sé e della fiducia nel mondo. Outdoor Education e Musicoterapia si configurano come strumenti privilegiati per promuovere tale processo, offrendo esperienze di sicurezza, espressione e connessione. In conclusione, la tesi sostiene la necessità di un approccio interdisciplinare che unisca educazione e terapia, restituendo all’azione pedagogica la sua funzione di cura, trasformazione e rinascita.
2024
trauma evolutivo
guerra
abuso
musicoterapia
outdoor
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/4039