Lo scopo del presente elaborato è quello di fornire un’analisi in merito al tema dell’Outdoor Education, ripercorrendone le radici storiche e teoriche di riferimento, con un focus particolare sul valore pedagogico del rischio e dell’avventura all’interno dei contesti educativi all’aperto. Il primo capitolo dà spazio a un approfondimento relativo al pensiero dei precursori dell’Outdoor, tra i quali è possibile citare John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Johann Heinrich Pestalozzi e Friedrich Fröbel, i quali hanno indagato il rapporto tra bambino e natura, riconoscendo in esso un elemento fondamentale per lo sviluppo armonico degli individui. Con l’avvento dei processi di urbanizzazione verificatisi tra fine Ottocento e inizio Novecento (e in continua espansione tutt’oggi) è andato affermandosi il fenomeno dell’“indoorization”, alimentando così sempre più una massiccia critica verso la scuola tradizionale, distante dai reali bisogni dell’infanzia. In tale contesto si colloca la nascita e la diffusione delle scuole all’aperto in Europa e in Italia. Le pratiche adottate da queste scuole mostrano i benefici offerti da questo approccio educativo, fino a giungere alla realizzazione di una vera e propria pratica pedagogica strutturata e riconosciuta con il nome di Outdoor Education, il cui massimo esponente è Kurt Hahn. In quanto pratica in grado di coniugare l’esperienza diretta, l’avventura e l’apprendimento in un’ottica di formazione globale del soggetto, il secondo capitolo si sofferma sull’importanza dell’apprendimento esperienziale, tema approfondito da studiosi quali John Dewey e David Kolb. L’Outdoor Education viene individuato come metodo educativo privilegiato, in grado di mettere in contatto natura ed esperienza diretta e pratica all’interno di contesti educativi e scolastici. In merito, vengono illustrate alcune esperienze pedagogiche realizzate nel comune di Bologna e nella città di Biella. Particolare attenzione poi è dedicata alla figura dell’educatore o dell’insegnante che opera in contesti di Outdoor Education, sottolineando la valenza di una formazione adeguata e specifica. Il terzo e ultimo capitolo, infine, si focalizza sul tema dell’avventura e del rischio come strumenti pedagogici utilizzati all’interno di percorsi di Outdoor Education. Vengono illustrate pratiche educative di Outdoor Adventure Education come Forest School e scoutismo, le quali integrano attività formative a contatto con la natura in chiave avventurosa. A riguardo, risulta fondamentale affrontare anche la tematica del rischio e dell’educazione a esso, superando l’iperprotezione da parte di insegnanti e genitori per favorire l’apprendimento di competenze necessarie per poter affrontare situazioni complesse in modo consapevole. Viene infine affrontato il tema dell’alleanza scuola-famiglia come elemento essenziale per garantire una buona realizzazione delle proposte Outdoor, valorizzando la collaborazione tra educatori e genitori, la quale conduce all’attuazione di esperienze formative significative, sicure e coerenti. In un’epoca in cui l’attività fisica e il contatto con la natura diminuiscono sempre più a causa dell’eccessivo tempo trascorso al chiuso, a contatto con la tecnologia sempre più facilmente fruibile, diventa oggi un dovere etico quello di tutelare il diritto dei più piccoli a esplorare, sporcarsi, sperimentare, osservare, imparare a meravigliarsi dinanzi ai fenomeni naturali.
OUTDOOR EDUCATION: RADICI STORICHE, QUADRO TEORICO E VALORE PEDAGOGICO DELL’AVVENTURA.
RUSU, MIHAELA
2024/2025
Abstract
Lo scopo del presente elaborato è quello di fornire un’analisi in merito al tema dell’Outdoor Education, ripercorrendone le radici storiche e teoriche di riferimento, con un focus particolare sul valore pedagogico del rischio e dell’avventura all’interno dei contesti educativi all’aperto. Il primo capitolo dà spazio a un approfondimento relativo al pensiero dei precursori dell’Outdoor, tra i quali è possibile citare John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Johann Heinrich Pestalozzi e Friedrich Fröbel, i quali hanno indagato il rapporto tra bambino e natura, riconoscendo in esso un elemento fondamentale per lo sviluppo armonico degli individui. Con l’avvento dei processi di urbanizzazione verificatisi tra fine Ottocento e inizio Novecento (e in continua espansione tutt’oggi) è andato affermandosi il fenomeno dell’“indoorization”, alimentando così sempre più una massiccia critica verso la scuola tradizionale, distante dai reali bisogni dell’infanzia. In tale contesto si colloca la nascita e la diffusione delle scuole all’aperto in Europa e in Italia. Le pratiche adottate da queste scuole mostrano i benefici offerti da questo approccio educativo, fino a giungere alla realizzazione di una vera e propria pratica pedagogica strutturata e riconosciuta con il nome di Outdoor Education, il cui massimo esponente è Kurt Hahn. In quanto pratica in grado di coniugare l’esperienza diretta, l’avventura e l’apprendimento in un’ottica di formazione globale del soggetto, il secondo capitolo si sofferma sull’importanza dell’apprendimento esperienziale, tema approfondito da studiosi quali John Dewey e David Kolb. L’Outdoor Education viene individuato come metodo educativo privilegiato, in grado di mettere in contatto natura ed esperienza diretta e pratica all’interno di contesti educativi e scolastici. In merito, vengono illustrate alcune esperienze pedagogiche realizzate nel comune di Bologna e nella città di Biella. Particolare attenzione poi è dedicata alla figura dell’educatore o dell’insegnante che opera in contesti di Outdoor Education, sottolineando la valenza di una formazione adeguata e specifica. Il terzo e ultimo capitolo, infine, si focalizza sul tema dell’avventura e del rischio come strumenti pedagogici utilizzati all’interno di percorsi di Outdoor Education. Vengono illustrate pratiche educative di Outdoor Adventure Education come Forest School e scoutismo, le quali integrano attività formative a contatto con la natura in chiave avventurosa. A riguardo, risulta fondamentale affrontare anche la tematica del rischio e dell’educazione a esso, superando l’iperprotezione da parte di insegnanti e genitori per favorire l’apprendimento di competenze necessarie per poter affrontare situazioni complesse in modo consapevole. Viene infine affrontato il tema dell’alleanza scuola-famiglia come elemento essenziale per garantire una buona realizzazione delle proposte Outdoor, valorizzando la collaborazione tra educatori e genitori, la quale conduce all’attuazione di esperienze formative significative, sicure e coerenti. In un’epoca in cui l’attività fisica e il contatto con la natura diminuiscono sempre più a causa dell’eccessivo tempo trascorso al chiuso, a contatto con la tecnologia sempre più facilmente fruibile, diventa oggi un dovere etico quello di tutelare il diritto dei più piccoli a esplorare, sporcarsi, sperimentare, osservare, imparare a meravigliarsi dinanzi ai fenomeni naturali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4045