La tesi si propone di indagare il genere della poesia attraverso un approfondimento degli aspetti teorici, linguistico-cognitivi, emotivi e didattici con un'attenzione particolare alla funzione formativa che la poesia può assumere nel contesto scolastico. Il lavoro si articola in tre capitoli ognuno dei quali analizza un aspetto differente. Nel primo capitolo si esplora il mito della fanciullezza nella poesia attraverso un confronto tra la visione proposta da Giacomo Leopardi e quella offerta da Giovanni Pascoli riguardante la poetica del "fanciullino". Si evidenziano alcuni punti in comune e alcune divergenze tra i due poeti mettendo in luce come entrambi riconoscano nella figura del fanciullo una sensibilità pura, uno sguardo genuino e una percezione immaginifica della realtà. Nel secondo capitolo si approfondiscono due elementi costitutivi della poesia: il ritmo e la metafora. In particolare si esamina il ruolo della metafora non solo come elemento stilistico, ma in qualità di strumento cognitivo capace di strutturare il pensiero e organizzare la realtà. Attraverso un approfondimento della teoria della metafora concettuale si evidenzia il ruolo centrale della metafora nell'esperienza umana contribuendo alla costruzione di significati che vanno oltre l'ambito poetico. Infine il terzo capitolo è dedicato alla didattica della poesia nella scuola in quanto occasione di sviluppo del pensiero, della consapevolezza linguistica e dell'empatia. Si riportano alcune esperienze laboratoriali e alcune attività didattiche, riguardanti il ritmo e la metafora, svolte nel contesto scolastico con l'obiettivo di mostrare come la poesia possa essere un potente strumento educativo. La tesi mette in luce il valore della poesia come genere letterario, come strumento conoscitivo e come risorsa pedagogica.

La poesia come prassi didattica: uno strumento linguistico, cognitivo ed emotivo per l'apprendimento del bambino.

DI LECCE, MARTINA
2024/2025

Abstract

La tesi si propone di indagare il genere della poesia attraverso un approfondimento degli aspetti teorici, linguistico-cognitivi, emotivi e didattici con un'attenzione particolare alla funzione formativa che la poesia può assumere nel contesto scolastico. Il lavoro si articola in tre capitoli ognuno dei quali analizza un aspetto differente. Nel primo capitolo si esplora il mito della fanciullezza nella poesia attraverso un confronto tra la visione proposta da Giacomo Leopardi e quella offerta da Giovanni Pascoli riguardante la poetica del "fanciullino". Si evidenziano alcuni punti in comune e alcune divergenze tra i due poeti mettendo in luce come entrambi riconoscano nella figura del fanciullo una sensibilità pura, uno sguardo genuino e una percezione immaginifica della realtà. Nel secondo capitolo si approfondiscono due elementi costitutivi della poesia: il ritmo e la metafora. In particolare si esamina il ruolo della metafora non solo come elemento stilistico, ma in qualità di strumento cognitivo capace di strutturare il pensiero e organizzare la realtà. Attraverso un approfondimento della teoria della metafora concettuale si evidenzia il ruolo centrale della metafora nell'esperienza umana contribuendo alla costruzione di significati che vanno oltre l'ambito poetico. Infine il terzo capitolo è dedicato alla didattica della poesia nella scuola in quanto occasione di sviluppo del pensiero, della consapevolezza linguistica e dell'empatia. Si riportano alcune esperienze laboratoriali e alcune attività didattiche, riguardanti il ritmo e la metafora, svolte nel contesto scolastico con l'obiettivo di mostrare come la poesia possa essere un potente strumento educativo. La tesi mette in luce il valore della poesia come genere letterario, come strumento conoscitivo e come risorsa pedagogica.
2024
Poesia
Fanciullezza
Metafora
Ritmo
Didattica
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