La presente ricerca ha inteso esplorare la Sindrome di Munchausen per Procura (MSbP) – oggi nota nella letteratura medico-scientifica ‘disturbo fittizio imposto da altri’ – come fenomeno complesso, situato all’incrocio tra dimensioni psicologiche, sociali ed educative e come manifestazione estrema di una relazione genitore-figlio segnata da dinamiche di abuso e manipolazione. L’approccio scelto ha voluto coniugare la riflessione teorica con l’analisi di evidenze empiriche, cercando di restituire un quadro articolato del fenomeno e della sua collocazione all’interno delle più ampie categorie di maltrattamento e patologie della cura. Dall’analisi condotta emerge che la MSbP non può essere interpretata unicamente come una patologia individuale o come il prodotto di una devianza psicologica isolata, bensì come l’esito di una costellazione di fattori interdipendenti che coinvolgono la struttura familiare, le dinamiche affettive e relazionali, le rappresentazioni culturali della maternità e della cura, nonché le carenze dei sistemi di prevenzione e rilevamento da parte di tutto il sistema sanitario e sociale. In prospettiva futura, il lavoro suggerisce alcune linee di sviluppo sia sul piano della ricerca che su quello dell’intervento. Sul piano scientifico, appare urgente ampliare la base empirica relativa alla MSbP, promuovendo studi comparativi, indagini longitudinali e ricerche qualitative che permettano di esplorare la percezione soggettiva della sindrome da parte dei diversi attori coinvolti: madri, figli, operatori sanitari, educatori. Sul piano operativo, è auspicabile la definizione di protocolli condivisi di identificazione e presa in carico, che coinvolgano i servizi socio-sanitari, le istituzioni educative e la magistratura minorile in un lavoro congiunto e coordinato. In sintesi, le conclusioni di questo lavoro convergono sul fatto che la Sindrome di Munchausen per Procura rappresenta non solo una patologia clinica, ma anche un fallimento relazionale ed educativo che coinvolge l’intero sistema di cura e di protezione del minore, nonché del nostro sistema culturale. Assicurare una rete educativa valida si configura come un primo punto su cui far leva per riconoscere, comprendere e trattare il fenomeno. Conoscerlo ed affrontarlo impone quindi una riflessione collettiva sul significato della cura, sul ruolo della genitorialità e sulla responsabilità condivisa delle istituzioni educative e sociali, presupponendo una sfida alla quale il mondo dell’educazione non può più sottrarsi.
LA SINDROME DI MUNCHAUSEN PER PROCURA. Un'indagine psico-sociale sui meccanismi di abuso e le evidenze della ricerca.
PANZANI, STEFANIA
2024/2025
Abstract
La presente ricerca ha inteso esplorare la Sindrome di Munchausen per Procura (MSbP) – oggi nota nella letteratura medico-scientifica ‘disturbo fittizio imposto da altri’ – come fenomeno complesso, situato all’incrocio tra dimensioni psicologiche, sociali ed educative e come manifestazione estrema di una relazione genitore-figlio segnata da dinamiche di abuso e manipolazione. L’approccio scelto ha voluto coniugare la riflessione teorica con l’analisi di evidenze empiriche, cercando di restituire un quadro articolato del fenomeno e della sua collocazione all’interno delle più ampie categorie di maltrattamento e patologie della cura. Dall’analisi condotta emerge che la MSbP non può essere interpretata unicamente come una patologia individuale o come il prodotto di una devianza psicologica isolata, bensì come l’esito di una costellazione di fattori interdipendenti che coinvolgono la struttura familiare, le dinamiche affettive e relazionali, le rappresentazioni culturali della maternità e della cura, nonché le carenze dei sistemi di prevenzione e rilevamento da parte di tutto il sistema sanitario e sociale. In prospettiva futura, il lavoro suggerisce alcune linee di sviluppo sia sul piano della ricerca che su quello dell’intervento. Sul piano scientifico, appare urgente ampliare la base empirica relativa alla MSbP, promuovendo studi comparativi, indagini longitudinali e ricerche qualitative che permettano di esplorare la percezione soggettiva della sindrome da parte dei diversi attori coinvolti: madri, figli, operatori sanitari, educatori. Sul piano operativo, è auspicabile la definizione di protocolli condivisi di identificazione e presa in carico, che coinvolgano i servizi socio-sanitari, le istituzioni educative e la magistratura minorile in un lavoro congiunto e coordinato. In sintesi, le conclusioni di questo lavoro convergono sul fatto che la Sindrome di Munchausen per Procura rappresenta non solo una patologia clinica, ma anche un fallimento relazionale ed educativo che coinvolge l’intero sistema di cura e di protezione del minore, nonché del nostro sistema culturale. Assicurare una rete educativa valida si configura come un primo punto su cui far leva per riconoscere, comprendere e trattare il fenomeno. Conoscerlo ed affrontarlo impone quindi una riflessione collettiva sul significato della cura, sul ruolo della genitorialità e sulla responsabilità condivisa delle istituzioni educative e sociali, presupponendo una sfida alla quale il mondo dell’educazione non può più sottrarsi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
stefania.panzani.pdf_a.pdf
accesso aperto
Dimensione
2.62 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.62 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/4061