La presente tesi affronta il tema dei compiti a casa, ponendo l’attenzione sul loro impatto educativo, psicologico e sociale, con particolare riferimento agli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES), Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). I compiti, tradizionalmente concepiti come strumento per consolidare l’apprendimento e favorire l’autonomia, si configurano oggi come pratica controversa, spesso fonte di stress, ansia e conflitti familiari. La ricerca intende analizzare in che misura tali attività contribuiscano al successo scolastico o, al contrario, rappresentino un ostacolo al benessere complessivo degli studenti. Il lavoro si articola in più fasi. Nel primo capitolo viene delineata una cornice teorico-pedagogica sui compiti a casa, con particolare attenzione al dibattito internazionale, alle criticità rilevate dalla letteratura e alle implicazioni educative per gli alunni con difficoltà. Nel secondo capitolo si propone una scoping review condotta attraverso banche dati scientifiche (PsycInfo, PubMed, Scopus), volta a sistematizzare le evidenze esistenti sul rapporto tra compiti, rendimento scolastico e benessere psicologico. La revisione ha permesso di individuare studi che evidenziano sia potenzialità (sviluppo di autonomia, consolidamento delle competenze) sia rischi (sovraccarico, riduzione del tempo libero, aumento di stress e disuguaglianze). Il terzo capitolo presenta un progetto sperimentale realizzato con i genitori dei bambini di una scuola primaria del comune di Reggio Emilia, incentrato sulla lettura e successiva discussione del libro “Il mostro dei compiti” di Francesca Cavallini. L’intervento ha previsto la somministrazione di un’intervista e momenti di confronto con i genitori dei bambini per raccogliere feedback sull’esperienza e stimolare una riflessione condivisa sul significato e sul valore dei compiti a casa. I dati raccolti, suggeriscono che la narrazione e la mediazione culturale possano rappresentare strumenti utili per ridurre la conflittualità, promuovere l’empatia e rafforzare l’alleanza educativa tra scuola e famiglia. Infine, alcune riflessioni conclusive e prospettive di miglioramento, sottolineando la necessità di un ripensamento dei compiti in chiave inclusiva. L’obiettivo è trasformarli da mero adempimento scolastico a occasione formativa capace di valorizzare le differenze, sostenere l’autonomia e favorire il benessere. La tesi si propone così di offrire un contributo al dibattito pedagogico contemporaneo, suggerendo che una scuola più attenta ai bisogni degli studenti non può prescindere da un ripensamento critico e innovativo della pratica dei compiti a casa.
Oltre i compiti a casa. Un percorso di ricerca e riflessione sull’inclusione, il benessere e la partecipazione dei genitori di alunni con BES, DSA e ADHD nella scuola primaria.
VILLIRILLO, FEDERICA
2024/2025
Abstract
La presente tesi affronta il tema dei compiti a casa, ponendo l’attenzione sul loro impatto educativo, psicologico e sociale, con particolare riferimento agli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES), Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). I compiti, tradizionalmente concepiti come strumento per consolidare l’apprendimento e favorire l’autonomia, si configurano oggi come pratica controversa, spesso fonte di stress, ansia e conflitti familiari. La ricerca intende analizzare in che misura tali attività contribuiscano al successo scolastico o, al contrario, rappresentino un ostacolo al benessere complessivo degli studenti. Il lavoro si articola in più fasi. Nel primo capitolo viene delineata una cornice teorico-pedagogica sui compiti a casa, con particolare attenzione al dibattito internazionale, alle criticità rilevate dalla letteratura e alle implicazioni educative per gli alunni con difficoltà. Nel secondo capitolo si propone una scoping review condotta attraverso banche dati scientifiche (PsycInfo, PubMed, Scopus), volta a sistematizzare le evidenze esistenti sul rapporto tra compiti, rendimento scolastico e benessere psicologico. La revisione ha permesso di individuare studi che evidenziano sia potenzialità (sviluppo di autonomia, consolidamento delle competenze) sia rischi (sovraccarico, riduzione del tempo libero, aumento di stress e disuguaglianze). Il terzo capitolo presenta un progetto sperimentale realizzato con i genitori dei bambini di una scuola primaria del comune di Reggio Emilia, incentrato sulla lettura e successiva discussione del libro “Il mostro dei compiti” di Francesca Cavallini. L’intervento ha previsto la somministrazione di un’intervista e momenti di confronto con i genitori dei bambini per raccogliere feedback sull’esperienza e stimolare una riflessione condivisa sul significato e sul valore dei compiti a casa. I dati raccolti, suggeriscono che la narrazione e la mediazione culturale possano rappresentare strumenti utili per ridurre la conflittualità, promuovere l’empatia e rafforzare l’alleanza educativa tra scuola e famiglia. Infine, alcune riflessioni conclusive e prospettive di miglioramento, sottolineando la necessità di un ripensamento dei compiti in chiave inclusiva. L’obiettivo è trasformarli da mero adempimento scolastico a occasione formativa capace di valorizzare le differenze, sostenere l’autonomia e favorire il benessere. La tesi si propone così di offrire un contributo al dibattito pedagogico contemporaneo, suggerendo che una scuola più attenta ai bisogni degli studenti non può prescindere da un ripensamento critico e innovativo della pratica dei compiti a casa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4073