La presente tesi affronta il fenomeno del bullismo scolastico, analizzandone le caratteristiche, le cause, le conseguenze e le strategie di prevenzione e intervento, con un focus particolare sul ruolo fondamentale della comunità educativa. Il bullismo viene definito come un comportamento aggressivo, intenzionale e ripetuto nel tempo, esercitato da uno o più individui nei confronti di una vittima che spesso ha difficoltà a difendersi. L’analisi comprende la descrizione dei vari ruoli presenti nel fenomeno, quali bullo, vittima, gregari e osservatori, e le diverse tipologie di bullismo, dal diretto (fisico e verbale) all’indiretto (relazionale e manipolativo), comprese forme sempre più diffuse come il bullismo discriminatorio e il cyberbullismo. La ricerca esplora anche le differenze legate all’età e al genere, evidenziando come i comportamenti aggressivi evolvano nel tempo e come i ragazzi maschi tendano maggiormente ad assumere ruoli di bullo, mentre le femmine si manifestano nei ruoli di vittima o di prevaricazione più sottili, spesso legati a dinamiche relazionali. Vengono inoltre approfonditi i fattori di rischio, includendo predisposizioni genetiche, contesti familiari, influenze sociali e culturali, con particolare attenzione all’importanza del contesto scolastico come ambiente di crescita e prevenzione. La tesi dedica ampio spazio alle strategie di prevenzione, sottolineando l’importanza della prevenzione precoce e continua, che deve coinvolgere non solo gli studenti ma anche insegnanti, famiglie e l’intera comunità educativa. Si descrivono i vari livelli di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e si evidenzia l’efficacia degli interventi basati su modelli evidence-based, come il programma KiVa e altri approcci integrati che promuovono l’empatia, l’assertività e il rispetto reciproco. Lavorare sulla costruzione di un clima scolastico positivo emerge come fondamentale per creare un ambiente inclusivo, capace di contrastare efficacemente la diffusione delle prepotenze. Inoltre, la tesi considera necessario il ruolo dei genitori e delle famiglie nel processo di prevenzione e intervento, evidenziando l’importanza di un dialogo costante e di un coinvolgimento attivo, tramite attività di sensibilizzazione e formazione, quale fattore di successo nel contrasto al bullismo. Infine, la tesi si concentra sul ruolo fondamentale della comunità educativa nel promuovere l'inclusione e nel contrastare gli stereotipi di genere, che rappresentano una delle radici profonde del bullismo. Si evidenzia come gli stereotipi di genere, consolidati fin dalla prima infanzia, influenzino negativamente non solo l'autostima dei bambini e dei ragazzi, ma anche le dinamiche di relazione con i pari, contribuendo a generare esclusione e discriminazione. Si sottolinea l'importanza dell'educazione alla parità come strumento preventivo indispensabile per costruire ambienti scolastici inclusivi, rispettosi delle differenze e capaci di valorizzare la libertà di espressione di ruoli di genere non stereotipati. Questa prospettiva amplia il concetto di prevenzione del bullismo, spostandolo da una lettura centrata sull'individuo a una visione sistemica che investe la cultura scolastica e sociale più ampia, impegnando il sistema educativo a favorire una cultura di inclusione, parità e rispetto delle diversità come basi essenziali per il benessere e la crescita armoniosa di tutte le nuove generazioni.

Il bullismo scolastico: prevenzione, intervento e ruolo della comunità educativa.

ANFOSSO, SERENA
2024/2025

Abstract

La presente tesi affronta il fenomeno del bullismo scolastico, analizzandone le caratteristiche, le cause, le conseguenze e le strategie di prevenzione e intervento, con un focus particolare sul ruolo fondamentale della comunità educativa. Il bullismo viene definito come un comportamento aggressivo, intenzionale e ripetuto nel tempo, esercitato da uno o più individui nei confronti di una vittima che spesso ha difficoltà a difendersi. L’analisi comprende la descrizione dei vari ruoli presenti nel fenomeno, quali bullo, vittima, gregari e osservatori, e le diverse tipologie di bullismo, dal diretto (fisico e verbale) all’indiretto (relazionale e manipolativo), comprese forme sempre più diffuse come il bullismo discriminatorio e il cyberbullismo. La ricerca esplora anche le differenze legate all’età e al genere, evidenziando come i comportamenti aggressivi evolvano nel tempo e come i ragazzi maschi tendano maggiormente ad assumere ruoli di bullo, mentre le femmine si manifestano nei ruoli di vittima o di prevaricazione più sottili, spesso legati a dinamiche relazionali. Vengono inoltre approfonditi i fattori di rischio, includendo predisposizioni genetiche, contesti familiari, influenze sociali e culturali, con particolare attenzione all’importanza del contesto scolastico come ambiente di crescita e prevenzione. La tesi dedica ampio spazio alle strategie di prevenzione, sottolineando l’importanza della prevenzione precoce e continua, che deve coinvolgere non solo gli studenti ma anche insegnanti, famiglie e l’intera comunità educativa. Si descrivono i vari livelli di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) e si evidenzia l’efficacia degli interventi basati su modelli evidence-based, come il programma KiVa e altri approcci integrati che promuovono l’empatia, l’assertività e il rispetto reciproco. Lavorare sulla costruzione di un clima scolastico positivo emerge come fondamentale per creare un ambiente inclusivo, capace di contrastare efficacemente la diffusione delle prepotenze. Inoltre, la tesi considera necessario il ruolo dei genitori e delle famiglie nel processo di prevenzione e intervento, evidenziando l’importanza di un dialogo costante e di un coinvolgimento attivo, tramite attività di sensibilizzazione e formazione, quale fattore di successo nel contrasto al bullismo. Infine, la tesi si concentra sul ruolo fondamentale della comunità educativa nel promuovere l'inclusione e nel contrastare gli stereotipi di genere, che rappresentano una delle radici profonde del bullismo. Si evidenzia come gli stereotipi di genere, consolidati fin dalla prima infanzia, influenzino negativamente non solo l'autostima dei bambini e dei ragazzi, ma anche le dinamiche di relazione con i pari, contribuendo a generare esclusione e discriminazione. Si sottolinea l'importanza dell'educazione alla parità come strumento preventivo indispensabile per costruire ambienti scolastici inclusivi, rispettosi delle differenze e capaci di valorizzare la libertà di espressione di ruoli di genere non stereotipati. Questa prospettiva amplia il concetto di prevenzione del bullismo, spostandolo da una lettura centrata sull'individuo a una visione sistemica che investe la cultura scolastica e sociale più ampia, impegnando il sistema educativo a favorire una cultura di inclusione, parità e rispetto delle diversità come basi essenziali per il benessere e la crescita armoniosa di tutte le nuove generazioni.
2024
Bullismo scolastico
Prevenzione
Stereotipi di genere
Inclusione
Parità
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