Nel corso degli ultimi vent’anni, l’evoluzione delle tecnologie digitali ha avuto un impatto profondo e sistemico su numerosi settori economici e culturali, cambiando radicalmente le modalità attraverso cui i brand interagiscono con i propri pubblici di riferimento. Tra i settori maggiormente influenzati da tale trasformazione vi è senza dubbio quello della cosmetica e della bellezza, un’industria da sempre legata alla comunicazione visiva, alla costruzione di immaginari e alla promozione di ideali aspirazionali, e che, a seguito di queste trasformazioni, oggi si trova al centro del dialogo tra estetica, identità, rappresentazione e tecnologia. L’avvento del digitale ha rivoluzionato l’intero sistema di valori, linguaggi e relazioni che sostenevano la comunicazione di marca nel settore beauty. Da un modello di comunicazione aspirazionale, unidirezionale e centrato su canoni estetici rigidi e stereotipati, si è passati a un ecosistema partecipativo, fluido e in continuo dialogo con una comunità di consumatori sempre più consapevoli, informati ed esigenti: autenticità e inclusione diventano delle dimensioni strategiche imprescindibili per la sopravvivenza e la rilevanza dei brand in un mercato iper-competitivo e iper-connesso. In questo scenario, i social media rappresentano il motore principale del cambiamento. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube non solo hanno ampliato le possibilità narrative dei brand beauty, ma hanno anche ridefinito le modalità di scoperta, consumo e raccomandazione dei prodotti. La centralità dell’immagine, la velocità di diffusione virale dei contenuti e la possibilità di interazione immediata, rendono i social luoghi privilegiati per la costruzione di identità di marca visive e relazionali (Marwick, 2015). Non si tratta più solo di “comunicare” un prodotto, ma di creare esperienze di senso che coinvolgano emotivamente, rappresentino valori condivisi e generino appartenenza a una community. In questo panorama si assiste ad una crescente professionalizzazione dell’influencer marketing come leva strategica, con il coinvolgimento di figure ibride come i founder-influencer (es. Rihanna per Fenty Beauty) e i brand ambassador digitali che operano come ponte tra marca e consumatori. I brand non comunicano più da soli: delegano parte della propria identità a soggetti esterni, operando un vero e proprio outsourcing narrativo che, se gestito con coerenza, può rafforzare la brand authenticity e amplificare la visibilità della marca
La trasformazione della comunicazione beauty nell'era digitale: tra autenticità e inclusione
CARBONI, ELENA
2024/2025
Abstract
Nel corso degli ultimi vent’anni, l’evoluzione delle tecnologie digitali ha avuto un impatto profondo e sistemico su numerosi settori economici e culturali, cambiando radicalmente le modalità attraverso cui i brand interagiscono con i propri pubblici di riferimento. Tra i settori maggiormente influenzati da tale trasformazione vi è senza dubbio quello della cosmetica e della bellezza, un’industria da sempre legata alla comunicazione visiva, alla costruzione di immaginari e alla promozione di ideali aspirazionali, e che, a seguito di queste trasformazioni, oggi si trova al centro del dialogo tra estetica, identità, rappresentazione e tecnologia. L’avvento del digitale ha rivoluzionato l’intero sistema di valori, linguaggi e relazioni che sostenevano la comunicazione di marca nel settore beauty. Da un modello di comunicazione aspirazionale, unidirezionale e centrato su canoni estetici rigidi e stereotipati, si è passati a un ecosistema partecipativo, fluido e in continuo dialogo con una comunità di consumatori sempre più consapevoli, informati ed esigenti: autenticità e inclusione diventano delle dimensioni strategiche imprescindibili per la sopravvivenza e la rilevanza dei brand in un mercato iper-competitivo e iper-connesso. In questo scenario, i social media rappresentano il motore principale del cambiamento. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube non solo hanno ampliato le possibilità narrative dei brand beauty, ma hanno anche ridefinito le modalità di scoperta, consumo e raccomandazione dei prodotti. La centralità dell’immagine, la velocità di diffusione virale dei contenuti e la possibilità di interazione immediata, rendono i social luoghi privilegiati per la costruzione di identità di marca visive e relazionali (Marwick, 2015). Non si tratta più solo di “comunicare” un prodotto, ma di creare esperienze di senso che coinvolgano emotivamente, rappresentino valori condivisi e generino appartenenza a una community. In questo panorama si assiste ad una crescente professionalizzazione dell’influencer marketing come leva strategica, con il coinvolgimento di figure ibride come i founder-influencer (es. Rihanna per Fenty Beauty) e i brand ambassador digitali che operano come ponte tra marca e consumatori. I brand non comunicano più da soli: delegano parte della propria identità a soggetti esterni, operando un vero e proprio outsourcing narrativo che, se gestito con coerenza, può rafforzare la brand authenticity e amplificare la visibilità della marca| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4107