L’attività è nata da una richiesta proveniente dall’approvazione della nuova normativa antinquinamento Euro 7. Questa richiede ai veicoli che saranno immessi in commercio di essere equipaggiati di un sistema, chiamato On-Board Monitorig – OBM, per la misurazione continuativa degli inquinanti, in particolare per ossidi di azoto NOx e particolato PM in una prima fase. Da questa richiesta nasce l’esigenza di avere uno strumento che possa sostituire i sensori quando questi risultano non disponibili per le misurazioni. I modelli sono la risposta a tale esigenza, possono essere impiegati senza limitazioni, ma devono fornire una stima realistica di ciò che effettivamente viene emesso in ambiente. Alla luce di ciò si è reso necessario intervenire sul modello chimico implementato in centralina per la stima della conversione dei NOx da parte del sistema aftertreatment e, per complementarità, anche della stima dei NOx rilasciati in ambiente. Dunque, per definire come agire sul modello, è stato effettuato uno studio sull’influenza dei parametri in input al modello, dal quale sono stati riconosciuti la portata massica di gas di scarico e lo storage di NH3 nello SCRoF come principali fattori che determinano l’imprecisione del modello. La fase successiva ha visto la generazione delle mappe e curve correttive, con le quali è stato corretto il modello originale. Il fattore correttivo da moltiplicare al quantitativo di NOx stimato a valle del rispettivo catalizzatore viene selezionato entrando in mappa o curva con il valore istantaneo dei canali utilizzati per costruirle. Infine, per assecondare con le correzioni il trasferimento di efficienza dallo SCRoF allo SCRuF è stata implementata un’ulteriore curva per rimodulare le correzioni in funzione della fase operativa che interessa quel particolare catalizzatore, in questo caso descritta tramite la temperatura media dello SCRoF. In conclusione, i risultati ottenuti tramite applicazione delle correzioni, come sopra ideate, hanno avuto riscontro positivo, soprattutto se confrontati con quanto evidenziato nella fase di studio del modello e delle sue prestazioni originali. La bontà delle correzioni impiegate è possibile anche riscontrarla dal pieno soddisfacimento dei vincoli imposti dalla normativa: il limite inferiore, per non sottostimare più del 30% rispetto alle emissioni dichiarate in fase di omologazione; il limite superiore, sempre imposto da normativa e rappresentato dal limite di emissioni per ottenere l’omologazione.

Sviluppo di calibrazione Modello NOx Tailpipe per Light-Duty Vehicle in ottica normativa Euro 7

AGOSTA, CARMELO
2024/2025

Abstract

L’attività è nata da una richiesta proveniente dall’approvazione della nuova normativa antinquinamento Euro 7. Questa richiede ai veicoli che saranno immessi in commercio di essere equipaggiati di un sistema, chiamato On-Board Monitorig – OBM, per la misurazione continuativa degli inquinanti, in particolare per ossidi di azoto NOx e particolato PM in una prima fase. Da questa richiesta nasce l’esigenza di avere uno strumento che possa sostituire i sensori quando questi risultano non disponibili per le misurazioni. I modelli sono la risposta a tale esigenza, possono essere impiegati senza limitazioni, ma devono fornire una stima realistica di ciò che effettivamente viene emesso in ambiente. Alla luce di ciò si è reso necessario intervenire sul modello chimico implementato in centralina per la stima della conversione dei NOx da parte del sistema aftertreatment e, per complementarità, anche della stima dei NOx rilasciati in ambiente. Dunque, per definire come agire sul modello, è stato effettuato uno studio sull’influenza dei parametri in input al modello, dal quale sono stati riconosciuti la portata massica di gas di scarico e lo storage di NH3 nello SCRoF come principali fattori che determinano l’imprecisione del modello. La fase successiva ha visto la generazione delle mappe e curve correttive, con le quali è stato corretto il modello originale. Il fattore correttivo da moltiplicare al quantitativo di NOx stimato a valle del rispettivo catalizzatore viene selezionato entrando in mappa o curva con il valore istantaneo dei canali utilizzati per costruirle. Infine, per assecondare con le correzioni il trasferimento di efficienza dallo SCRoF allo SCRuF è stata implementata un’ulteriore curva per rimodulare le correzioni in funzione della fase operativa che interessa quel particolare catalizzatore, in questo caso descritta tramite la temperatura media dello SCRoF. In conclusione, i risultati ottenuti tramite applicazione delle correzioni, come sopra ideate, hanno avuto riscontro positivo, soprattutto se confrontati con quanto evidenziato nella fase di studio del modello e delle sue prestazioni originali. La bontà delle correzioni impiegate è possibile anche riscontrarla dal pieno soddisfacimento dei vincoli imposti dalla normativa: il limite inferiore, per non sottostimare più del 30% rispetto alle emissioni dichiarate in fase di omologazione; il limite superiore, sempre imposto da normativa e rappresentato dal limite di emissioni per ottenere l’omologazione.
2024
Calibrazione
Euro 7
Inquinanti
NOx
Motore Diesel
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