La Transizione 5.0 si configura come un’agevolazione proposta alle imprese e al tessuto industriale italiano in termini di credito d’imposta promossa dalla Repubblica Italiana per il biennio 2024-2025 nel contesto dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa si inserisce in un contesto europeo ed italiano profondamente segnato, da un punto di vista economico, sia dalla pandemia di COVID-19 sia dal conflitto russo-ucraino. I nuovi scenari e i nuovi equilibri geopolitici hanno fatto emergere la necessità di un utilizzo più lean delle risorse disponibili, cercando di rilanciare l’economia europea e renderla nuovamente competitiva nel mercato globale, pur rispettando gli impegni presi per contrastare il cambiamento climatico. L’Unione Europea stanzia quindi dei fondi per ciascun stato membro al fine di supportare ogni paese ad adeguarsi ai nuovi standard proposti. L’Italia presenta quindi il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), all’interno del quale nasce il progetto della Transizione 5.0. Questa riprende alcuni concetti legati alla precedente Industria 4.0 in materia di transizione digitale, come, ad esempio, il concetto di interconnessione e ne introduce di nuovi, specialmente in campo di efficientamento e risparmio energetico. Il Ministero delle Imprese e del Made In Italy (MIMIT), in collaborazione con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) stanziano 6,4 miliardi di euro al fine di permettere alle aziende di investire in nuove apparecchiature, in strumenti, software, impianti di autoproduzione dell’energia e in corsi di formazione, tutti volti a generare un risparmio energetico o, quantomeno una riduzione dei propri consumi. Tutte le imprese che aderiscono alla Transizione 5.0 si vedranno assegnato un beneficio descritto da un’aliquota variabile, la quale è funzionale al rispetto dei vincoli imposti dall’Industria 4.0 e, soprattutto, del risparmio energetico introdotto con la Transizione 5.0. Il risparmio energetico viene certificato attraverso un calcolo, secondo le modalità descritte dal MIMIT, e tutta la documentazione a supporto necessaria all’ottenimento della certificazione deve essere presentata entro e non oltre il 31/12/2025. Nel presente documento quindi, si andranno ad analizzare il quadro normativo ed il contesto di riferimento sia europeo che italiano, valutando i milestones che hanno portato alla legislazione della Transizione 5.0. Si analizzeranno quindi i testi di legge e i documenti emanati dal MIMIT e dal GSE, con particolare riferimento alla Circolare Operativa, dove vengono descritti i processi e gli step che un’impresa deve seguire per l’ottenimento del beneficio. La trattazione verrà arricchita da esempi, volti ad una comprensione più approfondita dei concetti e si porteranno numerosi casi di studio, volti a mostrare concretamente quali processi e quali attività vengono implementate da un punto di vista consulenziale per supportare un’impresa nel percorso di ottenimento del beneficio. Infine, si vuole mostrare l’efficacia della Transizione 5.0, nonché la partecipazione e l’entusiasmo del tessuto produttivo italiano all’agevolazione proposta, puntando lo sguardo verso il futuro della Transizione 5.0 e alle nuove proposte del MIMIT per il 2026.

Transizione 5.0 – Analisi tecnico-ingegneristica delle attività e dei processi per la certificazione

GHIDINI, GIANNI
2024/2025

Abstract

La Transizione 5.0 si configura come un’agevolazione proposta alle imprese e al tessuto industriale italiano in termini di credito d’imposta promossa dalla Repubblica Italiana per il biennio 2024-2025 nel contesto dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questa si inserisce in un contesto europeo ed italiano profondamente segnato, da un punto di vista economico, sia dalla pandemia di COVID-19 sia dal conflitto russo-ucraino. I nuovi scenari e i nuovi equilibri geopolitici hanno fatto emergere la necessità di un utilizzo più lean delle risorse disponibili, cercando di rilanciare l’economia europea e renderla nuovamente competitiva nel mercato globale, pur rispettando gli impegni presi per contrastare il cambiamento climatico. L’Unione Europea stanzia quindi dei fondi per ciascun stato membro al fine di supportare ogni paese ad adeguarsi ai nuovi standard proposti. L’Italia presenta quindi il suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), all’interno del quale nasce il progetto della Transizione 5.0. Questa riprende alcuni concetti legati alla precedente Industria 4.0 in materia di transizione digitale, come, ad esempio, il concetto di interconnessione e ne introduce di nuovi, specialmente in campo di efficientamento e risparmio energetico. Il Ministero delle Imprese e del Made In Italy (MIMIT), in collaborazione con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) stanziano 6,4 miliardi di euro al fine di permettere alle aziende di investire in nuove apparecchiature, in strumenti, software, impianti di autoproduzione dell’energia e in corsi di formazione, tutti volti a generare un risparmio energetico o, quantomeno una riduzione dei propri consumi. Tutte le imprese che aderiscono alla Transizione 5.0 si vedranno assegnato un beneficio descritto da un’aliquota variabile, la quale è funzionale al rispetto dei vincoli imposti dall’Industria 4.0 e, soprattutto, del risparmio energetico introdotto con la Transizione 5.0. Il risparmio energetico viene certificato attraverso un calcolo, secondo le modalità descritte dal MIMIT, e tutta la documentazione a supporto necessaria all’ottenimento della certificazione deve essere presentata entro e non oltre il 31/12/2025. Nel presente documento quindi, si andranno ad analizzare il quadro normativo ed il contesto di riferimento sia europeo che italiano, valutando i milestones che hanno portato alla legislazione della Transizione 5.0. Si analizzeranno quindi i testi di legge e i documenti emanati dal MIMIT e dal GSE, con particolare riferimento alla Circolare Operativa, dove vengono descritti i processi e gli step che un’impresa deve seguire per l’ottenimento del beneficio. La trattazione verrà arricchita da esempi, volti ad una comprensione più approfondita dei concetti e si porteranno numerosi casi di studio, volti a mostrare concretamente quali processi e quali attività vengono implementate da un punto di vista consulenziale per supportare un’impresa nel percorso di ottenimento del beneficio. Infine, si vuole mostrare l’efficacia della Transizione 5.0, nonché la partecipazione e l’entusiasmo del tessuto produttivo italiano all’agevolazione proposta, puntando lo sguardo verso il futuro della Transizione 5.0 e alle nuove proposte del MIMIT per il 2026.
2024
Transizione 5.0
Project Management
Risparmio Energetico
Energy Management
Data Management
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