Il panorama economico italiano è caratterizzato da una forte presenza di imprese a carattere familiare la cui caratteristica principale è rappresentata dall’unione del sistema impresa-famiglia, dove valori e ruoli assumono una dimensione molto spesso unica ed indistinguibile. Questo elemento rappresenta un punto di forza, per il forte senso di identificazione della famiglia nell’impresa e l’impegno che ne consegue. D’altra parte, questo legame può rappresentare un punto di debolezza per le dinamiche che, dal nucleo familiare, si ripercuotono nell’organizzazione. Nelle imprese familiari di piccole e medie dimensioni, il confine tra organizzazione e famiglia è ancora più sottile e la mancanza di strutture di governance e pratiche formalizzate può penalizzare il business. L’assenza di ruoli definiti e l’accentramento di potere nelle mani del leader rischiano di compromettere la competitività e lo sviluppo dell’azienda. La sfida maggiore che le imprese familiari, e non solo, devono affrontare riguarda il passaggio generazionale e la garanzia della continuità dell’impresa. La scarsa cultura della pianificazione e la mancanza di preparazione alla trasmissione aziendale determinano spesso insuccessi nel mantenimento dell'attività. In questo contesto, la pianificazione successoria e patrimoniale rappresentano un asset fondamentale al fine di anticipare la trasmissione e guidarla affinchè sia realizzabile, sostenibile e soprattutto duratura. Tra i vari istituti giuridici applicabili nel family business, il trust rappresenta uno strumento all’avanguardia che può garantire la tutela patrimoniale e la successione d’impresa. Si tratta di un istituto di origine anglosassone diffusosi nel sistema italiano in seguito alla convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985. Il trust riconosciuto dalla convenzione presenta alcune differenze rispetto al modello originario sviluppatosi nei paesi common law, a causa delle diversità strutturali tra i rispettivi sistemi giuridici. L’adozione del trust rende la pianificazione successoria ancora più efficiente e sostenibile, anche dal punto di vista fiscale, grazie sia al regime tributario sia alle aliquote e alle franchigie previste dalla normativa italiana in materia di imposte di successione. Il passaggio generazionale è un processo lungo e articolato, la cui fase più delicata riguarda proprio la convivenza tra generazioni. Da questa interazione possono nascere conflitti e criticità che mettono a rischio il buon esito della successione. In un contesto caratterizzato da una limitata cultura della pianificazione, vi sono tuttavia imprenditori lungimiranti che hanno deciso di investire nella tutela del patrimonio e sul futuro dell’impresa. Un esempio emblematico è quello di Giorgio Tabellini, presidente e fondatore del Gruppo PEI, storica impresa bolognese leader nel settore delle protezioni per macchine utensili in Europa. Grazie a un approccio consapevole alla pianificazione patrimoniale e a scelte coerenti con i propri obiettivi, Tabellini si è avvicinato al trust in un periodo in cui questo istituto giuridico era ancora poco conosciuto tra gli imprenditori italiani. Con il supporto di consulenti esperti e figure chiave, l’istituzione del trust gli ha permesso di tutelare il patrimonio aziendale e familiare, garantendone stabilità e crescita, e al tempo stesso di assicurare la continuità e lo sviluppo costante dell’impresa a prescindere dalla dimensione familiare. Impresa e famiglia, quindi, possono costituire un binomio vincente se supportate da una gestione consapevole delle relazioni e delle strutture di governance, indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Solo un approccio preventivo alla successione d’impresa consente di tutelare il patrimonio da eventuali imprevisti e di garantire la continuità e i risultati dell’attività imprenditoriale.
Passaggio generazionale e pianificazione patrimoniale nel family business: il trust nel caso di successo del gruppo P.E.I.
BARBIERI, ELEONORA
2024/2025
Abstract
Il panorama economico italiano è caratterizzato da una forte presenza di imprese a carattere familiare la cui caratteristica principale è rappresentata dall’unione del sistema impresa-famiglia, dove valori e ruoli assumono una dimensione molto spesso unica ed indistinguibile. Questo elemento rappresenta un punto di forza, per il forte senso di identificazione della famiglia nell’impresa e l’impegno che ne consegue. D’altra parte, questo legame può rappresentare un punto di debolezza per le dinamiche che, dal nucleo familiare, si ripercuotono nell’organizzazione. Nelle imprese familiari di piccole e medie dimensioni, il confine tra organizzazione e famiglia è ancora più sottile e la mancanza di strutture di governance e pratiche formalizzate può penalizzare il business. L’assenza di ruoli definiti e l’accentramento di potere nelle mani del leader rischiano di compromettere la competitività e lo sviluppo dell’azienda. La sfida maggiore che le imprese familiari, e non solo, devono affrontare riguarda il passaggio generazionale e la garanzia della continuità dell’impresa. La scarsa cultura della pianificazione e la mancanza di preparazione alla trasmissione aziendale determinano spesso insuccessi nel mantenimento dell'attività. In questo contesto, la pianificazione successoria e patrimoniale rappresentano un asset fondamentale al fine di anticipare la trasmissione e guidarla affinchè sia realizzabile, sostenibile e soprattutto duratura. Tra i vari istituti giuridici applicabili nel family business, il trust rappresenta uno strumento all’avanguardia che può garantire la tutela patrimoniale e la successione d’impresa. Si tratta di un istituto di origine anglosassone diffusosi nel sistema italiano in seguito alla convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985. Il trust riconosciuto dalla convenzione presenta alcune differenze rispetto al modello originario sviluppatosi nei paesi common law, a causa delle diversità strutturali tra i rispettivi sistemi giuridici. L’adozione del trust rende la pianificazione successoria ancora più efficiente e sostenibile, anche dal punto di vista fiscale, grazie sia al regime tributario sia alle aliquote e alle franchigie previste dalla normativa italiana in materia di imposte di successione. Il passaggio generazionale è un processo lungo e articolato, la cui fase più delicata riguarda proprio la convivenza tra generazioni. Da questa interazione possono nascere conflitti e criticità che mettono a rischio il buon esito della successione. In un contesto caratterizzato da una limitata cultura della pianificazione, vi sono tuttavia imprenditori lungimiranti che hanno deciso di investire nella tutela del patrimonio e sul futuro dell’impresa. Un esempio emblematico è quello di Giorgio Tabellini, presidente e fondatore del Gruppo PEI, storica impresa bolognese leader nel settore delle protezioni per macchine utensili in Europa. Grazie a un approccio consapevole alla pianificazione patrimoniale e a scelte coerenti con i propri obiettivi, Tabellini si è avvicinato al trust in un periodo in cui questo istituto giuridico era ancora poco conosciuto tra gli imprenditori italiani. Con il supporto di consulenti esperti e figure chiave, l’istituzione del trust gli ha permesso di tutelare il patrimonio aziendale e familiare, garantendone stabilità e crescita, e al tempo stesso di assicurare la continuità e lo sviluppo costante dell’impresa a prescindere dalla dimensione familiare. Impresa e famiglia, quindi, possono costituire un binomio vincente se supportate da una gestione consapevole delle relazioni e delle strutture di governance, indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Solo un approccio preventivo alla successione d’impresa consente di tutelare il patrimonio da eventuali imprevisti e di garantire la continuità e i risultati dell’attività imprenditoriale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4170