La presente tesi analizza il tema del benessere lavorativo con focus sulle persone affette da Sclerosi Multipla (SM), indagando bisogni, vissuti e risposte organizzative. L’obiettivo è comprendere come le malattie croniche influenzino l’esperienza lavorativa e quali pratiche possano favorire inclusione e salute organizzativa. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica del concetto di benessere nei luoghi di lavoro, dal modello tecnico-preventivo a una prospettiva sistemica che integra dimensioni fisiche, psicologiche e sociali. Vengono richiamati i principali modelli teorici (OHP, JD-R Model, Hardiness e Burnout) e il ruolo della cultura organizzativa come fattore determinante per il benessere collettivo. Il secondo capitolo approfondisce il rapporto tra lavoro e malattie croniche, con particolare riferimento alla Sclerosi Multipla. Dopo averne delineato aspetti clinici e impatti occupazionali, si analizza l’azione dell’AISM e l’importanza di politiche aziendali inclusive per contrastare stigma e discriminazione. Il terzo capitolo illustra la metodologia mixed methods adottata: interviste qualitative semi-strutturate e una survey quantitativa rivolta a un campione di persone con SM. L’approccio integrato ha permesso di esplorare sia le esperienze soggettive sia gli indicatori oggettivi di benessere e clima organizzativo. I risultati della ricerca, illustrati nel quarto capitolo, mostrano la centralità del supporto organizzativo e delle relazioni interpersonali nella percezione di benessere. Le principali criticità riguardano la difficoltà di comunicare la propria condizione, la mancanza di flessibilità e di accomodamenti personalizzati, oltre al timore di discriminazioni. Tuttavia, emergono anche buone pratiche basate su leadership empatiche e cultura della fiducia. L’analisi quantitativa conferma livelli significativi di stress lavoro-correlato e benessere percepito inferiore alla media, ma evidenzia che sostegno, autonomia e riconoscimento migliorano la soddisfazione professionale. La tesi propone di interpretare il benessere organizzativo come un “sistema immunitario” dell’impresa: la capacità di riconoscere e rispondere alle fragilità interne determina la sua salute complessiva. Promuovere inclusione, prevenire i rischi psicosociali e valorizzare la diversità significa dunque rafforzare la resilienza dell’organizzazione e la qualità della vita lavorativa. Si può affermare, infine, che il benessere non è un attributo individuale ma il risultato di un equilibrio tra persona, contesto e cultura aziendale. Le organizzazioni che investono in pratiche inclusive e in attenzione verso la fragilità generano valore umano e competitivo, trasformando la vulnerabilità in risorsa per la crescita collettiva.
Ripensare il Benessere Organizzativo: come prendersi cura dei lavoratori con Sclerosi Multipla
CORDEDDU, MARTINA
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza il tema del benessere lavorativo con focus sulle persone affette da Sclerosi Multipla (SM), indagando bisogni, vissuti e risposte organizzative. L’obiettivo è comprendere come le malattie croniche influenzino l’esperienza lavorativa e quali pratiche possano favorire inclusione e salute organizzativa. Il primo capitolo ricostruisce l’evoluzione storica del concetto di benessere nei luoghi di lavoro, dal modello tecnico-preventivo a una prospettiva sistemica che integra dimensioni fisiche, psicologiche e sociali. Vengono richiamati i principali modelli teorici (OHP, JD-R Model, Hardiness e Burnout) e il ruolo della cultura organizzativa come fattore determinante per il benessere collettivo. Il secondo capitolo approfondisce il rapporto tra lavoro e malattie croniche, con particolare riferimento alla Sclerosi Multipla. Dopo averne delineato aspetti clinici e impatti occupazionali, si analizza l’azione dell’AISM e l’importanza di politiche aziendali inclusive per contrastare stigma e discriminazione. Il terzo capitolo illustra la metodologia mixed methods adottata: interviste qualitative semi-strutturate e una survey quantitativa rivolta a un campione di persone con SM. L’approccio integrato ha permesso di esplorare sia le esperienze soggettive sia gli indicatori oggettivi di benessere e clima organizzativo. I risultati della ricerca, illustrati nel quarto capitolo, mostrano la centralità del supporto organizzativo e delle relazioni interpersonali nella percezione di benessere. Le principali criticità riguardano la difficoltà di comunicare la propria condizione, la mancanza di flessibilità e di accomodamenti personalizzati, oltre al timore di discriminazioni. Tuttavia, emergono anche buone pratiche basate su leadership empatiche e cultura della fiducia. L’analisi quantitativa conferma livelli significativi di stress lavoro-correlato e benessere percepito inferiore alla media, ma evidenzia che sostegno, autonomia e riconoscimento migliorano la soddisfazione professionale. La tesi propone di interpretare il benessere organizzativo come un “sistema immunitario” dell’impresa: la capacità di riconoscere e rispondere alle fragilità interne determina la sua salute complessiva. Promuovere inclusione, prevenire i rischi psicosociali e valorizzare la diversità significa dunque rafforzare la resilienza dell’organizzazione e la qualità della vita lavorativa. Si può affermare, infine, che il benessere non è un attributo individuale ma il risultato di un equilibrio tra persona, contesto e cultura aziendale. Le organizzazioni che investono in pratiche inclusive e in attenzione verso la fragilità generano valore umano e competitivo, trasformando la vulnerabilità in risorsa per la crescita collettiva.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4175