Negli ultimi anni, sia giovani che adulti hanno iniziato ad utilizzare in maniera assidua i social media. Ormai le piattaforme social influenzano in modo sempre più incisivo la quotidianità delle persone. Questa tendenza ha gettato le basi per una profonda trasformazione delle dinamiche relazionali e comunicative, ma anche dei livelli emotivi e psicologici delle persone. Gli algoritmi di raccomandazione costituiscono uno strumento importante che porta gli utenti a visionare dei contenuti sempre più affini alle interazioni precedenti, in modo tale da personalizzare la loro interazione sul web. Questa tecnica fa sì che l’individuo partecipi in maniera continuativa all’esperienza online, ma potrebbe rafforzare gli stati emotivi preesistenti, accentuando eventuali vulnerabilità e contribuendo ad aumentare il malessere psicologico. La presente ricerca indaga il legame che intercorre tra la logica degli algoritmi, la struttura dei social media e la salute mentale negli adulti, con particolare attenzione sul malessere psicologico inteso come stress, ansia e umore depresso. L’ipotesi alla base della ricerca è che gli algoritmi di raccomandazione non creino un disagio ex novo ma che vadano ad aggravare situazioni già fragili, contribuendo al deterioramento della sfera psicologica in persone vulnerabili. L’analisi alla base di questo elaborato si sviluppa attraverso due diversi approcci: quantitativo e qualitativo. La prima parte è incentrata sull’analisi delle letture scientifiche, per fornire delle evidenze che possano supportare o smentire le ipotesi che saranno esplicitate nei prossimi capitoli; mentre nella seconda parte il focus fa riferimento all’analisi e alla sintesi dei dati ricavati dalla somministrazione di un questionario ad adulti e giovani adulti. L’obiettivo del questionario creato ad hoc è quello di raccogliere dati coerenti per comprendere le abitudini dell’utilizzo delle piattaforme digitali, esplorando il benessere psicologico e la logica dell’utilizzo dei social media. Specificatamente, il questionario si pone il delicato compito di esplorare la presenza latente di sintomi o segnali di disagio da parte dei partecipanti. A tal fine, nel capitolo 5 verranno rese note le interpretazioni dei risultati e verranno confrontate con le ipotesi iniziali in relazione alla letteratura già esistente. In conclusione, la tesi si focalizza sulle implicazioni etico-sociali in ambito social, cercando di individuare il ruolo delle piattaforme nella tutela della salute mentale, e cercando di fornire degli spunti su possibili interventi in quest’ambito in continua evoluzione. Nonostante i limiti della ricerca, si intende fornire un contributo utile per una comprensione più ampia del fenomeno analizzato.

Algoritmi di raccomandazione e benessere psicologico nei social media

BIANCO, GIULIA
2024/2025

Abstract

Negli ultimi anni, sia giovani che adulti hanno iniziato ad utilizzare in maniera assidua i social media. Ormai le piattaforme social influenzano in modo sempre più incisivo la quotidianità delle persone. Questa tendenza ha gettato le basi per una profonda trasformazione delle dinamiche relazionali e comunicative, ma anche dei livelli emotivi e psicologici delle persone. Gli algoritmi di raccomandazione costituiscono uno strumento importante che porta gli utenti a visionare dei contenuti sempre più affini alle interazioni precedenti, in modo tale da personalizzare la loro interazione sul web. Questa tecnica fa sì che l’individuo partecipi in maniera continuativa all’esperienza online, ma potrebbe rafforzare gli stati emotivi preesistenti, accentuando eventuali vulnerabilità e contribuendo ad aumentare il malessere psicologico. La presente ricerca indaga il legame che intercorre tra la logica degli algoritmi, la struttura dei social media e la salute mentale negli adulti, con particolare attenzione sul malessere psicologico inteso come stress, ansia e umore depresso. L’ipotesi alla base della ricerca è che gli algoritmi di raccomandazione non creino un disagio ex novo ma che vadano ad aggravare situazioni già fragili, contribuendo al deterioramento della sfera psicologica in persone vulnerabili. L’analisi alla base di questo elaborato si sviluppa attraverso due diversi approcci: quantitativo e qualitativo. La prima parte è incentrata sull’analisi delle letture scientifiche, per fornire delle evidenze che possano supportare o smentire le ipotesi che saranno esplicitate nei prossimi capitoli; mentre nella seconda parte il focus fa riferimento all’analisi e alla sintesi dei dati ricavati dalla somministrazione di un questionario ad adulti e giovani adulti. L’obiettivo del questionario creato ad hoc è quello di raccogliere dati coerenti per comprendere le abitudini dell’utilizzo delle piattaforme digitali, esplorando il benessere psicologico e la logica dell’utilizzo dei social media. Specificatamente, il questionario si pone il delicato compito di esplorare la presenza latente di sintomi o segnali di disagio da parte dei partecipanti. A tal fine, nel capitolo 5 verranno rese note le interpretazioni dei risultati e verranno confrontate con le ipotesi iniziali in relazione alla letteratura già esistente. In conclusione, la tesi si focalizza sulle implicazioni etico-sociali in ambito social, cercando di individuare il ruolo delle piattaforme nella tutela della salute mentale, e cercando di fornire degli spunti su possibili interventi in quest’ambito in continua evoluzione. Nonostante i limiti della ricerca, si intende fornire un contributo utile per una comprensione più ampia del fenomeno analizzato.
2024
algoritmi
raccomandazione
benessere digitale
stress
disagio emotivo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/4188