La tesi dal titolo “Il risarcimento del danno alla persona nel rapporto di lavoro” si propone di analizzare in modo sistematico e approfondito le modalità attraverso cui l’ordinamento giuridico italiano tutela il lavoratore quando subisca un pregiudizio alla propria persona in ragione del rapporto di lavoro. L’indagine si sviluppa su tre direttrici fondamentali: la ricostruzione del quadro normativo e dottrinale di riferimento, l’individuazione delle specifiche tipologie di danno risarcibile, e l’esame degli aspetti processuali, quantitativi e stragiudiziali connessi alla liquidazione del risarcimento. Il primo capitolo delinea i profili generali del danno nel contesto lavorativo, partendo dalla nozione giuridica di danno e dal sistema risarcitorio delineato dal codice civile, per poi contestualizzarlo alla luce dei principi costituzionali che tutelano la persona del lavoratore (artt. 2, 3, 35, 36, 37 e 38 Cost.). Si analizza in particolare la responsabilità del datore di lavoro, sia sotto il profilo contrattuale che extracontrattuale, con riferimento agli obblighi di sicurezza imposti dall’art. 2087 c.c., inteso come norma di chiusura del sistema, e alle disposizioni del Decreto legislativo n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Viene altresì esaminata la distinzione tra responsabilità civile e penale del datore, evidenziando le intersezioni e le differenze tra i due piani di imputazione. Il secondo capitolo si concentra sulle diverse categorie di danno risarcibile a favore del lavoratore. Oltre al tradizionale danno patrimoniale, si approfondiscono le figure del danno biologico, del danno morale e del danno esistenziale, con particolare attenzione ai limiti giurisprudenziali e dottrinali alla loro autonomia e risarcibilità. La trattazione prosegue con l’analisi di alcune ipotesi concrete di lesione della persona del lavoratore, quali il mobbing, il demansionamento e il licenziamento illegittimo, esaminando le specificità della tutela risarcitoria in ciascuno di questi contesti. Il terzo capitolo affronta infine gli aspetti processuali e stragiudiziali legati alla quantificazione e alla composizione del risarcimento. Si esamina il ruolo del processo del lavoro e le peculiarità della giurisdizione in materia, con un focus particolare sull’onere della prova e sulle deroghe introdotte a tutela del lavoratore in diversi ambiti (infortuni, discriminazioni, molestie, licenziamenti, lavoro straordinario, mobbing). Una sezione centrale è dedicata alla liquidazione del danno patrimoniale e non patrimoniale, con un approfondimento specifico sulla quantificazione del danno biologico, alla luce della giurisprudenza più recente e delle tabelle orientative adottate dai tribunali. A conclusione del capitolo, viene analizzata la funzione degli accordi transattivi come strumento stragiudiziale di composizione della lite risarcitoria, con particolare riguardo ai profili di validità, ai limiti posti dall’ordinamento e alle implicazioni in termini di rinuncia ai diritti futuri. Nel complesso, la tesi mira a offrire una ricostruzione organica e aggiornata del sistema di tutela risarcitoria del lavoratore, ponendo in evidenza le interazioni tra fonti costituzionali, norme di legge, prassi giurisprudenziale, dottrina e prassi negoziale, e fornendo strumenti utili per la corretta qualificazione, quantificazione e composizione dei danni subiti in ambito lavorativo.
IL RISARCIMENTO DEL DANNO ALLA PERSONA NEL RAPPORTO DI LAVORO
SALVATORI, BENEDETTA
2024/2025
Abstract
La tesi dal titolo “Il risarcimento del danno alla persona nel rapporto di lavoro” si propone di analizzare in modo sistematico e approfondito le modalità attraverso cui l’ordinamento giuridico italiano tutela il lavoratore quando subisca un pregiudizio alla propria persona in ragione del rapporto di lavoro. L’indagine si sviluppa su tre direttrici fondamentali: la ricostruzione del quadro normativo e dottrinale di riferimento, l’individuazione delle specifiche tipologie di danno risarcibile, e l’esame degli aspetti processuali, quantitativi e stragiudiziali connessi alla liquidazione del risarcimento. Il primo capitolo delinea i profili generali del danno nel contesto lavorativo, partendo dalla nozione giuridica di danno e dal sistema risarcitorio delineato dal codice civile, per poi contestualizzarlo alla luce dei principi costituzionali che tutelano la persona del lavoratore (artt. 2, 3, 35, 36, 37 e 38 Cost.). Si analizza in particolare la responsabilità del datore di lavoro, sia sotto il profilo contrattuale che extracontrattuale, con riferimento agli obblighi di sicurezza imposti dall’art. 2087 c.c., inteso come norma di chiusura del sistema, e alle disposizioni del Decreto legislativo n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Viene altresì esaminata la distinzione tra responsabilità civile e penale del datore, evidenziando le intersezioni e le differenze tra i due piani di imputazione. Il secondo capitolo si concentra sulle diverse categorie di danno risarcibile a favore del lavoratore. Oltre al tradizionale danno patrimoniale, si approfondiscono le figure del danno biologico, del danno morale e del danno esistenziale, con particolare attenzione ai limiti giurisprudenziali e dottrinali alla loro autonomia e risarcibilità. La trattazione prosegue con l’analisi di alcune ipotesi concrete di lesione della persona del lavoratore, quali il mobbing, il demansionamento e il licenziamento illegittimo, esaminando le specificità della tutela risarcitoria in ciascuno di questi contesti. Il terzo capitolo affronta infine gli aspetti processuali e stragiudiziali legati alla quantificazione e alla composizione del risarcimento. Si esamina il ruolo del processo del lavoro e le peculiarità della giurisdizione in materia, con un focus particolare sull’onere della prova e sulle deroghe introdotte a tutela del lavoratore in diversi ambiti (infortuni, discriminazioni, molestie, licenziamenti, lavoro straordinario, mobbing). Una sezione centrale è dedicata alla liquidazione del danno patrimoniale e non patrimoniale, con un approfondimento specifico sulla quantificazione del danno biologico, alla luce della giurisprudenza più recente e delle tabelle orientative adottate dai tribunali. A conclusione del capitolo, viene analizzata la funzione degli accordi transattivi come strumento stragiudiziale di composizione della lite risarcitoria, con particolare riguardo ai profili di validità, ai limiti posti dall’ordinamento e alle implicazioni in termini di rinuncia ai diritti futuri. Nel complesso, la tesi mira a offrire una ricostruzione organica e aggiornata del sistema di tutela risarcitoria del lavoratore, ponendo in evidenza le interazioni tra fonti costituzionali, norme di legge, prassi giurisprudenziale, dottrina e prassi negoziale, e fornendo strumenti utili per la corretta qualificazione, quantificazione e composizione dei danni subiti in ambito lavorativo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4189