Il dibattito tra accessibilità dei dati in possesso della pubblica amministrazione e loro protezione a tutela della riservatezza trova un posto centrale e attuale tra le problematiche a cui ogni amministrazione pubblica deve porre l’attenzione. La tematica è emersa in maniera inedita negli anni Novanta del secolo scorso – allorché le importanti riforme amministrative di quegli anni hanno dato vita a un radicale incremento della trasparenza nell’amministrazione – riproposta in maniera più marcata e ampia con il Reg. UE n. 2016/679 (cd. GDPR), intervenuto a seguito di numerose e significative innovazioni nel campo della digitalizzazione. L’obbligo di pubblicazione di determinati dati è il portato di disposizioni normative finalizzate a rendere accessibile a chiunque la conoscenza di determinate informazioni; d’altro canto, la pubblicazione dei dati dev’essere oculata e non eccedente. A fondamento di tale obbligo vi è, inter alia, la necessità di contrastare il fenomeno della corruzione nell’ente pubblico, che si può conseguire mediante un “controllo diffuso” sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, ovvero per favorire la partecipazione al procedimento amministrativo e tutelare i diritti dei cittadini. La trasparenza ha quindi un ruolo decisivo in termini di accountability dei decisori, che sono costretti a mostrare e giustificare determinate scelte, rendendo quindi più difficili le decisioni arbitrarie. Quale valore attribuire, pertanto, al concetto di accessibilità e trasparenza amministrativa, stante un altrettanto importante diritto alla riservatezza dei dati personali che si pone come controaltare? In quali circostanze un valore può essere preferito all’altro e perché? Come si decidono i conflitti tra trasparenza e privacy? E con quali risultati? Al fine di rispondere a questi interrogativi e avendo riguardo al tema dell’equilibrio tra accesso e riservatezza, occorre prendere in esame le innovazioni e i cambiamenti apportati dall’introduzione di strumenti digitali e informatici nell’attività delle pubbliche amministrazioni. Il che conduce a ulteriori interrogativi, necessari a completare l’analisi di questi temi. In quali modi la digitalizzazione ha aperto il varco alla conoscibilità di molte più informazioni e dati rispetto al passato? L’avvento della digitalizzazione comporta un incremento indebito del regime di trasparenza o riesce comunque a proteggere le prerogative del diritto alla riservatezza? Quali sono gli aspetti maggiormente conflittuali e problematici della gestione di questi due istituti in ambito pubblicistico? Queste e altre tematiche sono oggetto della presente tesi, che si concentra in particolar modo sugli adempimenti posti in capo alle Pubbliche Amministrazioni alla luce di importanti pronunce, tra le quali spicca Corte cost., sentenza 23 gennaio 2019, n. 20, al fine di ottemperare alla normativa e, contemporaneamente, non danneggiare alcuno. Partendo dall’analisi di casi giurisprudenziali (Capitolo I) si intende far emergere le maggiori problematiche concernenti i due istituti esaminati. Di qui, si procede con l’analisi della normativa che si è susseguita nel tempo fino ai giorni nostri, con riferimento sia alla trasparenza che alla tutela della privacy (Capitolo II). Il Capitolo III è dedicato, infine, a descrivere il ruolo e l’impatto che la digitalizzazione ha avuto e sta avendo nella materia di cui ci siamo occupati. Infine, in sede di conclusioni, verranno esplicitati i principi di diritto che si applicano di caso in caso, al fine di non ledere nessuna delle due contrapposte esigenze tra trasparenza e riservatezza.
“TRASPARENZA AMMINISTRATIVA, DIRITTO D'ACCESSO E TUTELA DEI DATI PERSONALI, ALLA LUCE DELLA DIGITALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”
DI LIBERTO, DAVIDE
2024/2025
Abstract
Il dibattito tra accessibilità dei dati in possesso della pubblica amministrazione e loro protezione a tutela della riservatezza trova un posto centrale e attuale tra le problematiche a cui ogni amministrazione pubblica deve porre l’attenzione. La tematica è emersa in maniera inedita negli anni Novanta del secolo scorso – allorché le importanti riforme amministrative di quegli anni hanno dato vita a un radicale incremento della trasparenza nell’amministrazione – riproposta in maniera più marcata e ampia con il Reg. UE n. 2016/679 (cd. GDPR), intervenuto a seguito di numerose e significative innovazioni nel campo della digitalizzazione. L’obbligo di pubblicazione di determinati dati è il portato di disposizioni normative finalizzate a rendere accessibile a chiunque la conoscenza di determinate informazioni; d’altro canto, la pubblicazione dei dati dev’essere oculata e non eccedente. A fondamento di tale obbligo vi è, inter alia, la necessità di contrastare il fenomeno della corruzione nell’ente pubblico, che si può conseguire mediante un “controllo diffuso” sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, ovvero per favorire la partecipazione al procedimento amministrativo e tutelare i diritti dei cittadini. La trasparenza ha quindi un ruolo decisivo in termini di accountability dei decisori, che sono costretti a mostrare e giustificare determinate scelte, rendendo quindi più difficili le decisioni arbitrarie. Quale valore attribuire, pertanto, al concetto di accessibilità e trasparenza amministrativa, stante un altrettanto importante diritto alla riservatezza dei dati personali che si pone come controaltare? In quali circostanze un valore può essere preferito all’altro e perché? Come si decidono i conflitti tra trasparenza e privacy? E con quali risultati? Al fine di rispondere a questi interrogativi e avendo riguardo al tema dell’equilibrio tra accesso e riservatezza, occorre prendere in esame le innovazioni e i cambiamenti apportati dall’introduzione di strumenti digitali e informatici nell’attività delle pubbliche amministrazioni. Il che conduce a ulteriori interrogativi, necessari a completare l’analisi di questi temi. In quali modi la digitalizzazione ha aperto il varco alla conoscibilità di molte più informazioni e dati rispetto al passato? L’avvento della digitalizzazione comporta un incremento indebito del regime di trasparenza o riesce comunque a proteggere le prerogative del diritto alla riservatezza? Quali sono gli aspetti maggiormente conflittuali e problematici della gestione di questi due istituti in ambito pubblicistico? Queste e altre tematiche sono oggetto della presente tesi, che si concentra in particolar modo sugli adempimenti posti in capo alle Pubbliche Amministrazioni alla luce di importanti pronunce, tra le quali spicca Corte cost., sentenza 23 gennaio 2019, n. 20, al fine di ottemperare alla normativa e, contemporaneamente, non danneggiare alcuno. Partendo dall’analisi di casi giurisprudenziali (Capitolo I) si intende far emergere le maggiori problematiche concernenti i due istituti esaminati. Di qui, si procede con l’analisi della normativa che si è susseguita nel tempo fino ai giorni nostri, con riferimento sia alla trasparenza che alla tutela della privacy (Capitolo II). Il Capitolo III è dedicato, infine, a descrivere il ruolo e l’impatto che la digitalizzazione ha avuto e sta avendo nella materia di cui ci siamo occupati. Infine, in sede di conclusioni, verranno esplicitati i principi di diritto che si applicano di caso in caso, al fine di non ledere nessuna delle due contrapposte esigenze tra trasparenza e riservatezza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4222