Introduzione. L’efficienza della sala operatoria (SO) è cruciale per la qualità e la sostenibilità del sistema sanitario. Presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, la Struttura Complessa di Urologia ha segnalato, alla Gestione Operativa, una riduzione degli interventi di chirurgia maggiore in elezione. Il progetto analizza il percorso intraoperatorio del paziente urologico programmato con l’obiettivo di individuare criticità e possibili azioni correttive per ottimizzarne la gestione. Metodologia. Nel febbraio 2025 è stato avviato un progetto di miglioramento con approccio osservazionale sul percorso intraoperatorio, dall’ingresso nel blocco operatorio all’uscita dal medesimo. L’analisi si basa su dati estratti dalla banca dati aziendale relativi al periodo 2018-2024 e su due sopralluoghi in SO. Sono stati applicati indicatori come interventi rimandati per motivi organizzativi, sforamenti di seduta operatoria, tasso di utilizzo di SO, numero di interventi di chirurgia maggiore e value added time (VAT), organizzando i dati in grafici e tabelle. La ricerca bibliografica, condotta su banche dati internazionali e letteratura grigia, ha permesso di inquadrare i metodi di efficientamento della SO e confrontare i dati locali con i benchmark disponibili. Il progetto è stato sviluppato secondo il Lean Management e strutturato tramite A3 Report, con il coinvolgimento di un team multidisciplinare. Analisi dei dati. È emersa una riduzione di interventi di chirurgia maggiore, rispetto al periodo pre-COVID (da 341 nel 2019 a 252 nel 2024). Il 2024 ha registrato 116 casi rimandati su 894 (13%), 87 sedute operatorie sforate su 201 (43%), un tasso di utilizzo di SO del 99%, indice di sovrautilizzo, ed un VAT del 58%. Le principali cause radice identificate riguardano la presenza di sedute miste, la difficoltà nel definire un case-mix ottimale, l’assenza di personale dedicato alla sala accoglienza/risveglio, la variabilità delle tecniche di anestesia e l’elevato numero di specializzandi/neoassunti in fase formativa. Contromisure e risultati attesi. Le proposte includono la programmazione di una seduta mensile dedicata ai day hospital, l’avvio di seduta con intervento maggiore, la standardizzazione delle tecniche di anestesia, la preparazione del paziente e l’esecuzione di anestesia loco-regionale in sala accoglienza/risveglio (lavoro in parallelo alla SO), introduzione di un planner chirurgico basato su intelligenza artificiale. Ci si attende di ridurre i rinvii sotto il 5% e raggiungere un tasso di utilizzo del 70-90% (valori da letteratura), con riduzione di sforamenti, incremento di interventi di chirurgia maggiore e VAT. Conclusioni. L’applicazione dei principi Lean al processo intraoperatorio ha evidenziato inefficienze organizzative e strutturali, mostrando margini di miglioramento nella gestione della SO di Urologia. L’approccio osservazionale e il coinvolgimento multidisciplinare hanno permesso una visione condivisa del problema e la definizione di contromisure basate su dati oggettivi. Sebbene i follow-up siano previsti nel 2026, il progetto, replicabile in altri contesti, conferma la necessità di ulteriori interventi per definire meglio i range di riferimento degli indicatori, ancora poco consolidati in letteratura. Gli studi disponibili indicano che un’ottimizzazione efficace e sostenibile della SO richiede un approccio sistemico capace di integrare metriche diverse, garantendo equilibrio tra efficienza, qualità e benessere del personale.

LEAN-TERVENTO IN UROLOGIA: APPLICAZIONE DEL LEAN MANAGEMENT PER OTTIMIZZARE IL PERCORSO INTRAOPERATORIO DEL PAZIENTE CHIRURGICO PROGRAMMATO.

RAGANATO, VINCENZO
2024/2025

Abstract

Introduzione. L’efficienza della sala operatoria (SO) è cruciale per la qualità e la sostenibilità del sistema sanitario. Presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, la Struttura Complessa di Urologia ha segnalato, alla Gestione Operativa, una riduzione degli interventi di chirurgia maggiore in elezione. Il progetto analizza il percorso intraoperatorio del paziente urologico programmato con l’obiettivo di individuare criticità e possibili azioni correttive per ottimizzarne la gestione. Metodologia. Nel febbraio 2025 è stato avviato un progetto di miglioramento con approccio osservazionale sul percorso intraoperatorio, dall’ingresso nel blocco operatorio all’uscita dal medesimo. L’analisi si basa su dati estratti dalla banca dati aziendale relativi al periodo 2018-2024 e su due sopralluoghi in SO. Sono stati applicati indicatori come interventi rimandati per motivi organizzativi, sforamenti di seduta operatoria, tasso di utilizzo di SO, numero di interventi di chirurgia maggiore e value added time (VAT), organizzando i dati in grafici e tabelle. La ricerca bibliografica, condotta su banche dati internazionali e letteratura grigia, ha permesso di inquadrare i metodi di efficientamento della SO e confrontare i dati locali con i benchmark disponibili. Il progetto è stato sviluppato secondo il Lean Management e strutturato tramite A3 Report, con il coinvolgimento di un team multidisciplinare. Analisi dei dati. È emersa una riduzione di interventi di chirurgia maggiore, rispetto al periodo pre-COVID (da 341 nel 2019 a 252 nel 2024). Il 2024 ha registrato 116 casi rimandati su 894 (13%), 87 sedute operatorie sforate su 201 (43%), un tasso di utilizzo di SO del 99%, indice di sovrautilizzo, ed un VAT del 58%. Le principali cause radice identificate riguardano la presenza di sedute miste, la difficoltà nel definire un case-mix ottimale, l’assenza di personale dedicato alla sala accoglienza/risveglio, la variabilità delle tecniche di anestesia e l’elevato numero di specializzandi/neoassunti in fase formativa. Contromisure e risultati attesi. Le proposte includono la programmazione di una seduta mensile dedicata ai day hospital, l’avvio di seduta con intervento maggiore, la standardizzazione delle tecniche di anestesia, la preparazione del paziente e l’esecuzione di anestesia loco-regionale in sala accoglienza/risveglio (lavoro in parallelo alla SO), introduzione di un planner chirurgico basato su intelligenza artificiale. Ci si attende di ridurre i rinvii sotto il 5% e raggiungere un tasso di utilizzo del 70-90% (valori da letteratura), con riduzione di sforamenti, incremento di interventi di chirurgia maggiore e VAT. Conclusioni. L’applicazione dei principi Lean al processo intraoperatorio ha evidenziato inefficienze organizzative e strutturali, mostrando margini di miglioramento nella gestione della SO di Urologia. L’approccio osservazionale e il coinvolgimento multidisciplinare hanno permesso una visione condivisa del problema e la definizione di contromisure basate su dati oggettivi. Sebbene i follow-up siano previsti nel 2026, il progetto, replicabile in altri contesti, conferma la necessità di ulteriori interventi per definire meglio i range di riferimento degli indicatori, ancora poco consolidati in letteratura. Gli studi disponibili indicano che un’ottimizzazione efficace e sostenibile della SO richiede un approccio sistemico capace di integrare metriche diverse, garantendo equilibrio tra efficienza, qualità e benessere del personale.
2024
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