L’elaborato analizza l’istituto del lavoro agile nell’ordinamento italiano, con particolare attenzione al suo impatto sul benessere dei lavoratori. Il lavoro agile, disciplinato dalla legge 81/2017, dal Protocollo sul lavoro agile nel settore privato sottoscritto il 7 dicembre 2021, nonché dalla contrattazione collettiva nazionale, aziendale, e attuato mediante un accordo individuale, si configura come una modalità flessibile di esecuzione della prestazione, fondata su autonomia, fiducia e responsabilizzazione reciproca. Tuttavia, la sua rapida diffusione, sia nel settore privato, sia nel settore pubblico, ha posto nuove sfide giuridiche legate alla tutela della persona, alla gestione dei tempi di lavoro, alla protezione della privacy e alla prevenzione dei rischi psico-sociali connessi all’iperconnessione e all’isolamento. L’elaborato adotta un approccio sistematico, volto a esplorare la duplice dimensione del benessere nel e attraverso il lavoro agile. Da un lato, indaga gli strumenti normativi e contrattuali volti a garantire i limiti al potere di controllo del datore di lavoro, la tutela della salute e sicurezza, la tutela in caso di infortunio ed il diritto alla disconnessione; dall’altro, analizza il potenziale del lavoro agile come misura di welfare organizzativo, di conciliazione tra vita professionale e privata, di gestione delle emergenze nonché come strumento di accomodamento ragionevole. L’analisi mette in luce come il lavoro agile rappresenti, al tempo stesso, sia una opportunità che un rischio: opportunità di innovazione e inclusione può esserlo solo se sorretto da regole chiare e da un’effettiva cultura del benessere organizzativo; rischio di precarizzazione e isolamento se ridotto a mera flessibilità funzionale. La ricerca propone, in conclusione, una lettura del lavoro agile come leva di trasformazione del diritto del lavoro verso un modello più sostenibile e centrato sulla persona, in cui la tutela del benessere non costituisca un obiettivo accessorio, ma un principio strutturale del rapporto di lavoro contemporaneo.

Lavoro agile e benessere dei lavoratori

FISICARO, FEDERICA MARIA
2024/2025

Abstract

L’elaborato analizza l’istituto del lavoro agile nell’ordinamento italiano, con particolare attenzione al suo impatto sul benessere dei lavoratori. Il lavoro agile, disciplinato dalla legge 81/2017, dal Protocollo sul lavoro agile nel settore privato sottoscritto il 7 dicembre 2021, nonché dalla contrattazione collettiva nazionale, aziendale, e attuato mediante un accordo individuale, si configura come una modalità flessibile di esecuzione della prestazione, fondata su autonomia, fiducia e responsabilizzazione reciproca. Tuttavia, la sua rapida diffusione, sia nel settore privato, sia nel settore pubblico, ha posto nuove sfide giuridiche legate alla tutela della persona, alla gestione dei tempi di lavoro, alla protezione della privacy e alla prevenzione dei rischi psico-sociali connessi all’iperconnessione e all’isolamento. L’elaborato adotta un approccio sistematico, volto a esplorare la duplice dimensione del benessere nel e attraverso il lavoro agile. Da un lato, indaga gli strumenti normativi e contrattuali volti a garantire i limiti al potere di controllo del datore di lavoro, la tutela della salute e sicurezza, la tutela in caso di infortunio ed il diritto alla disconnessione; dall’altro, analizza il potenziale del lavoro agile come misura di welfare organizzativo, di conciliazione tra vita professionale e privata, di gestione delle emergenze nonché come strumento di accomodamento ragionevole. L’analisi mette in luce come il lavoro agile rappresenti, al tempo stesso, sia una opportunità che un rischio: opportunità di innovazione e inclusione può esserlo solo se sorretto da regole chiare e da un’effettiva cultura del benessere organizzativo; rischio di precarizzazione e isolamento se ridotto a mera flessibilità funzionale. La ricerca propone, in conclusione, una lettura del lavoro agile come leva di trasformazione del diritto del lavoro verso un modello più sostenibile e centrato sulla persona, in cui la tutela del benessere non costituisca un obiettivo accessorio, ma un principio strutturale del rapporto di lavoro contemporaneo.
2024
lavoro agile
benessere
disconnessione
stress lavoro correl
welfare
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