ABSTRACT Background La disfagia rappresenta una condizione clinica estremamente complessa che compromette la sicurezza e l’efficacia della deglutizione, la nutrizione, l’aderenza terapeutica e in generale la qualità della vita di chi ne è affetto. Nei reparti di Neuroriabilitazione e UIMD dell’ospedale S. Sebastiano di Correggio, la gestione della terapia farmacologica nei pazienti disfagici costituisce una sfida per il personale sanitario, soprattutto a causa della manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, Tale pratica, se non adeguatamente eseguita, può determinare inefficacia terapeutica, eventi avversi non solo per i pazienti ma anche per gli operatori stessi. Obiettivo Il progetto di miglioramento ha avuto l’obiettivo di migliorare la gestione della terapia orale nei pazienti disfagici attraverso un approccio integrato, multidisciplinare e basato su evidenze scientifiche, tenendo in considerazione le competenze di medici, infermieri, logopedisti, farmacisti e operatori socio sanitari. In particolare, si è inteso promuovere la formazione degli operatori sanitari, uniformare le procedure assistenziali e ridurre possibili errori correlati alla manipolazione farmacologica, in linea con la Raccomandazione Ministeriale n.19. Metodi Lo studio è stato condotto presso l’AUSL di Reggio Emilia e ha coinvolto reparti pilota di Neuroriabilitazione e UIMD di Correggio. Le fasi operative hanno previsto: una rilevazione iniziale delle pratiche assistenziali in atto, tramite questionari e osservazioni dirette (T0); la realizzazione di un corso formativo teorico-pratico multidisciplinare; e una successiva osservazione post formazione ( T1) per la valutazione dell’impatto dell’intervento. I dati sono stati raccolti tramite Case Report Form (CRF) e analizzati per confrontare le variazioni nelle pratiche di somministrazione, nell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e nell’aderenza alle procedure. Successivamente sono state identificate delle azione correttive e la promozione delle stesse, per migliorare i risultati, attraverso momenti formativi strutturati. Le azioni sono state implementate solo nel reparto di Neuroriabilitazione ( gruppo caso) , mentre in UIMD ( gruppo controllo) non sono state introdotte modifiche operative, al fine di poter eseguire un confronto comparativo tra i due setting assistenziali. Infine si è valutato l’efficacia delle azioni correttive mediante una nuova valutazione diretta al fine di valutare l’impatto delle azioni messe in atto sulla gestione della terapia farmacologica nel paziente disfagico (T2). Risultati La descrizione statistica che è stata realizzata ha previsto la suddivisione delle variabili in quantitative e qualitative. Dall’analisi dei dati è emerso un discreto livello di partecipazione e un aumento della consapevolezza teorica tra gli operatori, tuttavia non si sono riscontrati cambiamenti significativi nelle pratiche quotidiane di somministrazione dei farmaci. Conclusioni Il progetto ha evidenziato l’importanza di un approccio formativo continuo e interprofessionale nella gestione della disfagia e della terapia orale. L’esperienza rappresenta un modello replicabile per la promozione della sicurezza terapeutica e della qualità assistenziale nei pazienti disfagici. L’analisi descrittiva evidenzia che l’intervento formativo ha prodotto miglioramenti parziali, più evidenti nella coerenza tra dieta e via di somministrazione, ma non ancora rilevabili nei parametri quantitativi come numero di farmaci o autonomia funzionale degli infermieri. I risultati confermano la necessità di un approccio multidisciplinare e di una formazione continua per migliorare la sicurezza terapeutica.
Gestione della terapia orale nel paziente disfagico: un approccio integrato e interprofessionale
BAIANO, IDA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT Background La disfagia rappresenta una condizione clinica estremamente complessa che compromette la sicurezza e l’efficacia della deglutizione, la nutrizione, l’aderenza terapeutica e in generale la qualità della vita di chi ne è affetto. Nei reparti di Neuroriabilitazione e UIMD dell’ospedale S. Sebastiano di Correggio, la gestione della terapia farmacologica nei pazienti disfagici costituisce una sfida per il personale sanitario, soprattutto a causa della manipolazione delle forme farmaceutiche orali solide, Tale pratica, se non adeguatamente eseguita, può determinare inefficacia terapeutica, eventi avversi non solo per i pazienti ma anche per gli operatori stessi. Obiettivo Il progetto di miglioramento ha avuto l’obiettivo di migliorare la gestione della terapia orale nei pazienti disfagici attraverso un approccio integrato, multidisciplinare e basato su evidenze scientifiche, tenendo in considerazione le competenze di medici, infermieri, logopedisti, farmacisti e operatori socio sanitari. In particolare, si è inteso promuovere la formazione degli operatori sanitari, uniformare le procedure assistenziali e ridurre possibili errori correlati alla manipolazione farmacologica, in linea con la Raccomandazione Ministeriale n.19. Metodi Lo studio è stato condotto presso l’AUSL di Reggio Emilia e ha coinvolto reparti pilota di Neuroriabilitazione e UIMD di Correggio. Le fasi operative hanno previsto: una rilevazione iniziale delle pratiche assistenziali in atto, tramite questionari e osservazioni dirette (T0); la realizzazione di un corso formativo teorico-pratico multidisciplinare; e una successiva osservazione post formazione ( T1) per la valutazione dell’impatto dell’intervento. I dati sono stati raccolti tramite Case Report Form (CRF) e analizzati per confrontare le variazioni nelle pratiche di somministrazione, nell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e nell’aderenza alle procedure. Successivamente sono state identificate delle azione correttive e la promozione delle stesse, per migliorare i risultati, attraverso momenti formativi strutturati. Le azioni sono state implementate solo nel reparto di Neuroriabilitazione ( gruppo caso) , mentre in UIMD ( gruppo controllo) non sono state introdotte modifiche operative, al fine di poter eseguire un confronto comparativo tra i due setting assistenziali. Infine si è valutato l’efficacia delle azioni correttive mediante una nuova valutazione diretta al fine di valutare l’impatto delle azioni messe in atto sulla gestione della terapia farmacologica nel paziente disfagico (T2). Risultati La descrizione statistica che è stata realizzata ha previsto la suddivisione delle variabili in quantitative e qualitative. Dall’analisi dei dati è emerso un discreto livello di partecipazione e un aumento della consapevolezza teorica tra gli operatori, tuttavia non si sono riscontrati cambiamenti significativi nelle pratiche quotidiane di somministrazione dei farmaci. Conclusioni Il progetto ha evidenziato l’importanza di un approccio formativo continuo e interprofessionale nella gestione della disfagia e della terapia orale. L’esperienza rappresenta un modello replicabile per la promozione della sicurezza terapeutica e della qualità assistenziale nei pazienti disfagici. L’analisi descrittiva evidenzia che l’intervento formativo ha prodotto miglioramenti parziali, più evidenti nella coerenza tra dieta e via di somministrazione, ma non ancora rilevabili nei parametri quantitativi come numero di farmaci o autonomia funzionale degli infermieri. I risultati confermano la necessità di un approccio multidisciplinare e di una formazione continua per migliorare la sicurezza terapeutica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4274