L'elaborato pone in analisi una delle questioni chiave del principio di parità retributiva tra uomini e donne nel diritto del lavoro: comprendere come la legislazione e la contrattazione collettiva possano ridurre il divario retributivo di genere e promuovere una reale parità nel mercato del lavoro. Il primo capitolo affronta l'evoluzione della condizione lavorativa femminile dalle prime forme di esclusione alle conquiste legislative del XX secolo. Si affronta poi come gli stereotipi di genere, il divario retributivo e il problema del "Glass celiino" continuino a rappresentare barriere significative alle opportunità di carriera delle donne. L'ultima parte del capitolo approfondisce il diritto europeo e italiano in materia di parità retributiva, partendo da un esame delle fonti più importanti tra cui l'art. 157 TFUE, le direttive 2006/54/CE e 2023/970/UE, le garanzie costituzionali e il diritto interno, con particolare attenzione al Codice delle Pari Opportunità, D.lgs. 198/2006 e alla legge n. 162/2021. Il secondo capitolo si concentra sugli strumenti giuridici e organizzativi che possono rendere effettiva la parità di genere nei luoghi di lavoro. Vengono analizzate le politiche di trasparenza retributiva, gli incentivi e le sanzioni previste per le imprese e le novità introdotte dal recepimento della Direttiva (UE) 2023/970. Una parte significativa è dedicata ai sistemi di valutazione del lavoro e delle politiche retributive equilibrate, nonché alle misure di conciliazione tra vita privata e professionale, come congedi, lavoro flessibile e welfare aziendale. Il capitolo si conclude con l'analisi delle azioni positive, considerate strumenti di tutela e leve di cambiamento organizzativo. Il terzo e ultimo capitolo analizza la contrattazione collettiva come uno degli strumenti più efficaci per attuare il principio di parità retributiva, Si sottolinea come i CCNL possano ridurre il divario retributivo di genere introducendo misure contro la discriminazione, controlli retributivi, politiche di welfare e di conciliazione. si confronta il ruolo della contrattazione nel settore pubblico e privato, analizzando le differenze di approccio. Viene inoltre tracciata una distinzione di contrattazione collettiva a livello nazionale, aziendale e territoriale, evidenziando come ciascun livello possa contribuire in modo diverso alla promozione della parità salariale e alla valorizzazione del lavoro femminile.

La discriminazione salariale di genere: strumenti giuridici e negoziali per la promozione della parità retributiva

GOLDONI, CARLOTTA
2024/2025

Abstract

L'elaborato pone in analisi una delle questioni chiave del principio di parità retributiva tra uomini e donne nel diritto del lavoro: comprendere come la legislazione e la contrattazione collettiva possano ridurre il divario retributivo di genere e promuovere una reale parità nel mercato del lavoro. Il primo capitolo affronta l'evoluzione della condizione lavorativa femminile dalle prime forme di esclusione alle conquiste legislative del XX secolo. Si affronta poi come gli stereotipi di genere, il divario retributivo e il problema del "Glass celiino" continuino a rappresentare barriere significative alle opportunità di carriera delle donne. L'ultima parte del capitolo approfondisce il diritto europeo e italiano in materia di parità retributiva, partendo da un esame delle fonti più importanti tra cui l'art. 157 TFUE, le direttive 2006/54/CE e 2023/970/UE, le garanzie costituzionali e il diritto interno, con particolare attenzione al Codice delle Pari Opportunità, D.lgs. 198/2006 e alla legge n. 162/2021. Il secondo capitolo si concentra sugli strumenti giuridici e organizzativi che possono rendere effettiva la parità di genere nei luoghi di lavoro. Vengono analizzate le politiche di trasparenza retributiva, gli incentivi e le sanzioni previste per le imprese e le novità introdotte dal recepimento della Direttiva (UE) 2023/970. Una parte significativa è dedicata ai sistemi di valutazione del lavoro e delle politiche retributive equilibrate, nonché alle misure di conciliazione tra vita privata e professionale, come congedi, lavoro flessibile e welfare aziendale. Il capitolo si conclude con l'analisi delle azioni positive, considerate strumenti di tutela e leve di cambiamento organizzativo. Il terzo e ultimo capitolo analizza la contrattazione collettiva come uno degli strumenti più efficaci per attuare il principio di parità retributiva, Si sottolinea come i CCNL possano ridurre il divario retributivo di genere introducendo misure contro la discriminazione, controlli retributivi, politiche di welfare e di conciliazione. si confronta il ruolo della contrattazione nel settore pubblico e privato, analizzando le differenze di approccio. Viene inoltre tracciata una distinzione di contrattazione collettiva a livello nazionale, aziendale e territoriale, evidenziando come ciascun livello possa contribuire in modo diverso alla promozione della parità salariale e alla valorizzazione del lavoro femminile.
2024
Genere
Discriminazione
Salario
Contratti collettivi
Parità
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