In oncologia, la comunicazione è parte integrante della cura. Ogni colloquio porta con sé diagnosi complesse, tempi incerti e famiglie in ricerca di parole chiare. Da questa quotidianità della pratica assistenziale in oncologia dovuta alla mia esperienza professionale nasce il mio lavoro di tesi, che prova a capire come gli infermieri valutino le proprie abilità comunicative, quanto pesi il carico emotivo e quali spazi di supporto e formazione siano percepiti come davvero utili. Ho realizzato uno studio descrittivo nei reparti di Modena e Piacenza, coinvolgendo 44 infermieri. Lo strumento di raccolta dati è un questionario costruito ad hoc, con 20 item su scala Likert (1–5) e 3 domande aperte, organizzato nelle seguenti aree: comunicazione con i pazienti, comunicazione con i caregiver, carico emotivo/supporto, innovazione e formazione. I dati numerici sono stati analizzati usando strumenti di statistica descrittiva; le risposte libere sono state codificate in modo tematico e poi raggruppati in macro-temi. L’affidabilità interna è stata valutata tramite α di Cronbach, che ha mostrato una buona coerenza interna. I risultati quantitativi evidenziano un livello medio di competenza comunicativa, con punteggi più bassi nella chiarezza del percorso terapeutico e nella gestione delle domande difficili, si evidenzia anche una percezione significativa di carico emotivo e di rischio di burnout. La sezione sull’innovazione mostra un forte consenso sull’importanza della formazione continua e degli strumenti di supporto alla comunicazione. Dall’analisi qualitativa ho sviluppato quattro macrotemi principali: difficoltà nella comunicazione prognostica, gestione delle emozioni proprie e altrui, complessità del rapporto con i caregiver e necessità di un sostegno psicologico strutturato. Nel complesso, il profilo che emerge è quello di professionisti competenti, consapevoli del valore della relazione e della fatica che essa comporta. La conclusione è operativa: servono percorsi di formazione periodica sulla comunicazione, con esercitazioni realistiche di simulazioni brevi ad alta aderenza clinica (role play) su scenari tipici: comunicazione di prognosi, domande difficili, conflitti paziente caregiver con feedback con check-list (es.SPIKES) e spazi stabili di supporto psicologico per tutta l’équipe. Due investimenti, un obiettivo: qualità della cura e benessere degli operatori.

Tra cura e comunicazione in oncologia: indagine multicentrica sulle competenze relazionali e sul benessere emotivo degli infermieri

GIAMBATTISTA, SARA
2024/2025

Abstract

In oncologia, la comunicazione è parte integrante della cura. Ogni colloquio porta con sé diagnosi complesse, tempi incerti e famiglie in ricerca di parole chiare. Da questa quotidianità della pratica assistenziale in oncologia dovuta alla mia esperienza professionale nasce il mio lavoro di tesi, che prova a capire come gli infermieri valutino le proprie abilità comunicative, quanto pesi il carico emotivo e quali spazi di supporto e formazione siano percepiti come davvero utili. Ho realizzato uno studio descrittivo nei reparti di Modena e Piacenza, coinvolgendo 44 infermieri. Lo strumento di raccolta dati è un questionario costruito ad hoc, con 20 item su scala Likert (1–5) e 3 domande aperte, organizzato nelle seguenti aree: comunicazione con i pazienti, comunicazione con i caregiver, carico emotivo/supporto, innovazione e formazione. I dati numerici sono stati analizzati usando strumenti di statistica descrittiva; le risposte libere sono state codificate in modo tematico e poi raggruppati in macro-temi. L’affidabilità interna è stata valutata tramite α di Cronbach, che ha mostrato una buona coerenza interna. I risultati quantitativi evidenziano un livello medio di competenza comunicativa, con punteggi più bassi nella chiarezza del percorso terapeutico e nella gestione delle domande difficili, si evidenzia anche una percezione significativa di carico emotivo e di rischio di burnout. La sezione sull’innovazione mostra un forte consenso sull’importanza della formazione continua e degli strumenti di supporto alla comunicazione. Dall’analisi qualitativa ho sviluppato quattro macrotemi principali: difficoltà nella comunicazione prognostica, gestione delle emozioni proprie e altrui, complessità del rapporto con i caregiver e necessità di un sostegno psicologico strutturato. Nel complesso, il profilo che emerge è quello di professionisti competenti, consapevoli del valore della relazione e della fatica che essa comporta. La conclusione è operativa: servono percorsi di formazione periodica sulla comunicazione, con esercitazioni realistiche di simulazioni brevi ad alta aderenza clinica (role play) su scenari tipici: comunicazione di prognosi, domande difficili, conflitti paziente caregiver con feedback con check-list (es.SPIKES) e spazi stabili di supporto psicologico per tutta l’équipe. Due investimenti, un obiettivo: qualità della cura e benessere degli operatori.
2024
Infermieri
Oncologia
Comunicazione
Burnout
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