Il presente studio affronta il tema cruciale del diritto all'affettività delle persone in vinculis, quale espressione dei diritti inviolabili e strumento essenziale per il fine rieducativo ex art. 27, comma 3, Cost. L'analisi prende le mosse da un'indagine sulla tensione normativa tra l'esigenza di sicurezza penitenziaria e la tutela dei diritti fondamentali, con un'attenzione specifica ai principi desumibili dagli ordinamenti sovranazionali. La trattazione analizza in dettaglio la disciplina interna, soffermandosi sulle norme dell'ordinamento penitenziario e del regolamento esecutivo relative ai contatti dei detenuti con il mondo esterno, all'importanza dei rapporti familiari e alla tutela della genitorialità in ambito detentivo, ai fini della risocializzazione. Viene tracciato l'itinerario giurisprudenziale che, attraverso plurimi interventi della Corte Costituzionale, ha superato la tradizionale riserva legislativa, culminando con la sentenza n. 10 del 26 gennaio 2024. Tale pronuncia ha formalmente riconosciuto il diritto all'affettività in capo ai soggetti in vinculis, proiettando il sistema verso i recenti sviluppi delineati dalle linee guida DAP del 2025. L'elaborato si completa con una prospettiva comparata con ordinamenti che già prevedono l'istituto degli incontri intimi, evidenziando le differenze tra le diverse realtà penitenziarie e, infine, delineando le criticità applicative e le incertezze che ancora oggi contraddistinguono l'effettiva realizzazione di tale diritto.
“Dalla negazione al riconoscimento”: il percorso di affermazione del diritto all’affettività e alla sessualità intramuraria: profili normativi e prospettive comparate.
MORRONE, AURORA
2024/2025
Abstract
Il presente studio affronta il tema cruciale del diritto all'affettività delle persone in vinculis, quale espressione dei diritti inviolabili e strumento essenziale per il fine rieducativo ex art. 27, comma 3, Cost. L'analisi prende le mosse da un'indagine sulla tensione normativa tra l'esigenza di sicurezza penitenziaria e la tutela dei diritti fondamentali, con un'attenzione specifica ai principi desumibili dagli ordinamenti sovranazionali. La trattazione analizza in dettaglio la disciplina interna, soffermandosi sulle norme dell'ordinamento penitenziario e del regolamento esecutivo relative ai contatti dei detenuti con il mondo esterno, all'importanza dei rapporti familiari e alla tutela della genitorialità in ambito detentivo, ai fini della risocializzazione. Viene tracciato l'itinerario giurisprudenziale che, attraverso plurimi interventi della Corte Costituzionale, ha superato la tradizionale riserva legislativa, culminando con la sentenza n. 10 del 26 gennaio 2024. Tale pronuncia ha formalmente riconosciuto il diritto all'affettività in capo ai soggetti in vinculis, proiettando il sistema verso i recenti sviluppi delineati dalle linee guida DAP del 2025. L'elaborato si completa con una prospettiva comparata con ordinamenti che già prevedono l'istituto degli incontri intimi, evidenziando le differenze tra le diverse realtà penitenziarie e, infine, delineando le criticità applicative e le incertezze che ancora oggi contraddistinguono l'effettiva realizzazione di tale diritto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4285