La presente ricerca analizza l’Ostpolitik vaticana nel periodo 1963-1989, esaminando la strategia di dialogo elaborata dalla Santa Sede nei confronti dei regimi comunisti dell’Europa centro-orientale durante la Guerra Fredda anche alla luce della sua ricezione in due contesti occidentali profondamente diversi: l’Italia e l’Irlanda. Dopo aver delineato l’evoluzione dottrinale e diplomatica dei pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, con particolare attenzione al ruolo di Agostino Casaroli e ai casi emblematici dei cardinali Stepinac, Mindszenty, Beran e Wyszyński, la tesi esamina in modo sistematico il modo in cui stampa, opinione pubblica, istituzioni politiche e gerarchie ecclesiastiche d'Italia ed Irlanda interpretarono tali vicende. Attraverso un approccio comparativo fondato su fonti parlamentari, documenti d’archivio, stampa laica e cattolica, e documentazione vaticana, lo studio mostra come la medesima politica pontificia abbia assunto significati differenti in relazione alle strutture politiche, alle tradizioni religiose e alle sensibilità culturali nazionali. Il lavoro evidenzia in particolare come in Italia la ricezione dell’Ostpolitik sia stata profondamente influenzata dalla dialettica interna tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, mentre in Irlanda essa si sia sviluppata in un quadro confessionale omogeneo, dominato da categorie principalmente morali e religiose. Il confronto mette così in luce la natura complessa e multilivello dell’azione diplomatica della Santa Sede e l’importanza delle mediazioni nazionali nella costruzione dei suoi significati pubblici.
L’OSTPOLITIK VATICANA TRA GUERRA FREDDA E APERTURA AL COMUNISMO: ITALIA E IRLANDA A CONFRONTO (1963-1989)
MARCHIÒ, GIOVANNI
2024/2025
Abstract
La presente ricerca analizza l’Ostpolitik vaticana nel periodo 1963-1989, esaminando la strategia di dialogo elaborata dalla Santa Sede nei confronti dei regimi comunisti dell’Europa centro-orientale durante la Guerra Fredda anche alla luce della sua ricezione in due contesti occidentali profondamente diversi: l’Italia e l’Irlanda. Dopo aver delineato l’evoluzione dottrinale e diplomatica dei pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, con particolare attenzione al ruolo di Agostino Casaroli e ai casi emblematici dei cardinali Stepinac, Mindszenty, Beran e Wyszyński, la tesi esamina in modo sistematico il modo in cui stampa, opinione pubblica, istituzioni politiche e gerarchie ecclesiastiche d'Italia ed Irlanda interpretarono tali vicende. Attraverso un approccio comparativo fondato su fonti parlamentari, documenti d’archivio, stampa laica e cattolica, e documentazione vaticana, lo studio mostra come la medesima politica pontificia abbia assunto significati differenti in relazione alle strutture politiche, alle tradizioni religiose e alle sensibilità culturali nazionali. Il lavoro evidenzia in particolare come in Italia la ricezione dell’Ostpolitik sia stata profondamente influenzata dalla dialettica interna tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, mentre in Irlanda essa si sia sviluppata in un quadro confessionale omogeneo, dominato da categorie principalmente morali e religiose. Il confronto mette così in luce la natura complessa e multilivello dell’azione diplomatica della Santa Sede e l’importanza delle mediazioni nazionali nella costruzione dei suoi significati pubblici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/4303