ABSTRACT Durante le consegne infermieristiche al cambio del turno, si concretizza il trasferimento della responsabilità dell'assistenza di uno o più pazienti ad uno o più infermieri. Se da un lato larga parte degli errori originano in questo momento e dipendono dalla qualità della comunicazione, è certo che l'assegnazione delle priorità, la continuità e la sicurezza delle cure si basano su consegne efficaci. In un ambito internistico dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, è emersa la consapevolezza di una situazione di rischio durante le consegne. A partire dall’osservazione sono emerse continue interruzioni, ambiente caotico, scorretto uso dei sostegni elettronici, e da parte degli operatori difficoltà ed inesattezze. È stata condotta una revisione della letteratura che ha sostenuto la decisione dell’implementazione del modello “consegne al letto del paziente” (Nursing Bedside Handover-NBH) anche grazie alla adattabilità al contesto. Il modello prevede una sequenza precisa, descritta in un Protocollo Operativo di riferimento internazionale. La tesi ha l’obiettivo di descrivere dal punto di vista teorico e pratico le fasi della implementazione con particolare fuoco sulla attività di Audit, condotta dopo dieci mesi dall’adozione effettiva del modello con l’obiettivo di evidenziare eventuali barriere su cui agire per consolidare nel tempo il NBH. Data la valenza culturale, assistenziale e cognitiva della consegna, il progetto di miglioramento ha richiesto per l’implementazione, un approccio di sistema, seguendo il framework di gestione del cambiamento di Kotter, nell’intento di porre le basi per consolidare la modalità come attività standard di infermieri e personale di supporto. Metodologia di Audit: mixmethod Quantitativa: osservazione di 270 consegne tramite check list strutturata o indicatore di esito organizzativo: durata media delle consegne confrontata con il dato di rilevazione pre implementazione. o Indicatore di processo: compliance degli infermieri alle fasi del Protocollo Operativo Qualitativa: o analisi SWOT del modello, fornita da ogni operatore o Intervista semi strutturata agli operatori tendenti al workaround o Focus Group tra tutti gli operatori per esplorare percezioni sul ruolo dei facilitatori. Risultati Quantitativi: la durata nel NBH è in media sovrapponibile alle consegne tradizionali in guardiola. Gli operatori sono ben aderenti al modello, solo cinque saltano precisi passaggi della sequenza. Qualitativi: dalle interviste a cinque infermieri emerge carenza di consapevolezza del razionale dei passaggi evitati, e difficoltà personale per timidezza. Da SWOT e Focus Group i temi principali sono la percezione di aumento di sicurezza, facilità nello stabilire le priorità assistenziali, l’aumento di visibilità professionale, la possibilità di imparare davanti al paziente, preoccupazione per gestire la sua privacy e difficoltà da parte dei facilitatori nel mantenere il ruolo di guide tra pari. Conclusioni Gli elementi emersi evidenziano l’alto gradimento da parte degli operatori verso il modello ma suggeriscono l’importanza di rafforzare attraverso la formazione contenuti non consolidati e scelte organizzative e di mantenere costante il sostegno ai collaboratori da parte del leader.

CONSEGNE INFERMIERISTICHE AL LETTO DEL PAZIENTE: STRATEGIA DI IMPLEMENTAZIONE E DI CONSOLIDAMENTO IN AMBITO INTERNISTICO

RAZZOLI, ANNARITA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Durante le consegne infermieristiche al cambio del turno, si concretizza il trasferimento della responsabilità dell'assistenza di uno o più pazienti ad uno o più infermieri. Se da un lato larga parte degli errori originano in questo momento e dipendono dalla qualità della comunicazione, è certo che l'assegnazione delle priorità, la continuità e la sicurezza delle cure si basano su consegne efficaci. In un ambito internistico dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, è emersa la consapevolezza di una situazione di rischio durante le consegne. A partire dall’osservazione sono emerse continue interruzioni, ambiente caotico, scorretto uso dei sostegni elettronici, e da parte degli operatori difficoltà ed inesattezze. È stata condotta una revisione della letteratura che ha sostenuto la decisione dell’implementazione del modello “consegne al letto del paziente” (Nursing Bedside Handover-NBH) anche grazie alla adattabilità al contesto. Il modello prevede una sequenza precisa, descritta in un Protocollo Operativo di riferimento internazionale. La tesi ha l’obiettivo di descrivere dal punto di vista teorico e pratico le fasi della implementazione con particolare fuoco sulla attività di Audit, condotta dopo dieci mesi dall’adozione effettiva del modello con l’obiettivo di evidenziare eventuali barriere su cui agire per consolidare nel tempo il NBH. Data la valenza culturale, assistenziale e cognitiva della consegna, il progetto di miglioramento ha richiesto per l’implementazione, un approccio di sistema, seguendo il framework di gestione del cambiamento di Kotter, nell’intento di porre le basi per consolidare la modalità come attività standard di infermieri e personale di supporto. Metodologia di Audit: mixmethod Quantitativa: osservazione di 270 consegne tramite check list strutturata o indicatore di esito organizzativo: durata media delle consegne confrontata con il dato di rilevazione pre implementazione. o Indicatore di processo: compliance degli infermieri alle fasi del Protocollo Operativo Qualitativa: o analisi SWOT del modello, fornita da ogni operatore o Intervista semi strutturata agli operatori tendenti al workaround o Focus Group tra tutti gli operatori per esplorare percezioni sul ruolo dei facilitatori. Risultati Quantitativi: la durata nel NBH è in media sovrapponibile alle consegne tradizionali in guardiola. Gli operatori sono ben aderenti al modello, solo cinque saltano precisi passaggi della sequenza. Qualitativi: dalle interviste a cinque infermieri emerge carenza di consapevolezza del razionale dei passaggi evitati, e difficoltà personale per timidezza. Da SWOT e Focus Group i temi principali sono la percezione di aumento di sicurezza, facilità nello stabilire le priorità assistenziali, l’aumento di visibilità professionale, la possibilità di imparare davanti al paziente, preoccupazione per gestire la sua privacy e difficoltà da parte dei facilitatori nel mantenere il ruolo di guide tra pari. Conclusioni Gli elementi emersi evidenziano l’alto gradimento da parte degli operatori verso il modello ma suggeriscono l’importanza di rafforzare attraverso la formazione contenuti non consolidati e scelte organizzative e di mantenere costante il sostegno ai collaboratori da parte del leader.
2024
PATIENT SAFETY
SHIFT REPORT
QUALITY IMPROVEMENT
BEDSIDE REPORT
NURSING
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/4308