ABSTRACT Background La frattura di femore rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione e mortalità tra i pazienti anziani. L’esito clinico di questi pazienti è influenzato da molteplici fattori, tra cui età, comorbilità, fragilità, stato cognitivo e tempi di intervento chirurgico. Tuttavia, un aspetto spesso trascurato riguarda il tipo di reparto in cui avviene il ricovero. In condizioni ideali, i pazienti con frattura di femore o anca dovrebbero essere gestiti in reparti di ortopedia o ortogeriatria. Per ragioni organizzative, una parte di questi pazienti viene ricoverata “in appoggio” presso reparti non specialistici. Questa modalità potrebbe influenzare negativamente gli esiti clinici e la durata della degenza. Obiettivo L’obiettivo primario è di valutare se esiste una differenza nella durata della degenza nei pazienti con frattura di femore o anca ricoverati in reparto dedicato di Ortopedia o Ortogeriatria rispetto a quelli gestiti in appoggio presso le U.O. di Chirurgia Polispecialistica o Chirurgia d’Urgenza. Gli obiettivi secondari riguardano: incidenza di infezioni nosocomiali, lesioni da pressione, episodi di delirium, cadute, utilizzo di farmaci antipsicotici, sopravvivenza a 6 mesi dall’intervento e la comparsa di complicanze postoperatorie. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo parziale presso l’AUSL di Piacenza, basato sulla revisione delle cartelle cliniche elettroniche; sono stati inclusi pazienti con età ≥ 65 anni con diagnosi di frattura di femore o anca, sottoposti ad intervento chirurgico tra gennaio e aprile 2024. Sono stati esclusi i pazienti politraumatizzati e i soggetti in terapia anticoagulante orale. È stato adottato un campionamento di convenienza, per un totale di 119 pazienti eleggibili. I dati sono stati raccolti in forma pseudonimizzata e analizzati con software RStudio, utilizzando la statistica descrittiva. Le variabili sono state descritte da frequenze relative e assolute, quelle quantitative, una volta verificata la normalità con istogrammi e test di Shapiro-Wilk, da media ± deviazione standard o da mediana e range interquartilico (IQR). La distribuzione delle variabili nei gruppi, è stata valutata utilizzando il test t di Student o il test di Mann-Whitney per le variabili quantitative e il test del chi quadro (χ2) o il test di Fisher per quelle qualitative. Un valore di p-value < 0.05, è stato considerato significativo. Risultati Il 93,3% dei pazienti è stato ricoverato in reparti dedicati e il 6,7% in appoggio. La durata mediana della degenza è risultata di 10 giorni, senza differenze significative tra i due gruppi (p=0,112), tuttavia, i pazienti ricoverati in appoggio hanno mostrato una tendenza a una degenza più lunga (13 giorni) rispetto a quelli ricoverati direttamente in reparto dedicato (9 giorni). Le variabili significativamente associate a una degenza più lunga sono risultate: tempo dall’accesso al PS all’intervento (+0,07 giorni per ogni ora di attesa; p<0,001), trasferimento in altro reparto (+6,3 giorni; p<0,001) e insorgenza di lesioni da pressione (+3,5 giorni; p=0,001). Conclusioni Non sono emerse differenze significative negli esiti clinici tra i pazienti ricoverati in reparti dedicati e in quelli di appoggio. Pur in assenza di significatività statistica, il prolungamento medio di circa 4 giorni della degenza nei ricoveri in appoggio, assume una rilevanza dal punto di vista organizzativo. Tale dato necessita di essere rivalutato alla fine del periodo di raccolta dati (31 dicembre 2024) con una successiva analisi. I risultati parziali suggeriscono che la priorità non è la sede del ricovero, ma la continuità del percorso assistenziale e l’efficienza organizzativa nella gestione del paziente anziano con frattura di femore o anca.

Influenza del tipo di reparto sul decorso ospedaliero nei pazienti con frattura di femore: analisi parziale retrospettiva presso l’AUSL di Piacenza

CALANDRINO, DAVIDE
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Background La frattura di femore rappresenta una delle principali cause di ospedalizzazione e mortalità tra i pazienti anziani. L’esito clinico di questi pazienti è influenzato da molteplici fattori, tra cui età, comorbilità, fragilità, stato cognitivo e tempi di intervento chirurgico. Tuttavia, un aspetto spesso trascurato riguarda il tipo di reparto in cui avviene il ricovero. In condizioni ideali, i pazienti con frattura di femore o anca dovrebbero essere gestiti in reparti di ortopedia o ortogeriatria. Per ragioni organizzative, una parte di questi pazienti viene ricoverata “in appoggio” presso reparti non specialistici. Questa modalità potrebbe influenzare negativamente gli esiti clinici e la durata della degenza. Obiettivo L’obiettivo primario è di valutare se esiste una differenza nella durata della degenza nei pazienti con frattura di femore o anca ricoverati in reparto dedicato di Ortopedia o Ortogeriatria rispetto a quelli gestiti in appoggio presso le U.O. di Chirurgia Polispecialistica o Chirurgia d’Urgenza. Gli obiettivi secondari riguardano: incidenza di infezioni nosocomiali, lesioni da pressione, episodi di delirium, cadute, utilizzo di farmaci antipsicotici, sopravvivenza a 6 mesi dall’intervento e la comparsa di complicanze postoperatorie. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo parziale presso l’AUSL di Piacenza, basato sulla revisione delle cartelle cliniche elettroniche; sono stati inclusi pazienti con età ≥ 65 anni con diagnosi di frattura di femore o anca, sottoposti ad intervento chirurgico tra gennaio e aprile 2024. Sono stati esclusi i pazienti politraumatizzati e i soggetti in terapia anticoagulante orale. È stato adottato un campionamento di convenienza, per un totale di 119 pazienti eleggibili. I dati sono stati raccolti in forma pseudonimizzata e analizzati con software RStudio, utilizzando la statistica descrittiva. Le variabili sono state descritte da frequenze relative e assolute, quelle quantitative, una volta verificata la normalità con istogrammi e test di Shapiro-Wilk, da media ± deviazione standard o da mediana e range interquartilico (IQR). La distribuzione delle variabili nei gruppi, è stata valutata utilizzando il test t di Student o il test di Mann-Whitney per le variabili quantitative e il test del chi quadro (χ2) o il test di Fisher per quelle qualitative. Un valore di p-value < 0.05, è stato considerato significativo. Risultati Il 93,3% dei pazienti è stato ricoverato in reparti dedicati e il 6,7% in appoggio. La durata mediana della degenza è risultata di 10 giorni, senza differenze significative tra i due gruppi (p=0,112), tuttavia, i pazienti ricoverati in appoggio hanno mostrato una tendenza a una degenza più lunga (13 giorni) rispetto a quelli ricoverati direttamente in reparto dedicato (9 giorni). Le variabili significativamente associate a una degenza più lunga sono risultate: tempo dall’accesso al PS all’intervento (+0,07 giorni per ogni ora di attesa; p<0,001), trasferimento in altro reparto (+6,3 giorni; p<0,001) e insorgenza di lesioni da pressione (+3,5 giorni; p=0,001). Conclusioni Non sono emerse differenze significative negli esiti clinici tra i pazienti ricoverati in reparti dedicati e in quelli di appoggio. Pur in assenza di significatività statistica, il prolungamento medio di circa 4 giorni della degenza nei ricoveri in appoggio, assume una rilevanza dal punto di vista organizzativo. Tale dato necessita di essere rivalutato alla fine del periodo di raccolta dati (31 dicembre 2024) con una successiva analisi. I risultati parziali suggeriscono che la priorità non è la sede del ricovero, ma la continuità del percorso assistenziale e l’efficienza organizzativa nella gestione del paziente anziano con frattura di femore o anca.
2024
Hip fracture
Femur fracture
Surgical candidates
Patients over 65
Hospitalization
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Calandrino.Davide.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.4 MB
Formato Adobe PDF
1.4 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/4314